domenica 27 luglio 2014

bokusatsu tenshi dokuro-chan


chissà perchè in estate sono più portata al demenziale! sarà colpa dell'effetto del caldo sul mio cervello... qualunque sia il motivo, non vedo perchè privarmi di qualche fragorosa risata! sì, perchè per godersi certi spettacoli non bisogna certo partire prevenuti, quindi vade retro benpensanti e maestrini. Dokuro-chan, la pucciosissina ragazzina dell'immagine qui sopra, è in realtà un angelo arrivato dal futuro per evitare che il diciassettenne Sakura (immagine sottostante) proprio in futuro inventi un sistema per prevenire l'invecchiamento che, di fatto, trasformerà il Giappone nel paradiso dei pedofili perchè le donne, a prescindere dalla loro vera età, dimostreranno tutte dodici anni. in realtà in futuro si è deciso di eliminare fisicamente Sakura, motivo per cui un altro angelo, Sabato, viene inviata ufficialmente indietro nel tempo. 


Dokuro-chan quindi, oltre a proseguire a oltranza la sua opera di perenne distrazione di Sakura (lei spera di rincoglionirlo impedendogli di dormire e di fare crollare la sua media scolastica distraendolo dallo studio, in modo che in seguito non sia in grado di inventare nulla, e ricorre a questi sistemi perchè non vuole che venga ucciso), s'impegna anche a difenderlo dagli attacchi di Sabato. tuttavia Dokuro è provvista di un'arma letale, una clava chiodata chiamata Excalibolg, che usa spesso e volentieri per uccidere il povero Sakura, in preda ad improvvisi accessi di rabbia, ma poichè è dotata dei poteri soprannaturali di un angelo, ogni volta lo resuscita recitando la formula pipiru piru piru pipiru pi.

Dokuro ha appena finito di spiaccicare Sakura

ora, è inutile (credo) puntualizzare che questo non è un anime per bambini, unendo scene splatter a esibizione di cosce e tette; non mancano moltissime citazioni di altri anime/manga o film, e non solo (vedi Excalibolg che chiaramente prende parte del nome da Excalibur). a guardarlo con la stessa ironia con cui è stato prodotto, è certamente un anime esilarante; molto carine anche le canzoni usate come sigle, soprattutto l'opening che riprendere il pipiru ecc.

giovedì 24 luglio 2014

portrait of a beauty - miindo


un film che comincia con il suicidio di un bambino non è che ci si possa aspettare che vada a finire granchè bene... la triste storia, tratta da un libro a sua volta liberamente ispirato alla figura di un misterioso pittore realmente esistito (se ne conoscono le opere, ma non la vita) è incentrata sul solito problema di una donna che vuole fare un mestiere consentito solo agli uomini. in questo caso Yun-jeong, che ha un grande talento come pittrice, dopo aver involontariamente causato la morte del fratellino, si ritrova come allieva en travesti di un famoso pittore di corte. 

Kim Gyu-ri interpreta Yun-jeong

bersaglio dell'invidia degli altri allievi, Yun-jeong conosce un giovane fabbricante di specchi, Kang-mu, che per sdebitarsi dopo che la giovane gli salva il culo, si offre come guida per la vita vera, in quanto il re ha assegnato questo come soggetto di una serie di pitture. Yun-jeong prende la cosa anche troppo seriamente, nel senso che nella vita vera ci si butta a capofitto e s'innamora pure, ricambiata, di Kang-mu. 

Kim Nam-gil (già protagonista di No regret) è Kang-mu

vivranno felici e contenti? naturalmente no, anche perchè il maestro della giovane, che non si capisce bene se sa fin dall'inizio di avere un'allieva e non un allievo, o se lo capisce strada facendo, se ne innamora a sua volta e non ha molta voglia di lasciarla a Kang-mu.

Kim Young-ho fa di nuovo il mentore seduttore
(era il professore di Perfect partner)

il film mi è piaciuto e vi risparmio le solite considerazioni su quanto siano impeccabili le produzioni coreane e di quanto mi piacciano i film in costume. non conosco le opere del pittore che ha ispirato il tutto, ma immagino che non fossero esattamente caste, il che spiegherebbe perchè non mancano scene di nudo e di sesso.

l'eterno triangolo


domenica 20 luglio 2014

Stand up!


nei meandri del mio hard disk riesco ancora a trovare delle cose che non ho ancora visto, tipo questo dorama stagionato (del 2003) che certamente a suo tempo deve aver suscitato la mia attenzione per via del cast. la trama non ha troppe pretese e lo stile è inizialmente quello del comico-demenziale, salvo poi virare verso argomenti più seri, ma senza perdere la verve. i quattro protagonisti sono dei diciassettenni amici d'infanzia che vivono la loro verginità come un peso del quale liberarsi al più presto, soprattutto perchè tutti i loro coetanei si sono già tolti il pensiero e non manca chi li sfotte pesantemente. mentre sono intenti a ciò, arriva in visita una loro vecchia amica della quale, a sei anni, erano tutti innamorati, se non che la bambina carinissima che ricordavano si è trasformata in un'adolescente un po' goffa e con la faccia buffa di Suzuki Anne (Hana to Arisu). 


Chie, la ragazzina, si piazza a casa di Shou-chan (Ninomiya Kazunari degli Arashi), quello dei quattro al quale era più legata in passato, con la scusa che i genitori sono all'estero per un viaggio. non passa molto tempo che s'innamora di Shou-chan, il quale però non ha occhi che per la propria insegnante d'inglese (Shaku Yumiko, vista in Team Batista). intanto Udayan (Narimiya Hiroki), stanco di essere tiranneggiato dalle virago della scuola e di prendersi dei due di picche, per reazione decide di difendere la propria verginità e coinvolge gli amici, volenti o nolenti, in un club a difesa della purezza. 

Kou-kun, Udayan, Kenken e Shou-chan

per esempio Kenken (Yamashita Tomohisa) avrebbe la strada spianata dalla madre compiacente e padrona di un love hotel, ma la sua fidanzatina rifiuta ogni approccio fino all'esame di ammissione all'università. d'altro canto Kou-kun (Oguri Shun) per quanto figo quando gioca a calcio, per quanto è imbranato con le ragazze. insomma, la situazione si presta a tutta una serie di gag, anche perchè i genitori dei ragazzi sono molto severi e appena hanno sentore di sesso, si intromettono a rompere le uova nel paniere ai figli. intanto le cose si complicano ulteriormente quando sia Kenken (nel frattempo lasciato dalla fidanzatina) e Shou-chan s'innamorano di Chie, e Chie stessa si scopre avere una dolorosa esperienza alle spalle. 

i due rivali in amore

insomma, senza voler gridare al capolavoro, è indubbio che questo dorama è stato un passatempo divertente. stranamente, non mi era mai capitato di veder recitare Ninomiya Kasunari, ennesimo esempio di talento che si divide fra i palcoscenici dei concerti e i ciak dei registi. quando ai comprimari, ho riconosciuto Gekidan Hitori nel gestore del bar ritrovo dei ragazzi, Tsukamoto Takashi in un loro coetaneo sciupafemmine, Mizukawa Asami nella seduttrice di Kou-kun e Kaku Tomohiro nel persecutore di Chie. ultima nota: sono rimasta basita dal fatto che Oguri Shun abbia mostrato le chiappe e che ci siano stati anche due nudi femminili; considerando che di solito nei dorama sembra già spinto un bacio, è da non credere!!

il tuffo nudo di Oguri Shun


giovedì 17 luglio 2014

Free!


è da un po' che latito, anche se avrei avuto alcune recensioni da scrivere. sorvoliamo sui motivi di questo silenzio, che non dipendeva unicamente dalla pigrizia, e vediamo di rimetterci al lavoro!
Free! è un anime che volevo vedere da tempo; dapprima non riuscivo a trovarlo e, quando ci sono riuscita, ho preferito lasciare decantare il tutto per qualche tempo, sempre per il mio timore di venire delusa dalle cose di cui tutti parlano entusiasticamente. a dire la verità, avevo anche avuto l'impressione, dalle immagini viste in giro, che si trattasse di puro fanservice senza molto costrutto alla base, invece ho avuto modo di ricredermi: i protagonisti non sono soltanto degli aitanti giovanotti in costume da bagno, ma ciascuno ha il suo carattere ben definito e la sua storia. mentre sto scrivendo, in Giappone sta andando in onda la seconda serie, segno evidente del successo ottenuto anche in madrepatria.


tratto da una light novel, quest'anime vede come protagonisti quattro amici di vecchia data, accomunati dal fatto di avere un nome femminile. se però Haruka, Makoto e Nagisa sono rimasti in contatto, Rin non li ha più visti da quando è partito per l'Australia. fra Haruka e Rin è successo qualcosa che ha compromesso i loro rapporti, anche se poi si scopre che l'astio di Rin era provocato da altri fattori. resta il fatto che quando si rivedono a tre anni di distanza, Rin è rabbioso e ostile. gli altri tre intanto decidono di fondare un club di nuoto e si trovano davanti il solito problema di reclutare il quarto membro del quale non si può fare a meno. dopo lunga opera di convincimento, lo trovano in Rei, che però non sa nuotare. insomma, le cose procedono con i soliti alti e bassi fino all'inevitabile chiarimento e riavvicinamento finale tra Rin e gli altri.

c'è pure chi ci ha fatto un cosplay!
(foto trovata su QUESTO BLOG)

insomma, non posso che concludere che a me quest'anime è piaciuto. dei ragazzi sicuramente il più interessante è il silenzioso ed enigmatico Haruka, ma mi hanno divertito anche i personaggi di contorno, per esempio l'insegnante ex-pin up (doppiata da Satsuki Yukino). penso proprio che, appena possibile, mi vedrò anche la seconda serie.


riguardo al doppiaggio, segnalo Hirakawa Daisuke che qui interpreta Rei e che avevo già incrociato nel ruolo di Irie Naoki in Itazura na Kiss


Miyano Mamoru invece è la voce di Rin. strano che non mi fosse ancora capitato di parlare di lui, visto che ha un discreto curriculum. per esempio è stato Light Yagami in Death Note, ruolo che gli ha pure fruttato un premio (ma ne ha vinti altri), Kanda Eiji in Antique e Lin Yao in Fullmetal Alchemist Brotherhood. oltre ad aver recitato anche in carne ed ossa (è apparso in Prince of Tennis), porta avanti la carriera di cantante.


giovedì 29 maggio 2014

il giardino delle parole - koto no ha no niwa


Takao ha quindici anni e sogna di fabbricare scarpe (che a dire che vuole fare il calzolaio, pare una di quelle cose da piccola fiammiferaia, del tutto avulsa dalla realtà dei giovani italiani, malgrado ciò che pensa il bravo regista e autore Shinkai Makoto XD); siccome ama la pioggia, ha questo vezzo di saltare la prima ora di lezione e recarsi al parco ogni volta che piove, e poichè la storia comincia durante la stagione della pioggia, le occasioni non gli mancano. 


un giorno gli capita di incontrare una giovane donna intenta a bere birra e mangiare cioccolata; Takao ne rimane immediatamente affascinato e di lì a innamorarsene il passo è breve, anche perchè la donna lo tratta con simpatia e confidenza. di lei però non si sa nulla, e quando infine si scopre, non è una bella sorpresa: non solo ha ben dodici anni più di lui, ma fa anche l'insegnante nella sua stessa scuola e si trova a sua volta a bigiare il lavoro a causa di un problema sorto proprio a scuola.


che carino questo film!  delicato, emozionante, molto giapponese... e piuttosto breve, difatti per evitare la sommossa popolare, visto il costo del biglietto, oltre alla presentazione iniziale del regista, ci hanno anche propinato quelli che presumo fossero i contenuti speciali del DVD, nonchè la visione di un altro lavoro di Shinkai, un cortometraggio delizioso intitolato Dareka no manazashi. la canzone finale, Rain,  è il remake di una brano molto amato da Shinkai ed eseguito per l'occasione dal bravo Hata Motohiro. quanto ai doppiatori originali, la cui voce ahimè non ho potuto udire, sono Irino Miyu (Takao) e Hanasawa Kana (la donna). da un punto di vista tecnico, questo anime è semplicemente sublime: per esempio, i vari effetti dell'acqua che piove sono talmente realistici che pare di vedere un film dal vivo.

domenica 25 maggio 2014

tsuki no koibito


siccome volevo approfondire la conoscenza di Kimura Takuya, ho finito per scegliere di guardare questo dorama perchè mi ispirava il titolo, anche se mi aspettavo tutta un'altra cosa. in realtà si tratta della storia di un uomo che si è fatto da sè: Hazuki Rensuke (Kimura Takuya) da giovane idealista si è trasformato in un manager freddo al limite del disumano, disposto a calpestare i diritti dei lavoratori pur di avvantaggiare economicamente la propria ditta di mobili di design. proprio in questo contesto facciamo la sua conoscenza, mentre si trova in Cina per acquisire una fabbrica e fa false promesse agli operai. tra questi ci sono la bellissima Shumei (Chiling Lin, che recitava anche in La battaglia dei Tre Regni) e il suo amico (di cui ora mi sfugge il nome, ma che è interpretato da Abe Tsuyoshi). Hazuki ha l'idea di reclutare come testimonial  della ditta Shumei perchè pensa che in questo modo possa placare l'animo dei colleghi. Shumei però s'innamora di lui e pure lui la ricambia, ignaro dei sentimenti che prova da sempre per lui la collega Ninomiya (Shinohara Ryoko) e insofferente delle attenzioni della fidanzata ufficiale Miho (Kitagawa Keiko). mentre procede come un TIR per la sua strada, non si rende nemmeno conto che il suo braccio destro Kazami (Matsuda Shota) sta cercando di fargli le scarpe e ci riesce pure, quindi ad un certo punto si ritrova senza lavoro e senza una donna. uhm... che dire? forse questa storia funziona più come dramma personale di ascesa e caduta di un uomo di successo che come storia d'amore. non mi ha entusiasmato, ma non mi ha nemmeno fatto schifo. Kimura ha fatto il pezzo di ghiaccio per tutto il tempo e direi che gli è riuscito bene, ma a me il personaggio che è piaciuto di più è stato quello di Ninomiya. nel cast figurano anche Watanabe Ikkei e Takenaka Naoto (esiste un dorama/film in cui costrui non è apparso? XD)

giovedì 22 maggio 2014

Amalfi: Rewards of the Goddess


era da parecchio che volevo vedere questo film perchè mi incuriosiva il fatto che fosse stato girato interamente in Italia e perchè sapevo che in Giappone aveva goduto di una certa popolarità. finalmente ci sono riuscita e non ne sono stata affatto delusa. si tratta di un thriller, se proprio vogliamo dargli una definizione. Kuroda (Oda Yiji) un diplomatico appena assegnato all'ambasciata del Giappone a Roma, che in realtà si occupa di anti-terrorismo, si lascia coinvolgere nel rapimento della figlioletta di Yakami Saeko (Amami Yuki), una turista. inizialmente Kuroda collabora con la polizia italiana (a fare il commissario c'è Rocco Papaleo), ma in realtà tiene il piede su due staffe e finisce per agire di testa propria, mentre Saeko è sempre più preoccupata. salta però fuori che quello che da principio sembra un semplice rapimento a fini di riscatto nasconde motivazioni diverse; Kuroda infatti scopre che Fuji (Sato Koichi), un amico di Saeko, ha un passato tormentato alle spalle e finisce per concludere che il vero bersaglio dell'operazione è in realtà il ministro dell'economia giapponese che in quei giorni è a Roma per il summit del G8. nel cast appaiono alcuni volti noti, per esempio Toda Erika è una giovane impiegata dell'ambasciata che si fa invischiare da Kurada, e tra gli altri impiegati ci sono anche Ito Atsushi e Otsuka Nene, inoltre il solito Fukuyama Masaharu fa un paio di camei. a dirigere è il regista Nishitani Hiroshi, autore o co-autore di alcuni dorama che ho visto: la prima serie di Galileo, Tsuki no Koibito e Beauty or Beast.

martedì 20 maggio 2014

Thermae Romae II


squadra che vince non si cambia, per cui tornano regista e cast del primo episodio per questo secondo film dedicato alle peripezie dell'architetto dell'antica Roma Lucius (Abe Hiroshi), che anche a questo giro non ci risparmia la vista delle sue chiappe nude mentre viaggia nel Giappone contemporaneo. non c'è molto altro da aggiungere in effetti perchè questo sequel è la copia perfetta del primo film, con la differenza che sappiamo già che cosa aspettarci e quindi la sorpresa è leggermente smorzata. ovviamente però, se il primo film ci è piaciuto, non può non piacerci anche questo che gioca sulle stesse gag. operazione puramente commerciale, dunque? può darsi, ma quando la qualità è questa, ben vengano le produzioni commerciali!

Lucius e i lottatori di sumo


lunedì 19 maggio 2014

shift


presentato come uno dei fiori all'occhiello del festival, l'opera prima di questa regista poco più che trentenne a me sinceramente non ha entusiasmato. certo, si tratta di uno spaccato ben riuscito su una generazione che evidentemente patisce gli stessi problemi e le stesse incertezze in tutto il mondo, difatti la si potrebbe ambientare in un altro paese e le cose non cambierebbero. i protagonisti sono giovani laureati costretti al call center, con tanti sogni e poche speranze di realizzarli. Estela, demotivata e priva di interesse per il proprio lavoro, viene affiancata dal collega Trevor, che oltre ad essere un bravo lavoratore è anche di carattere allegro, nella speranza che le sia di stimolo. i due diventano presto ottimi amici, fino a quando Estela non si rende conto di essersi innamorata; peccato che Trevor sia gay e quindi non possa che restare un amico. un applauso per le macchine fotografiche analogiche presenti in questa pellicola e anche per il buon lavoro di attori e regista, benchè alla fin fine, come dicevo, la vicenda non mi ha detto molto.

domenica 18 maggio 2014

broken - Banghwanghaneun Kalnal


una storia cruda e terribile di vendetta, quella di questo film. Lee Sang-Hyun (Jung Jae-Young) è un padre single (perchè rimasto vedovo) che lavora troppo e trascura la figlia adolescente. una sera la ragazzina viene rapita da alcuni coetanei e violentata, e muore a causa della droga che le fanno ingerire. il padre naturalmente è distrutto; il poliziotto Jang Eok-Gwan (Lee Sung-Min, appena visto in Venus Talk nel ruolo del marito costretto alle continue sedute di sesso) simpatizza con lui, ma si rende conto di non poter fare più di tanto: anche se riuscisse a prendere i responsabili, a causa del fatto che nessuno di loro è maggiorenne, le condanne che riceverebbero sarebbero ridicole. uno dei tre colpevoli, che in realtà non ha partecipato materialmente allo stupro ma si è limitato a metterci l'auto e a riprendere la violenza, viene identificato proprio grazie all'automobile e se la fa sotto perchè teme che gli altri due, se presi, affermino che il suo coinvolgimento sia ben più grave. decide allora di prevenire e, avendo il cellulare della ragazzina, contatta il padre e gli fornisce l'indirizzo di uno dei due. Lee Sang-Hyun vi si reca senza avvertire la polizia e finisce per ammazzare il giovane, mettendosi poi sulle tracce del terzo, con la polizia che, una volta scoperto il fatto, resta sempre un passo indietro a lui. che dire? un'angoscia! anche perchè è molto facile identificarsi sia nella sete di vendetta del padre che nella profonda umanità del poliziotto. un altro film che mi è piaciuto molto. nel cast ho riconosciuto (alla prima inquadratura in cui era di schiena... mi sto preoccupando!!) Jung Suk-Yong, che qui fa la parte del padre del ragazzino spione e che ricordo dai tempi di Beethoven Virus.


sabato 17 maggio 2014

my pretend girlfriend - Momose, Kotchi wo Muite


opera prima di Yakumo Saiji e presentato in anteprima mondiale a Udine, questo film è tratto dal romanzo omonimo di Nakata Eiichi. Aihara Noboru (interpretato in versione adulta da Mukai Osamu e in versione adolescenziale da Takeuchi Taro) torna nella città natale dopo 15 anni per presentare il suo primo romanzo. incontra una sua vecchia compagna di scuola, Tetsuko (mi sfugge il nome dell'attrice adulta, mentre nella versione giovanile è Ishibashi Anna), e ne approfitta per qualche chiacchiera e un tuffo nel passato, che lo porta a rivivere il suo primo amore per Momose (Hayami Akari), nato in circostanze particolari. Momose infatti è la fidanzata non ufficiale di un amico di Aihara, Miyazaki (Kudo Asuka); per non fare insospettire la fidanzata ufficiale, che è proprio Tetsuko, è la stessa Momose a suggerire a Miyazaki una sceneggiata: lei e Aihara fingeranno di stare insieme.  fin da subito la loro relazione suscita perplessità, perchè se Momose è una ragazza bella e brillante, Aihara appartiene piuttosto alla schiera degli sfigati. Momose lo tratta molto espansivamente all'interno della scuola, per poi ignorarlo di brutto non appena varcano il cancello. naturalmente Aihara, che ha acconsentito all'inganno solo perchè si sente in debito verso Miyazaki, finirà per innamorarsi di Momose. happy ending? no, se non per Tetsuko che, secondo me, è la più paracula dei quattro. il film è stato carino, i personaggi molto ben delineati, il che non è così scontato in pellicole del genere hatsukoi. insomma, non sarà stato un capolavoro indimenticabile, però a me è piaciuto.

Momose (Hayami Akari) mentre tenta di dare
ad Aihara (Takeuchi Taro) un aspetto più figo


venerdì 16 maggio 2014

Kano


questo è un altro dei film che più mi è piaciuto alla scorsa edizione del Far East Film festival di Udine, e dire che ero indecisa se andarlo o no a vedere. leggendo la trama avevo infatti appreso che si trattava di una storia ad argomento sportivo, per di più di una lunghezza di tre ore. considerato che a me lo sport in generale non interessa e del baseball non so nulla, la mia perplessità era giustificata. tuttavia mi scocciava anche ritrovarmi con tutta la mattina libera e nulla da fare, inoltre anche l'anno scorso avevo avuto delle belle sorprese da film che sulla carta non mi ispiravano granchè, dunque ho fatto solo bene a decidere di vedere questo film! la storia è ambientata a Taiwan negli anni Trenta; nella mia infinita ignoranza, non avevo idea che Taiwan fosse stata una colonia giapponese per ben cinquant'anni! nel film vediamo quindi un cast misto di attori giapponesi, taiwanesi e cinesi ma, visto che a comandare sono i giapponesi, i personaggi hanno tutti nomi giapponesi e il giapponese è anche la lingua in cui tutto il film è parlato. dunque, a Taiwan negli anni Trenta alcuni studenti di una scuola superiore di agraria giocano in una squadra di baseball, ma sono completamente negati. il loro entusiasmo però finisce per destare la curiosità e l'interesse di Kondo (Nagase Masatoshi), un ex-giocatore di baseball professionista che ora fa il contabile. egli diventa quindi il loro allenatore e fin da subito li imposta a una rigida disciplina che ben presto porta ai primi risultati. i ragazzi, entusiasti, decidono di perseguire il sogno di partecipare ai campionati presso il prestigioso stadio Koshien. tra difficoltà, tenacia, coraggio e il crescente sostegno della popolazione locale, riusciranno effettivamente ad arrivarvi e a farsi rispettare e valere, vincendo anche il palese razzismo di chi non accetta la loro formazione multietnica. una storia dunque avvincente, divertente ma anche in qualche modo edificante (nel senso migliore del termine). 


nel ruolo del giocatore di punta della squadra, Go, c'è il giovane taiwanese Tsao Yu-Ning che, come altri nel cast, è al suo primo ruolo come attore ed è stato scelto perchè effettivamente gioca a baseball nella squadra della sua università. è stato bravissimo in questo ruolo, ma non ha ancora deciso se farà o meno l'attore di professione; per ora finirà gli studi. nel cast ho riconosciuto Sakai Maki che interpreta la moglie di Kondo.

giovedì 15 maggio 2014

Cold eyes - Gamshijadeul


questo film è il remake di una pellicola di Hong Kong; non avendo visto l'originale, non sono in grado di fare paragoni, però posso dire che è stato un gran bel thriller. la storia comincia con la giovane Ha Yoon-Joo (Han Hyo-Joo) che sta sostenendo un prova per entrare a fare parte di una speciale squadra di agenti preparati per il riconoscimento e la localizzazione dei ricercati. il suo primo lavoro riguarda una rapina in banca; il colpo è stato eseguito su commissione e in maniera impeccabile da un professionista soprannominato James (Jung Woo-Sung), ma uno dei suoi complici commette un errore cretino che mette la polizia sulle sue tracce. il film si dipana quindi nel classico stile della caccia all'uomo e risulta molto ben riuscito perchè tiene continuamente alta la tensione e non permette attimi di noia.

mercoledì 14 maggio 2014

Barber's tales


con questo film entriamo gloriosamente nel campo del melodramma. la protagonista è quell'Eugene Domingo che l'anno scorso mi era capitato di vedere in un ruolo brillante e che, da quanto mi è sembrato di capire, è abbonata alle commedie più che alle tragedie, anche se mi pare che se la sia cavata egregiamente in questo ruolo. siamo nelle Filippine degli anni Settanta, sotto la dittatura di Marcos, e lo scenario è quello tipico di ogni dittatura: coprifuoco, arresto e tortura, quando non esecuzione extragiudiziale, dei rivoltosi. Marilou (interpretata dalla Domingo) vive in un piccolo paese insieme al marito barbiere e puttaniere; è una donna di mezza età a cui è morto anni prima l'unico figlio e che si barcamena in una quotidianità di nessun lusso e molta fatica, insieme alle sue migliori amiche. questa apparente tranquillità è spezzata da due eventi: la morte improvvisa del marito, che, anche su incoraggiamento del prete, la fanno decidere a prendere le redini della propria vita rilevando l'attività di barbiere malgrado i pregiudizi di tutti, e il ritorno del suo figlioccio da Manila. il ragazzo in realtà è un rivoluzionario e ben presto chiederà aiuto a Marilou, che si troverà così a rischiare la propria pelle. quello che però inizia come il semplice aiuto a una persona alla quale vuole bene, diventa in seguito per Marilou una vera presa di coscienza che la porterà a cambiare radicalmente il corso della propria vita. che dire: un bel film, che si prende i suoi tempi e scorre lento, e che magari a tratti può anche ricordare una telenovela, ma che ha un messaggio forte e chiaro e, soprattutto, una protagonista indimenticabile. 

una Eugene Domingo dall'aria dimessa



martedì 13 maggio 2014

the face reader - Gwansang


ecco un gran bel film in costume, vincitore di diversi premi in patria, che benchè abbia una leggera caduta nel finale è sicuramente molto ben riuscito. ambientato nel 1455, vi si narrano le gesta di Nae-Kyung (Song Kang-Ho) che vive in miseria insieme al cognato e al figlio Jin-Hyeong (Lee Jong-Suk). Nae-Kyung ha il passatempo della fisiognomica ed ha finito per sviluppare un vero talento nel predire carattere e destino delle persone soltanto studiandone i lineamenti, per questo viene assunto da Yeon-Hong (Kim Hye-Soo), la padrona di un bordello, per intrattenere i clienti. Nae-Kyung però si trova ben presto invischiato nelle beghe politiche della corte, in cui due opposte fazioni si fronteggiano, l'una per mantenere il potere delle mani del re, l'altra per strapparglielo. a capitanare quest'ultima è uno dei fratelli del re, Sooyang (Lee Jung-Jae), che si rivela estremamente astuto e che riesce a ingannare Nae-Kyung e, attraverso di lui, il re stesso. scoppia l'inevitabile bagno di sangue che Nae-Kyung  non riesce ad evitare e che vede tra le vittime anche Jin-Hyeong. il finale ha voluto essere rassicurante, quando invece gli avrebbe probabilmente giovato di più una conclusione più cruda, però questo film mi è piaciuto molto.

Nae-Kyung (a destra) mentre si impiccia di cose
che avrebbe fatto meglio a ignorare