giovedì 17 aprile 2014

asu no Yoichi


questa serie anime in dodici puntate è tratta da un manga che ha avuto un discreto successo. non avendo letto il manga, non so quanto l'anime sia fedele, ma posso sicuramente dire che è più castigato, come accade sempre nelle trasposizioni televisive. il protagonista, lo Yoichi del titolo, è un giovane samurai cresciuto in mezzo ai monti con la sola compagnia del padre e degli animali della foresta.


egli è diventato talmente bravo che il padre, ormai incapace di insegnargli altro, decide di spedirlo a vivere per un po' in città, di modo che impari la convivenza con i suoi simili. a ospitarlo è la famiglia Ikaruga, titolare di un dojo e formata da quattro sorelle: la maggiore, Ibuki, è fornita di un formidabile paio di tette, abilissima nelle arti marziali e al limite della schizofrenia, visto che alterna momenti di grazia e dolcezza per poi trasformarsi nel giro di due secondi in una virago; la seconda, Ayame, patisce il confronto con lei perchè da sempre si sente meno in tutto, e soprattutto meno in fatto di tette perchè è praticamente piatta; la terza, Chihaya, benchè abbia solo quindici anni fa già la mangaka e osserva con occhio clinico le evoluzioni dei rapporti fra i suoi consimili per trarne ispirazione per le sue creazioni; infine la quarta è la decenne Kagome, timida e pucciosa. ora, è chiaro che un ragazzo che si ritrovi a convivere con quattro fanciulle, di cui due in fiore, è la tipica situazione che porta a un sacco di problemi e disavventure. Yoichi poi, per quanto bravo nelle arti marziali, è piuttosto imbranato nella vita di tutti i giorni; per esempio, è facile a inciampare finendo regolarmente con le mani dove non dovrebbe.


e di qui la reazione di Ibuki è la seguente:


insomma, è chiaro che un anime di questo tipo, con il solito dispiego di ammiccamenti, non può che far piacere ai maschietti, ma c'è da dire che il tutto è fatto con una certa intelligenza, così che si lascia guardare molto piacevolmente. i personaggi sono tutti ben caratterizzati, anche quelli di contorno, e le gag, per quanto seguano più o meno tutte la stessa dinamica di fraintendimenti, toccatine involontarie e cuori più o meno infranti, non risultano affatto ripetitive. insomma, non un capolavoro, ma uno di quei prodotti gradevoli e adatti come passatempo.
riguardo ai seiyuu, segnalo Nakai Kazuya nel ruolo di Washizu, compagno di classe innamorato di Ibuki e Konishi Katsuyuki che interpreta il misterioso (e piuttosto idiota) Saginomiya.


una menzione a parte la merita Okamoto Nobuhiko, il giovane seiyuu che interpreta Yoichi, il quale ha già vinto due premi come miglior doppiatore. malgrado stia lavorando molto, finora mi era capitato di sentirlo solo nel ruolo di Narunosuke di Bleach.

domenica 13 aprile 2014

short peace


questo è il secondo e ultimo film che ho visto al Future Film Festival di quest'anno in quanto non sono riuscita a entrare per Kaze tachinu. e vabbè, che devo fare, tagliarmi le vene? ma anche no, dato che uscirà nelle sale a settembre e lo vedrò allora, benchè doppiato (argh). parliamo invece di questo: trattasi di un breve (poco più di un'ora di durata) anime composto di quattro episodi. Otomo Katsuhiro ne dirige uno, il bellissimo Combustible che avevo avuto modo di vedere alla scorsa edizione di Lucca Comics, ma pare sia stato il deux ex machina dell'intera operazione.


apre la compilation il divertente Possessions (Tsukumo) che si ispira a una credenza secondo la quale gli oggetti, dopo che sono stati usati per cent'anni, prendono vita. e difatti sono tutti molto vitali quelli che si ritrova davanti un viaggiatore rifugiatosi dal temporale in una casa abbandonata. lo dirige Morita Shuhei, l'autore di Kakurenbo.


segue il già citato Combustible, tragica storia di un amore che si sublima nel fuoco.


il più inquietante dei quattro è sicuramente questo Ganbo, in cui un terribile oni fa strage di uomini e rapisce le donne per ingravidarle, ma l'ultima bambina del villaggio viene salvata da un misterioso orso bianco. dirige Ando Hiroaki, un nippo-crucco che ha lavorato in diverse grosse produzioni come Steamboy.


infine l'ultimo segmento, A Farewell to Weapons (Buki yo Saraba), è una vivace scena di battaglia in stile mecha in cui alla fine l'unico sopravvissuto resta letteralmente in mutande. anzi, senza. non c'è da meravigliarsi per la maestria del regista, visto che si tratta di Katoki Hajime, esperto proprio di mecha e autore di diversi Gundam.
questi quattro episodi mi sono piaciuti molto; se però fossi riuscita a vedere anche Kaze tachinu sarei stata più felice.

venerdì 11 aprile 2014

father and son - soshite chichi ni naru


a volte penso che c'è speranza, per lo meno quando si vince il premio della giuria al Festival di Cannes. quando un film giapponese viene distribuito sugli schermi nazionali sono contenta perchè spero che ad apprezzarlo non siano sempre i soliti quattro gatti, anche se personalmente patisco moltissimo il doppiaggio. non c'entra che sia fatto bene o male, c'entra che a me piace sentire parlare gli attori con le loro voci, specialmente se si chiamano Fukuyama Masaharu. e adesso, per non farci mancare niente, non mancherà la polemica sulla traduzione del titolo XD difatti ho messo apposta la locandina con quello originale, che esprime il concetto del diventare padre, fondamentale per sottolineare il senso del film. sì perchè il punto sta proprio qui, più che nel pretesto che mette in moto la vicenda, ovvero il classico scambio di neonati e il successivo interrogativo se sia più tuo figlio quello che ha il tuo stesso sangue o quello che hai allevato per sei anni come se fosse figlio tuo. il punto è che Nonomiya Ryota (Fukuyama Masaharu) è un architetto con le palle che però dà il meglio di sè solo sul lavoro, trascurando sia la moglie Midori (Ono Machiko) che il figlio Keita; in compenso però si aspetta che suo figlio lo emuli ed è deluso dal fatto che sia solo un normalissimo ragazzino di sei anni senza particolare talento. è proprio questo che gli fa commentare "ora si spiega tutto" quando apprende che in realtà Keita non è suo figlio biologico, ma quello di una coppia di origini modeste, Saiki Yudai (Lily Franky) e Yukari (Maki Yoko). il suo disprezzo per lo stile di vita al limite della sussistenza dei due è palese e lo porta a offrirsi di allevare lui entrambi i ragazzini. dal canto loro Saiki e Yukari, che oltre allo scambiato Ryusei hanno altri due figli, compensano con l'umanità e il calore tutto ciò che Nonomiya ritiene che manchi loro. non mi dilungherò oltre nel raccontare la trama di questo film, che ho trovato molto toccante e realizzato con grande intelligenza e uno stile quasi documentaristico a tratti; è la prima volta che vedo un film del regista Kore-eda Hirokazu e a questo punto mi piacerebbe moltissimo approfondire la sua conoscenza.

domenica 6 aprile 2014

aikurushii


Horo (Kamiki Ryunosuke) ha dodici anni e non ha mai versato nemmeno una lacrima in vita sua, manco il giorno in cui è nato. la cosa lo preoccupa, tanto più che di motivi per piangere ne avrebbe eccome, visto che sua madre (Harada Mieko) è in fin di vita. la sua famiglia è però molto unita e cerca di fare fronte alla cosa, con la sorella maggiore Michiru (Ayase Haruka) che si è accollata i lavori di casa ed è disposta a rinunciare all'università per restare a prendersi cura di tutti. ci sono altri due fratelli: l'irruento ma di buon cuore Go (Ichihara Hayato) e la piangulona Uta (che, per compensare, piange anche tutto quello che non ha mai pianto Horo). e poi ci sono il padre taxista (Takenaka Naoto, che vedo per la prima volta in un ruolo drammatico) e il saggio nonno. ma soprattutto a dare forza ad Horo ci sono i suoi amici; oltre a quelli d'infanzia, i nuovi che si fa man mano, conquistando la loro fiducia e il loro affetto, come nel caso dello scontroso Shu (Hongo Kanata). che dire di questa serie? penso che lo sceneggiatore si sia messo di buona lena per inventarsi una buona dose di casi umani e vicende commoventi, salvo metterci una scoreggia ogni volta che temeva che il pubblico si emozionasse troppo. vabbè, non proprio ogni volta, ma alcune perle di umorismo scatologico sono presenti. questo dorama di lascia guardare, pur non essendo eccezionale; la cosa più interessante probabilmente è il cast. per esempio c'è Oguri Shun ancora agli inizi della carriera (nei panni di un dottorino lesso che s'innamora di Michiru), oltre ai già citati Hongo Kanata (all'epoca quindicenne e quasi agli esordi) e Kamiki Ryunosuke del quale finora avevo solo sentito la voce. mi è piaciuto molto il nonno, interpretato dal compianto Sugiura Naoki.

giovedì 3 aprile 2014

Gatchaman


la terra del futuro è sotto assedio: degli invincibili alieni chiamati Galactor ne hanno già conquistato la metà, uccidendo milioni di persone, e oramai si è prossimi alla battaglia finale. gli unici che sono in grado di combattere alla pari e sconfiggere il nemico sono cinque giovani che prendono potere da alcune pietre misteriose. li guida Ken (Matsuzaka Tori), estremamente ligio al dovere e agli ordini ricevuti e per questo spesso criticato dagli altri; alla sua antitesi c'è l'impulsivo George (Ayano Go), e in mezzo stanno i fratelli Jun (Gouriki Ayame) e Jinpei (Hamada Tatsuomi) e il fortissimo Ryu (Suzuki Ryohei). Ken e George si scontano quando si tratta di proteggere Iriya (Nakamura Shido), un Galactor che ha tradito e ha delle importanti informazioni, ma che è anche quello che cinque anni prima ha ucciso Naomi (Hatsune Eriko), la ragazza dei quali entrambi erano innamorati. se George non pensa che alla vendetta, Ken vuole eseguire gli ordini e salvare Iriya, il quale però in realtà fa da specchietto delle allodole e il suo vero scopo è rapire il professor Kirkland (Mitsuishi Ken). e a questo punto mi fermo nel raccontare la trama, non tanto per non spoilerare ma perchè a momenti mi incasino anch'io!


questo live action che ho visto giusto ieri pomeriggio nell'ambito del Future Film Festival di Bologna è ispirato alla serie anime omonima che penso proprio di aver visto ai tempi del suo passaggio televisivo, ma della quale al momento non ho ricordi. per questo non ho idea di quanto il film sia fedele all'anime e lo considererò un oggetto a sè stante. dunque: effetti speciali spettacolari, come ci si poteva aspettare; attori in parte (vogliamo parlare di Ayano Go? no, meglio evitare o rischio di distrarmi XD); trama coinvolgente al punto giusto ma da prendere appunto come un fumettone. puro divertimento dunque, che le questioni filosofiche le lasciamo per altre occasioni. mi è piaciuto? sì, e continuo a non capire perchè un film del genere non lo possono distribuire normalmente perchè non è certo peggiore delle polpette americane da multisala.

almeno sul finale, concedetemi il Go!
a dirigere il film è Sato Toya, regista che proviene dalla televisione e che ha diretto diverse serie che ho visto: tutte e tre le serie di Gokusen, compresi special e film, One pound gospel14 Sai no Haha e altri che non ho visto ma che vedrò perchè mi interessano.


domenica 30 marzo 2014

I have to buy new shoes - Atarashii Kutsu wo Kawanakucha


l'anno scorso, quando sono stata al Far East Film Festival di Udine, uno dei crucci maggiori è stato l'essermi persa questo film. purtroppo non mi fu possibile cambiare i miei programmi e non mi restò che continuare a mangiarmi le mani (avevo cominciato a farlo quando avevo saputo che mi sarei persa anche la presenza in sala di Kamenashi Kazuya). per fortuna il film è recuperabile e me lo sono potuta guardare, anche se a scoppio ritardato. 

i due magnifici protagonisti: Nakayama Miho e Mukai Osamu

appena sbarcato a Parigi, il giovane fotografo Yagami Sen viene letteralmente scaricato dalla sorella Suzume che ha altri piani. non fa in tempo a realizzare la cosa che va a sbattere molto fisicamente contro Teshigahara Aoi, una donna di mezza età che da tempo vive lì e fa la giornalista. Sen realizza anche che non ricorda più il nome dell'hotel dove dovrebbe alloggiare ed è Aoi ad aiutarlo a trovarlo, salvo fargli l'improvvisata di aspettarlo nella hall, e a quel punto, per un motivo o per l'altro, i due diventano inseparabili per i tre giorni successivi, fino all'inevitabile addio che non si sa se lo sarà veramente. ciò che è certo è che la conoscenza reciproca ha regalato molto a entrambi, scarpe nuove comprese.

Kiritani Mirei (Suzume) e Ayano Go (il suo fidanzato)

ecco il genere di film che piace a me: capace di emozionarmi profondamente senza bisogno di effetti speciali, ricorrendo quasi più al non detto che all'esplicito. paragonato a un altro film che ho adorato, Prima dell'alba di Richard Linklater, ne riprende il tema (del resto affrontato anche in altre salse) dell'incontro inaspettato che ti cambia la vita. c'è insieme una grande delicatezza e una grande intensità; quasi a voler bilanciare la vicenda principale, viene presentata anche la storia di Suzume che si aggrappa disperatamente al fidanzato, trasferito a Parigi per fare l'artista. è lei a esplicitare con tutta la forza della disperazione il desiderio di non separarsi dall'amato. un film veramente molto bello!

giovedì 27 marzo 2014

waterboys 2


sono passati alcuni anni dalle peripezie dei protagonisti del primo film e uno di essi, Saotome (Kaneko Takatoshi), diventa la miccia che mette in moto la vicenda di questo dorama. egli infatti è al suo primo incarico come insegnante e sostituisce una professoressa in licenza di maternità presso una scuola superiore che, per tradizione femminile, due anni prima si è fusa con un istituto maschile, ma la proporzione tra studentesse e studenti è di 10 a 1. di conseguenza sono le ragazze a comandare e i ragazzi, in tutto 32, sono ghettizzati. Yosuke (Nakao Akiyoshi) sta tentando invano di fondare un club di nuoto per i ragazzi e come al solito si trova davanti ad un muro di ostilità, tra la temibile rappresentante d'istituito Oba Kayo (Asami Reina) e la professoressa Ohara (Yamaguchi Sayaka). l'arrivo di un nuovo studente da una scuola famosa per la squadra di nuoto però riaccende le sue speranze, se non che Eikichi (Ichihara Hayato) è tutt'altro che un velocista. e a quel punto è Saotome a suggerire il nuoto sincronizzato. il quintetto degli eroici nuotatori disposti a smuovere mare e monti pur di eseguire il loro numero a questo giro è composto, oltre che dai già citati Yosuke ed Eikichi, dal timido Gan-chan (Koike Teppei), dall'esuberante Senichi (Saito Keita) e dal viziato figlio di papà Sano (Kimura Ryo).

da sinistra a destra, in piedi: Koike Teppei, Nakao Akiyoshi,
Saito Keita e Kimura Ryo; seduti, Ichihara Hayato
e Ishihara Satomi (che interpreta Shiori)

la prima domanda è: c'era veramente bisogno di questo Waterboys 2? probabilmente no, visto che alla fin fine la questione è sempre la stessa, ovvero una sequenza di contrattempi e opposizioni che vengono affrontate con determinazione e coraggio fino al successo finale. la seconda domanda è: c'era veramente bisogno di un altro stuolo di giovani attori che recitano in costume da bagno? certamente sì, alla faccia della professoressa Koshino che sviene ogni volta che ne vede uno. scherzi a parte, devo dire che temevo la noia, ma anche questo dorama è apprezzabile e ha addirittura i suoi momenti (impagabile la performance en travesti), anche se penso che gran parte del merito risieda nell'avere come protagonista un attore bravo come Ichihara Hayato. il suo personaggio è ben caratterizzato e credibile, inoltre ho apprezzato che abbiano scelto di lasciare la parte sentimentale inespressa. conteso fra l'intraprendente Kozue (Suzuki Emi) e l'apparentemente scontrosa Shiori (Ishihara Satomi), egli parte senza facili dichiarazioni, pur lasciando una porta aperta sul futuro.

domenica 23 marzo 2014

waterboys (dorama)


a due anni di distanza dal film, viene prodotto il primo dorama. il pretesto viene dato dal protagonista, Shindo Kankuro (Yamada Takayuki): galvanizzato dalla performance dei senpai del film, in seconda superiore si iscrive alla squadra di nuoto sincronizzato, ma non riesce a partecipare allo spettacolo per colpa di un inaspettato attacco di diarrea. ora Shindo frequenta il terzo anno e non può sprecare l'ultima occasione di realizzare il suo sogno. il problema è che fin da subito si crea una serie apparentemente infinita di guai che egli si decide ad affrontare prima col solo supporto di Tatematsu (Moriyama Mirai), trasferitosi nella scuola al solo scopo di fare parte dello show, e poi del corpulento Ishizuka (Ishii Tomoya), dell'ex-delinquente Takahara (Ishigaki Yuma) e infine del capo del consiglio studentesco, Tanaka (Eita), che da fiero oppositore diventa un entusiasta sostenitore. anche quando sembra che non ci sia più speranza, i cinque continuano a combattere fino alla fine, riuscendo addirittura a cattivarsi le simpatie di altri studenti che si uniscono alla squadra in un glorioso numero acquatico finale.

da sinistra a destra: Ishii Tomoya, Eita
Yamada Takayuki, Moriyama Mirai e Ishigaki Yuma

il dorama schiera diversi personaggi presi di peso dal film, come l'insegnante di educazione fisica (Sugimoto Tetta), la solita distratta che non sa di essere incinta (di nuovo) di otto mesi (Manabe Kaori), il proprietario dell'acquario Isomura (Takenaka Naoto, che appare giusto in alcuni camei) e ne introduce di nuovi, come l'amica di infanzia di Shindo, Asako (Miyaki Mao), la ragazza di cui tutti sono innamorati (Kashii Yuu), il fratello di Isomura (Yashima Norito, visto di recente in Biji ka Yajuu). nel suo riproporre volti e perfino situazioni presi di peso dal film però non si ha affatto l'effetto minestra riscaldata che ci si poteva aspettare; questo dorama è ben realizzato e vive di vita propria, inoltre la sua lunghezza diventa un vantaggio perchè permette un maggiore approfondimento dei personaggi. è quindi uno spettacolo molto divertente, nonchè un'imperdibile occasione di vedere gli attori recitare per metà del tempo in costume da bagno XD manco a farlo apposta poi, la bellissima canzone della sigla finale è Niji di Fukuyama Masaharu.

giovedì 20 marzo 2014

waterboys (movie)


era da parecchio che volevo approfondire il discorso Waterboys, però mi ero un po' persa tra film e dorama, e soprattutto non riuscivo a trovare ciò che volevo. uscito nel 2001 per la regia di Yaguchi Shinobu, questo film ha avuto moltissimo successo in Giappone (il che spiega perchè in seguito sono stati realizzati due dorama e un film in due episodi) ed è tratto da una storia vera: un gruppo di ragazzi di un liceo maschile decisero di preparare uno spettacolo di nuoto sincronizzato per la festa della loro scuola, malgrado fossero a completo digiuno della disciplina e sfidando il ridicolo, per via del fatto che questo sport è considerato femminile. il film dura 90 minuti, durante i quali si concentrano le peripezie dei protagonisti. l'arrivo di una nuova insegnante di nuoto molto carina (Manabe Kaori) fa sì che in un primo momento mezza scuola si presenti alle lezioni, ma quando salta fuori che la materia sarà appunto il nuoto sincronizzato, c'è il fuggi fuggi generale e resistono soltanto in cinque: l'eroe della situazione, ovvero Suzuki (Tsumabuki Satoshi), il pigro e capelluto - almeno fino a che non gli va a fuoco la pettinatura afro - Sato (Tamaki Hiroshi), il genio del ritmo Outa (Miura Akifumi), il secchione Kanazawa (Kondo Koen) e il gay Saotome (Kaneko Takatoshi) che è lì solo perchè innamorato di Sato. la nuova insegnante però scopre di essere incinta di otto mesi e abbandona l'incarico per la licenza di maternità, lasciando i ragazzi senza una guida, e anche senza un piscina in cui esercitarsi a causa di una serie di contrattempi. Suzuki riesce allora a farsi assumere insieme agli amici da Isomura (Takenaka Naoto), il proprietario di un acquario, il quel però è interessato solo a recuperare il debito che i ragazzi hanno con lui e non certo a insegnargli; succede però che le sue lezioni finiscono per essere effettivamente utili, con sua stessa sorpresa. grazie anche all'appoggio del loro insegnante di educazione fisica (Sugiwara Tetta) e malgrado un incidente che proprio all'ultimo momento rischia di mandare tutto a monte, non solo i cinque, ma anche molti altri compagni contagiati dall'entusiasmo per la cosa, riescono infine a eseguire con successo il loro numero, e Suzuki ha pure tempo per innamorarsi di Shizuko (Hirayama Aya). un film molto divertente, con alcune scene al limite del surreale, che ha fatto guadagnare al bravo Tsumakubi il premio come migliore giovane promessa dell'anno.

domenica 16 marzo 2014

flower boy next door - Yiutjib Ggotminam


Dok-Mi (Park Shin Hye) è una solitaria; dopo una durissima esperienza a scuola, vittima di una campagna d'odio orchestrata da un'amica gelosa del rapporto privilegiato che lei aveva con l'insegnante di lettere, si è rinchiusa in casa. lavora come editor e può quindi farlo senza uscire, perciò, a parte comprare l'occorrente per sopravvivere, il suo unico rapporto con il mondo esterno si limita all'osservazione del dirimpettaio bonazzo (Kim Jung-San) del quale è innamorata.

in effetti, con una vista del genere, che bisogno c'è di uscire?

costui ha un fratello minore, Enrique (Yoon Si-Yoon), che è cresciuto in Spagna ed è un osannato talento nerd, creatore di giochi on-line di grande successo. Enrique torna in Corea per un ciclo di conferenze e va a stare dal fratello, ed è proprio lui che si accorge che Dok-Mi spia il loro appartamento.

al posto del bonazzo, un panda arrabbiato!

quello che Dok-Mi non sa è che è a sua volta spiata dal suo vicino di casa Jin-Rok (Kim Ji-Hoon), anche se nel suo caso spiare non è la parola giusta, visto che lei non esce mai di casa. Jin-Rok tuttavia la ama segretamente da ben tre anni e da tre anni attacca post-it romantici al bricco del latte che viene consegnato a Dok-Mi ogni mattina.

il timido Jin-Rok

non ci vuole molto perchè si formi il classico triangolo tra Dok-Mi, il timido ma tenace Jin-Rok e l'estroverso e invadente Enrique. mentre quest'ultimo si mette in testa di tirare ostinatamente fuori di casa Dok-Mi e si trasforma in una sorta di stalker, Jin-Rok non riesce a confessare il suo amore e si tormenta per la gelosia.

toc toc... c'è nessuno?

sto semplificando al massimo, ma di cose ne succedono moltissime in questo drama che oscilla disinvoltamente tra la commedia e la tragedia. ci sono per esempio gli agguerriti fan e anti-fan di Enrique che gli procurano non pochi guai, c'è la vecchia amica di Dok-Mi che riappare a fare danni, ci sono i problemi personali e di lavoro di Jin-Rok che, insieme al coinquilino, disegna una webtoon (che si intitola, guarda caso, Flower boy next door, a sottolineare il fatto che effettivamente questo drama è proprio tratto da tale webtoon). c'è anche, nel cast, Kim Yoon-Hye, che avevo già visto recitare in Heartstrings.

ho deciso che  Park Shin Hye è la mia attrice coreana
preferita; fra l'altro tutte le cose che ho visto in cui
lei è protagonista mi sono piaciute moltissimo

ho trovato questo drama molto ben riuscito, divertente e interessante. stavo giusto riflettendo l'altro giorno sull'abilità degli sceneggiatori dagli occhi a mandorla, che riescono a fondere abilmente sogno e realtà. sappiamo di assistere a una fiction, ma i personaggi sono così ben costruiti e caratterizzati da essere perfettamente plausibili, così come le trame che li vedono al loro centro in fondo sono sì spesso una bella favolina, ma di quelle che ci si può permettere di sognare perchè non appaiono impossibili. credo che sia proprio questo talento a rendere tanto piacevole la visione di questi drama o dorama che dir si voglia.


giovedì 13 marzo 2014

beauty or beast - bijo ka yajuu


avere un'amica di penna giapponese appassionata di dorama è una bella fortuna perchè ogni tanto mi dà delle dritte. per esempio, dopo averle detto che avevo guardato Galileo e che mi era piaciuto molto, lei mi ha prontamente informata che Fukuyama Masaharu è il sogno erotico della maggioranza delle donne giapponesi insieme a Nishijima Hidetoshi (ma penso che avrebbe dovuto specificare anche la fascia d'età, perchè credo che quelle più giovani preferiscano altri soggetti... uhm, vedrò di informarmi!) e che un altro dorama "totemo omoshiroii" che lo vede protagonista è questo Bijo ka Yajuu. per fortuna le anime sante di Gooddrama.net lo avevano caricato, cosa non così scontata perchè si tratta di una roba del 2003. e nel 2003 Fukuyama Masaharu aveva 34 anni ed era effettivamente gnocco. adesso però vi dimostro che sono una persona seria e passo a parlare della trama. 

biji (donna bella) o kajuu (bestia)?
spero per il povero Sorimachi Takashi che se l'è sposata
che Matsushima Nanako sia solo biji!

dunque, la storia gira attorno al notiziario della sera di una rete televisiva in crisi; per risollevare l'audience, i dirigenti decidono di assumere la biji ka yajuu del titolo, ovvero la reporter d'assalto Takamiya Makoto (Matsushima Nanako); lei chiede carta bianca e promette di rimettere le cose in sesto entro tre mesi. l'impresa appare subito difficile quando si ritrova davanti uno staff pigro e disorganizzato, del quale per giunta è appena entrato a fare parte Nagase Hiromi (Fukuyama Masaharu), il suo ex. i due comunque instaurano un buon rapporto professionale evitando accuratamente di rivangare il passato. quello che è interessante di questo dorama è che ci offre uno spaccato del mondo della TV e dei molti conflitti etici che sorgono quando si devono conciliare il rispetto, l'umanità, la correttezza e l'audience. Takamiya, che non si è mai fatta scrupolo di mostrare bambini in lacrime sul luogo del disastro pur di catturare l'attenzione del pubblico, si trova a dover fare scelte moralmente difficili, mentre i giornalisti della redazione ritrovano l'entusiasmo per il proprio lavoro. insomma, siamo qui per divertirci, ma anche per riflettere. alla fine poi non mancherà il chiarimento tra Takamiya e Nagase, benchè la donna si dimostri cazzuta fino all'ultimo.

Matsushima Nanako e Fukiyama Masaharu

il cast è ricchissimo di volti più o meno noti. abbiamo per esempio Watanabe Ikkei, che faceva da spalla a Fukuyama in Galileo; Sasaki Kuranosuke, che assomiglia a una rana, ma mi fa sangue; Shiraishi Miho, una che si è vista in Densha Otoko, Swing girls e Sapuri; Nagai Masaru, che non può passare inosservato; particina di Tsurumi Shingo.

domenica 9 marzo 2014

Capitan Harlock - Uchuu Kaizoku Kyaputen Haarokku


ho già detto quello che penso dei remake, anche se, trattandosi di un prodotto giapponese, resta il dubbio che questo film sia stato concepito come remake, come omaggio o come declinazione diversa dello stesso soggetto. ero comunque curiosa di vederlo perchè avevo letto meraviglie dell'animazione. tanto per cominciare, premetto che non l'ho visto in 3D, però da un punto di vista tecnico non posso che dirne bene. personalmente preferisco l'animazione alla Miyazaki perchè quest'altro genere, per quanto sia ben fatto, mi è sempre sembrato avere qualcosa che mi disturba nel suo voler imitare la realtà. 

l'aliena Mimay è quella che fluttua meglio

una mia amica che ha lavorato nell'animazione, mi spiegava che dipende dagli occhi, così ho cercato di farci caso e ho notato che in questo caso sono stati molto attenti a inserire movimenti delle palpebre e talvolta delle pupille, evitando la fissità di altre produzioni. caso mai, sono stati i movimenti dei capelli a non essere realistici al 100%. la sceneggiatura è stata curata da Matsumoto Leiji in persona, ed essendo egli il creatore originale della serie, ciò dovrebbe essere garanzia di fedeltà allo spirito dell'opera; la regia invece è di Aramaki Shinji. 

Key e Capitan Harlock

riguardo alla trama, dopo una breve premessa che spiega il contesto, si entra subito nel dunque, con il giovane Yama/Logan che riesce a farsi arruolare sull'Arcadia per il rotto della cuffia e che si rivela quasi subito come una spia infiltrata a bordo (OT: qualcuno mi sa spiegare perchè questo disgraziato si chiama Yama nella versione doppiata e Logan in quella originale?). egli però è un agente riluttante, nel senso che ha accettato di spiare Harlock per conto del fratello che è diventato paraplegico per colpa sua, ma ha quel tanto di curiosità e di senso critico che gli fanno infine credere nel capitano e cambiare bandiera. della ciurma fanno parte la misteriosa aliena Mimay (in originale doppiata da Aoi Yuu), l'intrepida bionda Key (Sawashiro Miyuki), e il robusto ma energico Yulian (Furuta Arata), mentre l'avversario di Harlock, nonchè fratello di Yama, è Ezra (Morikawa Toshiyuki) uno che ha dei problemi anche con Yama stesso per via di una faccenda di donne, in quanto entrambi innamorati di Nami (Sakamoto Maaya). 

il giovane Yama, o Logan che dir si voglia

che dire? le scene d'azione funzionano molto bene e secondo me sono il vero punto di forza del film, nonchè quello che mi fa lodare l'animazione. il problema però è che la trama non coinvolge fino in fondo e, cosa ancora più grave, il personaggio di Harlock non spacca. pur essendo in teoria il protagonista, egli viene lasciato sullo sfondo, tanto che alla fine viene da dire che il vero protagonista è Yama. la cosa di per sè non sarebbe nemmeno così grave se uno non pensasse alla grande figaggine del Capitan Harlock originale: nel paragone questo Harlock risulta poco incisivo e molto meno affascinante.


se da un lato ho avuto la fortuna di potermi godere il film su grande schermo, dall'altro ho dovuto subire la versione doppiata. non lo dico per polemica contro i doppiatori italiani, ma se penso che la voce originale di Harlock è quella di Oguri Shun, mentre Miura Haruma è Yama, ecco, un piccolissimo travaso di bile mi viene XD

giovedì 6 marzo 2014

my love from the star - Byeoleseo On Geudae


un alieno dotato di superpoteri è caduto sulla Corea nel 1600 e sta ancora lì. in Corea, intendo, non nel 1600. a dire la verità, più che caduto ho l'impressione che abbia scelto di restare o che forse sia stato dimenticato; sta di fatto che ora attende con ansia che passino i tre mesi che mancano all'avvicinamento di una cometa alla Terra, evento che segnerà il suo ritorno al pianeta di appartenenza. questo alieno, che ha l'apparenza di un giovane, in quattrocento anni ha accumulato grande ricchezza e sapere, ed ha evitato di farsi scoprire celando i proprio superpoteri e cambiando identità ogni tot (perchè non invecchia). ha anche evitato di mischiarsi agli affari degli umani dopo le prime, disastrose esperienze. appena sbarcato infatti si era trovato invischiato in una storiaccia, in fuga insieme a una ragazzina al centro di trame e di vendette d'onore; malgrado il suo impegno, non era riuscito a evitare che venisse uccisa. così la sua voluta impermeabilità alle vicende umane parrebbe inossidabile, non fosse che la nuova vicina di casa somiglia straordinariamente proprio a quella ragazzina; peccato che però non sia affatto una tenera pulzella innocente, ma una diva scafata, viziata e incasinata. i due faranno scintille, manco a dirlo.


Kim Soo-Hyun, giovane attore già visto in The Thieves, interpreta l'alieno Do Min-Joon; è bravissimo sia nella versione impassibile, sia quando cede ai suoi sentimenti. io però vorrei lanciare un appello ai parrucchieri coreani: vi prego, smettetela con questa moda della frangia che copre le sopracciglia! ci avete già provato con il nuovo taglio di capelli di Jang Geun Suk in Bel Ami e poi vi siete resi conto che non si poteva vedere (che a riuscire a imbruttire Jang Geun Suk ce ne vuole!), e ora replicate con Kim Soo-Hyun. ma non è meglio se le sopracciglia si vedono?

Kim Soo-Hyun in versione medievale

critiche estetiche a parte, il suo ruolo mi è piaciuto molto. tra l'altro ho notato che anche i coreani hanno scoperto il fan service: vedi quel paio di docce che si è fatto nelle prime puntate e che hanno ispirato questa divertente didascalia:


la foto si trova QUI

a fare la diva c'è una vera diva: Jun Ji-hyun, ovvero Gianna Jun, che qui sotto vediamo in una delle sue pose più dementi. in realtà il suo personaggio è molto meglio di quel che sembra: Cheon Song-Yi ha fatto l'attrice fin da ragazzina e in fondo è rimasta un'ingenua, oltre ad essere più sola di quanto si potrebbe immaginare. le traversie poi la fanno maturare.


questo drama si è concluso da una settimana ed ha avuto un grandissimo successo di pubblico, risultando al primo posto nella classifica dell'audience; devo dire che anch'io l'ho apprezzato particolarmente. ottimo il cast, intrigante la trama (ricca anche di scene in costume per farci rivivere il passato dell'alieno), si vede che non si è badato a spese. peccato solo che il finale mi ha lasciato un po' così; mi è venuto addirittura da pensare che sia stato modificato per salvare capra e cavoli. sono sempre la solita malfidata!



domenica 2 marzo 2014

hanamizuki


è la prima volta che sento dire che un film è tratto da una canzone! eppure, pare proprio che sia il caso di questo Hanamizuki, ispirato dal brano omonimo di Hitoto You. il fiore del titolo è quello di una pianta che si chiama cornus florida e di più non so dirvi per via della mia totale ignoranza in fatto di giardinaggio, però vi posso fare vedere com'è: 


proprio quest'albero cresce nel giardino della casa della protagonista, Sae, ed è stato piantato da suo padre (Arata) poco prima di morire; per lei è dunque una sorta di nume tutelare. Sae (Aragaki Yui) vive con la madre (Yakushimaru Hiroko) in un paesino di pescatori dell'Hokkaido e da sempre desidera trasferirsi a Tokyo e studiare l'inglese. conosce però Kouhei (Ikuta Toma), un suo coetaneo che invece ha l'ambizione di succedere al padre come capitano della barca da pesca. benchè i due si amino molto, Sae decide comunque di partire per Tokyo, e si sa che le relazioni a distanza non sono facili da gestire, soprattutto quando ci si mettono di mezzo senpai esuberanti come Kitami (Mukai Osamu). che dire poi dei cuori spezzati? facile consolarli con un'altra ragazza che attende da molto l'occasione giusta (Renbutsu Misako). tuttavia non c'è bisogno di dire che il vero amore trionfa sempre, vincendo sia il tempo che le distanze.

Aragaki Yui e Ikuta Toma

che vogliamo dire di questo film? confesso che quando ho cominciato a vederlo temevo lo sbadiglio, perchè non si può certo dire che la trama sia originale. però è una pellicola realizzata con grande garbo, gli attori sono molto bravi, inoltre ha una dimensione internazionale, spostandosi dal Giappone agli Stati Uniti e al Canada. in definitiva quindi è un film che si lascia guardare e che fa pure scappare qualche lacrimuccia. 


Aragaki Yui si è dovuta imparare l'inglese e, anche se a tratti suona un po' incerta, in definitiva se l'è cavata bene. 

giovedì 27 febbraio 2014

Italian Gay Blogger Award '14: Pronti a votare i vostri blog preferiti?


cari lettori di questo blog, vorrei segnalarvi questa iniziativa che mi vede coinvolta sia in veste di membro della commissione che in veste di candidata a una delle categorie (anche se penso che le persone che mi hanno segnalato l'abbiano fatto per affetto e che, giustamente, non mi voterà nessuno ^__^)

Mercoledì 26 Febbraio 2014 alle 00:00 parte la seconda edizione degli Italian Gay Blogger. Il concorso ha l’intento di premiare il lavoro dei blogger e i blog che ogni giorno parlano di temi LGBTQ cercando di sdoganare, in tutte le sue forme, la questione omosessuale nel Paese. 

Quest’anno il concorso  può contare sul supporto di Arcigay Palermo, Arcigay Salerno, Arcigay Napoli, I Mondi Diversi No Profit, il programma radiofonico GayDay2 che hanno accettato di sostenere Italian Gay Blogger Award 2014 tramite le loro piattaforme. 

Il concorso ha una validità di 3 settimane e si concluderà alle 23:59:59 del 12 Marzo 2014. Possono votare tutti accedendo al sito igba.altervista.org. Ogni votante può effettuare una sola votazione, una a categoria, per tutta la durata del concorso.

Le categorie di quest’anno sono:

Premi speciali


  • Personaggio gay dell’anno 
  • Self made gay 
  • Notizia dell’anno


Categorie


  •  IGBA Notizie – attualità
  •  IGBA Notize – Gossip
  •  IGBA Cultura – Libri 
  •  IGBA Cultura – Cinema TV
  •  IGBA Blog personali – Racconti
  •  IGBA Arte – Fotografia
  •  IGBA Arte – Disegni & cartoni
  •  IGBA Moda
  •  IGBA Umorismo 
  •  IGBA Adult +18 


I blog sono stati scelti da una commissione formata da (in ordine alfabetico):

Febo, blogger 
Francesco Sansone, blogger
Guchi Chan, blogger 
Jimi Paradise, blogger 
Loran, artista 
Lord79, blogger 
Marco, blogger
Mouse Trip, blogger 
Mirko Criscolo, blogger 
Paolino, blogger 
Rafa, blogger

Ogni membro ha espresso le proprie preferenze senza, però, autocandidarsi. I criteri con cui sono stati scelti i candidati sono i seguenti:

L’attività: Il lavoro svolto dai blog solo da Maggio 2013 a Febbraio 2014.
La natura: Sono stati  presi in considerazione solo i blog.
Le piattaforme: Sono stati considerati tutti i blog e le pagine di blogspot,  tumblr, wordpress.

Per quanto riguarda la categoria Personaggio Gay dell’anno sono state prese in considerazione solo le persone della comunità LGBTQ che con le loro azioni o le loro dichiarazioni hanno aiutato l’omosessualità a essere sdoganata e accettata.

I premi 

Dato che il concorso ha come obiettivo quello di premiare e allo stesso tempo far conoscere i vari blog, i premi sono:
  • Logo che attesta la vittoria nella categoria  
  • Intervista sul blog italiangaybloggers per dare modo al vincitore di farsi conoscere e di parlare del proprio lavoro.