lunedì 28 maggio 2012

Totsugi Shigeyuki


lo so che ho dei problemi, ma tipo che forse dovrei tornare a farmi vedere da uno psicologo... perchè una delle cose che mi intrigano di più di certi volti asiatici è il fatto che, con gli opportuni aggiustamenti di trucco, possono appartenere indifferentemente a un uomo o a una donna. in particolare, quando è l'uomo a fare la donna evidentemente si ridesta la mia parte maschile, al punto che vorrei diventare uomo io, con tutte le conseguenze del caso. comunque vi posso assicurare che sono innocua e che certe oscenità avvengono solo nel chiuso della mia mente perversa ^__^
venendo a noi, la digressione qui sopra era dovuta al fatto che questo attore, già notato nei panni del collega gay della protagonista di Sapuri, in Ouran High School Host Club interpreta il padre travestito di Haruhi, come si può vedere dal fotogramma sottostante:


venerdì 25 maggio 2012

Ouran High School Host Club


la pedofila che è in me ha bisogno di essere nutrita a intervalli regolari, ed è per questo che mi sono vista questo dorama, tratto da un manga (ne esiste anche una versione anime, che però non ho visto): 11 brevi episodi molto divertenti, che ogni tanto farsi qualche cretina risata fa più che bene! dunque, la protagonista è la liceale Haruhi, proletaria finita nella solita scuola super-esclusiva. per una serie di coincidenze, ci arriva coi capelli tagliati corti, occhiali con montatura da nonna e divisa maschile, ma non certo perchè voglia nascondere il fatto di essere una ragazza, tuttavia, poichè esordisce distruggendo un prezioso vaso di proprietà dell'Host Club, per ripagare i danni le viene proposto appunto di fare il maschio, partecipando alle attività del club. insomma, a differenza di altre situazioni simili in cui i protagonisti maschili non sanno di avere tra loro una ragazza, qui sono le ragazze che frequentano il club a non sapere che Haruhi è una di loro, e il solo che equivoca ma viene presto edotto è il vanesio Tamaki. la serie non è giocata sulla tragedia ma sulla commedia a 360°, e i diversi caratteri dei ragazzi sono ben tratteggiati: dall'affarista nato Kyoya, al puccioso Mitsukuni, al silenzioso e granitico Takashi, ai due gemelli incestuosi (forse) Hikaru e Kaoru. infatti... vogliamo parlare dei gemelli? un vero colpo di genio! ho riso troppo con loro e con le reazioni sdolcinate delle ragazze alle loro effusioni! naturalmente poi Haruhi non può avere un padre normale... e difatti fa il travestito!!


Kawaguchi Haruna interpreta Haruhi


Yamamoto Yusuke, vecchia conoscenza già visto in altri ruoli (per esempio, Atashinchi no dashi) è Tamaki, e bisogna dire che lo ha interpretato in maniera molto divertente!


Daito Shunsuke è Kyoya; confesso che non ricordo il suo visetto acqua e sapone, ma è accreditato nei cast di Hana Kimi, Crows Zero e Nobuta wo Produce.


Nakamura Masaya è Takashi, e dall'alto del suo metro e novantadue di certo non passa inosservato. si è sposato di recente con l'attrice Yaguchi Mari che è quasi cinquanta centimetri più bassa di lui: viene da chiedersi come fanno a guardarsi negli occhi...

ecco i due sproporzionati sposini!
Yaguchi Mari ha fatto parte per qualche tempo del
celeberrimo gruppo Morning Musume.




Chiba Yudai è Mitsukuni; difficile credere che avesse 22 anni all'epoca del dorama, ne dimostrava dieci di meno XD




gemelli nella vita reale, Takagi Shinpei e Takagi Manpei hanno lavorato ancora in coppia sullo schermo, non solo in questo dorama, dove sono Hikaru e Kaoru, ma anche in Mei-chan no shitsuji. non chiedetemi di distinguerli però! naturalmente il loro ambiguo rapporto non poteva che farmi tornare in mente questo divertente demotivotional...





martedì 22 maggio 2012

LM.C.: che concerto, ragazzi!


è stata solo una fortunata coincidenza se ho varcato la porta del locale in cui si teneva il concerto proprio tre secondi prima che Maya salisse sul palco... le 18.30, di certo un orario piuttosto bizzarro per il rock! ne era stato dato l'annuncio via Facebook di questo cambiamento di programma dovuto al fatto che la stessa sera si giocava la finale della Champion's League e si è cercato di non sovrapporre le due cose, ma quando viaggio io non accedo a Internet per una scelta deliberata (a parte che ho un telefonino medievale incompatibile coi social networks), in compenso ero partita dall'hotel alle 18 non sapendo bene quanto tempo mi occoresse per arrivare al Backstage, visto che Google Maps spesso dà letteralmente i numeri. comunque, tutto è bene quel che finisce bene, e le successive due ore sono state bollenti in tutti i sensi, non solo per la temperatura tropicale all'interno della sala, ma soprattutto per la musica scatenata che ha fatto ballare tutti i presenti. oltre a presentare i brani del nuovo album, sono stati proposti alcuni dei vecchi successi, prediligendo i pezzi più rock, per questo è stato un concerto alla massima potenza. peccato che non hanno fatto Edo Funk: la presenza sul palco del coniglio mannaro mi aveva fatto ben sperare! Maya è stata una rivelazione; non che avessi il minimo dubbio sulle sue doti di cantante, ma si è dimostrato molto carismatico. insomma, un'altra serata indimenticabile che è sicuramente valsa il viaggio!

mercoledì 16 maggio 2012

Bambino!


confesso che non ho ancora capito se questo dorama l'appetito me lo ha fatto venire o me lo ha fatto passare... perchè dopo aver visto la cucina del ristorante Baccanale che sembra l'inferno dei viventi, ogni volta che andrò al ristorante mi farò degli scrupoli a ordinare. vabbè, sorvoliamo anche sul fatto che il ristorante Baccanale sta a Tokyo, e già pensare di mangiare piatti tipici della cucina italiana cucinata da dei cuochi giapponesi fa venire un po' di pelle d'oca... o no? anche se c'è da dire che a vederli sullo schermo, l'acquolina in bocca la facevano venire eccome... OK, la smetto di dire sciocchezze e vengo al piatto principale! allora: questo dorama mi è partito un po' così così... insomma, le prima due puntate non è che mi abbiano entusiasmato, anche se non saprei spiegarne bene il motivo. credo che la mia natura pigra ed edonista si sia sentita molto disturbata da certe scene di stakanovismo puro. poi però la cosa mi ha preso, anche perchè il bambino del titolo è per sempre Matsumoto Jun, ovvero Ban Shogo, il giovane e inizialmente spaccone aspirante cuoco che riceve una bella lezione di vita dallo chef Ichimura e compari. il ragazzino ne dovrà passare di tutti i colori prima di poter vedere realizzato il suo sogno di cucinare la pasta per i clienti del prestigioso locale, e alla fine scoprirà che c'è sempre spazio per una nuova sfida e perciò mollerà tutto per andare a imparare il mestiere in Italia. come sempre, a sostenere il protagonista, c'è una folta schiera di comprimari che conta anche alcuni volti noti, e devo anche notare con meravigliata soddisfazione l'accuratezza nell'uso della nostra lingua (per esempio, tutti i piatti del menù vengono chiamati col nome italiano). ai fornelli sudano, con la supervisione del capo-cuoco Kuwabara (Sasaki Kuranosuke, Zettai Kareshi), il manesco Katori  (Sato Ryuta, Rookies), l'ambiziosa Asuka (Karina),  il giovane Masashi (Mukai Osamu, Mei-chan no shitsuji) e l'otaku dei dolci Oda-san (Hosshan), mentre tra i camerieri che sgambettano agli ordini dell'ammiccante Yonamine (Kitamura Kazuki, 14-sai no haha), c'è l'aspirante cuoca Kozue (Komatsu Ayaka, Buzzer Beat). Fukiishi Kazue (Rookies) è la fidanzata che Ban lascia per le padelle, Ichimura Masachika è il padrone della baracca e Uchida Yuki (Innocent love) sua figlia Miyuki.

domenica 29 aprile 2012

Silenced (The crucible)


secondo film visto in streaming su Mymovies e proveniente dal Far East Film Festival di Udine. per quanto Penny Pinchers è stato divertente e leggero, per quanto questo è stato pesante e doloroso da guardare. la storia, purtroppo tratta da vicende realmente accadute nel 2005, narra di un giovane insegnante che viene inviato a lavorare in una scuola per sordomuti. la scuola viene considerata prestigiosa, il direttore è un membro rispettato della comunità, insomma, pare che debba essere un ambiente perfetto. in realtà il professore non tarda ad accorgersi che alcuni suoi alunni sono molto chiusi e si comportano stranamente, per non dire che nota segni di percosse su uno di essi e si trova anche ad assistere a un vero e proprio pestaggio ai suoi danni da parte di un altro professore. potrebbe chiudere gli occhi come fanno tutti, ma lui vuole andare a fondo alla cosa, e così scopre che tre ragazzini vengono regolarmente picchiati e abusati sessualmente dal direttore, dal vice (i due fra l'altro sono fratelli gemelli) e da un altro insegnante, con la connivenza della responsabile del dormitorio e del capo della polizia locale che riceve regolarmente delle bustarelle. con l'aiuto di un'attivista per i diritti umani, egli riesce a raccogliere le testimonianze dei ragazzini e a imbastire un processo, andando avanti fra mille difficoltà e insulti (nessuno pare voler credere alle accuse), ma alla fine giustizia non sarà fatta perchè i parenti di due dei ragazzini accettano un compenso in denaro per perdonare gli accusati, e per la terza le pene sono talmente lievi da risultare offensive. è evidente l'intento del regista Hwang Dong-hyuk nel voler fare un film di denuncia, visto che non viene risparmiato nemmeno un sordido dettaglio, e tuttavia il film è pregevole anche dal punto di vista artistico e sostenuto dall'ottima interpretazione del protagonista Gong Yoo (che rivedo con piacere dopo Coffee Shop).

Gong Yoo

sua comprimaria è Jung Yoo-mi, già vincitrice di alcuni premi. 

Jung Yoo-mi

Jang Gwang si sdoppia per interpretare i panni ugualmente odiosi dei due gemelli pedofili; bravissimi anche i tre ragazzini, soprattutto Baek Seung-Hwan che interpreta Min-soo. il film è tratto da un libro pubblicato online e ha riscosso un enorme successo di pubblico in madrepatria, suscitando anche una grande indignazione a causa dei fatti raccontati. tra l'altro la vicenda reale non è nemmeno conclusa, perchè le vittime stanno cercando di ottenere una riapertura del caso.

venerdì 27 aprile 2012

Penny Pinchers


in questi giorni a Udine è in corso il Far East Film Festival, appuntamento imperdibile per gli appassionati di cinema asiatico, visto che le pellicole che passano lì raramente trovano una distribuzione regolare nelle sale italiane. da sempre desidero andarci e da sempre, per un motivo o per l'altro, finisco per non poterlo fare e mangiarmi le mani... quest'anno però ho visto un barlume di luce! casualmente ieri sera sono finita sul sito di Mymovies, dove mi reco spesso a controllare le recensioni dei film che intendo andare a vedere (a dire il vero preferisco formarmi da sola il mio giudizio, ma un'occhiata preventiva non guasta; in fondo, un film che viene stroncato unanimamente cerco di vederlo gratis piuttosto che al cinema pagando); lì giunta, scopro che è stato attivato un nuovo servizio di film in streaming che è possibile provare gratuitamente e che questa settimana vengono proposte pellicole che partecipano appunto al Far East Film Festival. un'occasione così non me la potevo certo fare scappare e dunque mi sono rapidamente registrata e mi sono goduta questo film molto divertente: Penny Pinchers, del regista Kim Jeong-hwan.   la storia è quella di Ji-woong e Hong-shil. il primo è in cerca di lavoro, ma in realtà preferisce passare le giornate cazzeggiando; sistema perfetto per ritrovarsi senza soldi! lei invece dai soldi è ossessionata e disposta a ricorrere a qualunque mezzo, anche poco lecito, per accaparrarsene il più possibile. quando Ji-woong viene sfrattato perchè non ha pagato l'affitto, Hong-shil gli offre una tenda sulla sua terrazza e la promessa di fargli guadagnare 5 milioni in due mesi, a patto che egli esegua ciecamente ogni suo ordine. quello che l'ingenuo ragazzo non sa è che Hong-shil ha intenzione di fregarlo; con la collaborazione di un promotore finanziario per il quale ha una cotta, sta accumulando la bella cifra di 200 milioni e i suoi 5 finiranno nel calderone. la loro collaborazione si rivela comunque fruttuosa, anche se Ji-woong spreca parte del denaro per accattivarsi la bella Mint, una vera e propria sanguisuga, che egli tenta di portarsi a letto con risultati catastrofici ma esilaranti. alla fine però succede che la truffatrice viene truffata, ed entrambi i protagonisti si ritrovano in braghe di tela... ce la faranno a risollevarsi? e, soprattutto, il prevedibile innamoramento tra i due avrà luogo oppure no? il film, pur non brillando particolarmente per originalità, è di quelli estremamente piacevoli da guardare, anche per merito dei due protagonisti. il simpatico e un po' svampito Ji-woong è interpretato dal giovane attore emergente Song Joong-ki (Frozen Flowers) mentre la taccagna Hong-shil ha il volto della pluripremiata Leslie Han (Han Ye-sul). ed eccoli qui:

Song Joong-ki
Leslie Han (Han Ye-sul)

giovedì 26 aprile 2012

concerto per pochi intimi


come scrivevo tempo fa, non sapevo molto dei D prima di sapere che sarebbero venuti a suonare a Milano, ma mi è bastato un rapido approfondimento per capire che valeva certamente la pena di andarli a vedere. non credo che siano molto conosciuti, ad ogni modo meno di altri gruppi che sono passati di qua, e il risultato è stato un concerto davvero intimo, con circa un centinaio di presenti, in un locale piccolo, ma... meglio di così non si poteva! c'è da premettere che i giapponesi sono molto professionali e danno il meglio anche se hanno solo venti persone davanti, e quindi l'impegno e la bravura dei cinque è stato massimo. il pubblico, benchè striminzito, era molto motivato, perciò i musicisti hanno percepito chiaramente l'entusiasmo e l'affetto dei presenti, e a loro volta non hanno risparmiato strette di mano e altro, facilitati dal fatto che erano vicinissimi alla gente. io sono rimasta nelle retrovie, e malgrado ciò ho visto benissimo, dato che in realtà ero giusto a 4-5 metri dal palco! insomma, una serata molto riuscita sotto tutti i punti di vista.

giovedì 19 aprile 2012

maschere di donna


Secondo la critica, questo libro ha due livelli di lettura. Chi è esperto del Genji monogatari, come del resto lo era l'autrice, vi ritroverà moltissimi rimandi; tuttavia anche chi non ha letto il capolavoro della letteratura classica giapponese sarà in grado di apprezzare la storia di per se stessa. La protagonista indiscussa, benchè si muova nell'ombra, è la poetessa e letterata Toganoo Mieko; vedova, con un figlio morto precocemente, vive insieme alla nuora Yasuko che ne è complice e succube. la figura di Mieko mi ha fatto venire in mente il detto l'acqua cheta rovina i ponti. lei sembra infatti una donna passiva e remissiva, benchè autorevole nel suo campo, dall'aspetto gradevole ma poco appariscente, al limite dell'evanescente; è un'eminenza grigia che manipola silenziosamente le vite di coloro che le stanno accanto, portandole ad agire secondo la propria volontà. in questo si dimostra pericolosa e potente, poichè gli altri appaiono come burattini incapaci di sfuggire alle sue trappole sottili. Mieko ottiene così ciò che vuole, ma la vera domanda è: questo la renderà felice? o la sua vittoria non sarà comunque una ben misera consolazione? titolo azzeccatissimo non solo per lei, ma per quasi tutte le donne del romanzo.

lunedì 16 aprile 2012

due ore con Hyde (e con Tetsuya, Ken e Yukihiro)


può sembrare strano, ma questo per me è un post molto difficile da scrivere, e lo è perchè so già che qualunque espressione trovi, qualsiasi frase usi, non riuscirò mai a rendere a sufficienza l'emozione, l'esaltazione e la bellezza di questa serata: 14 aprile 2012, concerto de L'Arc-en-ciel allo Zenith di Parigi. è solo da pochi anni che conosco questo gruppo; dai primi timidi assaggi dei loro brani usati come sigle di anime (Blurry Eyes per DNA2, Driver's High per GTO e Ready Steady Go per la prima serie di Fullmetal Alchemist, eccetera) alla curiosità che mi porta a cercare su Youtube altre loro canzoni, dalla visione dei film che vedono Hyde recitare alla conoscenza sempre più profonda della loro musica, fino a quella che non è sbagliato definire una passione che mi ha stregato l'anima. non passa giorno senza che non senta qualche loro canzone e così la loro musica è diventata parte integrante della mia vita, allo stesso modo di quei gruppi che ascolto da sempre. da quanto tempo è che aspettavo che tornassero a suonare in Europa? stavo lì e ragionavo:  andarono a Parigi per il quindicesimo anniversario, dunque non possono non venire in Europa per il ventennale. e così ecco la frenetica ricerca di notizie su Internet, l'iscrizione alla pagina ufficiale del tour mondiale e finalmente, un anno fa, l'annuncio che sì, torneranno a Parigi, e ancora l'attesa di sapere la data definitiva e la caccia al biglietto, che va fatta immediatamente o si rischia di restare senza. e poi arriva il giorno tanto atteso... prima di partire, le previsioni di 5 diversi siti danno pioggia dal pomeriggio di sabato, e io già mi vedo, zuppa malgrado l'ombrello, a bivaccare in attesa che aprano le porte; invece il serpente umano di fan in attesa si dipana sotto un bel sole (e un'aria gelida... ma che ci vogliamo fare, mica siamo a Roma!). noto che la metà dei presenti hanno tratti asiatici; moltissimi parlano francese (del resto Parigi è una città multietnica), ma ci sono anche parecchi giapponesi D.O.C., e mi stupisco di nuovo di come ci sia chi è disposto a farsi migliaia di chilometri pur di vedere suonare questo gruppo. del resto non sono certo l'unica italiana presente, e sento parlare anche tedesco e inglese. tutti stanno educati in fila ed entrano disciplinatamente; lo Zenith è un bel gnocco di locale, leggevo che può ospitare fino a 6.500 persone, ed è quasi pieno. la zona davanti al palco brulica e nelle tribune la gente siede tranquilla; confesso che la cosa mi meraviglia un po', perchè sono sempre stata abituata a concerti che parevano più battaglie, con corpi sudati che si agitavano e voci che cantavano e gridavano... non riesco proprio a immaginarmi a guardare un concerto rock seduta composta! sta di fatto che appena dal palco giungono segnali di vita, tutti si alzano in piedi, con grande disappunto dei tre giapponesi (D.O.C.) alla mia destra. io sono in posizione quasi centrale e ho una visuale perfetta; dietro al grande palco c'è un maxi-schermo che riproduce immagini che accompagnano le note, ai lati due schermi più piccoli con i primi piani dei musicisti. parte il video, parte la musica, e parto pure io, che quando attaccano con le mie canzoni preferite mi metto a ballare come una pazza tra gli sguardi di riprovazione delle ragazze che ho di fianco e che paiono dei salami, visto che quasi non si muovono. sono due ore e diciannove canzoni, con qualche intermezzo di parlato (l'unico che si limita a suonare è Yukihiro, mentre Ken dimostra come sempre di essere il più simpatico, Tetsuya ci infligge le sue banane e Hyde fa rischiare lo svenimento a un bel mucchio di gente). la scaletta è semplicemente perfetta; oltre a quattro delle canzoni più recenti, ci sono quindici fra i successi più amati. del resto i gruppi giapponesi hanno sempre una grandissima attenzione per il pubblico e qualche tempo fa era stato chiesto ai fan di indicare i loro brani preferiti. che altro aggiungere? è stato fantastico, non mi resta che ricominciare il conto alla rovescia per il venticinquesimo anniversario...

martedì 10 aprile 2012

platonic sex


premetto che l'unica cosa platonica di questo libro è il titolo... per il resto vi posso garantire che lo fanno in tutte le posizioni, situazioni e chi più ne ha più ne metta... scherzi a parte, trattasi di un romanzo autobiografico ad opera di quella che è stata una famosa celebrità televisiva degli schermi nipponici, ma che ha avuto un passato da pornodiva dopo essere passata attraverso la solita sequenza di soap-land e affini, oltre che dalla più classica prostituzione. l'adolescente Ai fugge di casa non dopo aver procurato ai genitori una lunga serie di grattacapi; fin da piccola, patisce per l'eccessiva severità del padre che la vuole perfetta e fa di tutto perchè lo diventi, e la freddezza della madre che appare preoccupata solo di quello che potrebbe pensare la gente. comincia così a uscire di nascosto e frequentare altri ragazzini con simili problemi; insieme taccheggiano, sniffano colla, sperimentano il sesso tra di loro. dopo la fuga da casa, Ai va a vivere con il suo ragazzo, prima dai genitori di lui e poi in un appartamento; i due non lavorano, non vanno a scuola, non fanno altro che fare sesso tutto il giorno. il ragazzo però viene messo in istituto dopo aver aggredito il padre e lei, pur di non tornare dagli odiati genitori, inizia la sua carriera tra i vari quartieri a luci rosse. enormi cifre di denaro entrano ed escono dalle sue tasche, finchè lo scoppio della bolle non porta la crisi anche nel suo ambiente. a quel punto però le propongono un programma in TV e di lì diventa famosa, riallaccia i rapporti con la famiglia ma non si può dire che viva felice e contenta. la vera Ai infatti è stata trovata morta nel 2008, dopo che si era ritirata dagli schermi. pare che soffrisse di depressione, ma l'autopsia ha dimostrato che è morta di polmonite e non per suicidio. il libro in Giappone ha avuto un successo mostruoso e ne è stato tratto anche un film. lo si legge d'un fiato, anche se non è certo un capolavoro letterario. è una di quelle storie che incuriosiscono perchè sono estreme, e non viene certo da giudicare la protagonista, che fa quel che fa perchè le viene negato l'amore basilare che ogni bambino dovrebbe/vorrebbe ricevere. può essere interessante leggere l'analisi che essa stessa fa del suo passato, rileggendo le proprie motivazioni con distacco una volta diventata adulta. confesso però che non mi ha convinto il finale di riappacificazione familiare; insomma, da bambina ti prendono a mazzate perchè fumi e da adulta ti accolgono come se nulla fosse pur sapendo che ti sei scopata mezza Tokyo? mah...

Iijima Ai

giovedì 5 aprile 2012

diario di un vecchio pazzo


Tanizaki-san colpisce ancora! devo dire che mi ha molto divertito la lettura del diario di quello che si può semplicisticamente definire un vecchio pervertito (e la memoria va all'Happosai di Ranma 1/2). Ugi Tokusuke, un ultrasettantenne pieno di acciacchi, vive insieme alla moglie, al figlio e alla nuora, accudito da infermiera e cameriera. benchè la sua salute sia cagionevole e non gli importi di morire (non lo spaventa la morte in sè, ma l'eventuale dolore fisico ad essa associata), o forse proprio per questo, egli inizia a nutrire un'insana passione per la nuora, ex-ballerina dai modi ammiccanti e maliziosi. egli supplica, simula e arriva ad elargire qualche milione di yen pur di garantirsi i suoi favori, che in realtà si limitano a sbirciate, carezze e poco altro. Ugi-san è eccitato dall'idea di una donna che sia tanto bella quanto crudele, e queste caratteristiche gli paiono perfettamente riunite in Satsuko. giorno dopo giorno, entrambi questi personaggi paiono tessere una tela di reciproche trame, lui per ottenere un piacere lascivo, lei per ottenere favori di altro genere, come il fatto di chiudere un occhio sulle visite a domicilio del proprio amante. Ugi-san, che è pure un feticista dei piedi, arriva a macchinare sotterfugi affinchè il calco dei piedi di Satsuko venga posto sulla sua tomba, calpestando così le sue ossa in eterno, quasi a voler protrarre il godimento masochistico all'infinito. mi ha fatto sorridere il suo modo di chiamare la moglie "la vecchia", come a voler distinguere molto nettamente fra la realtà che gli tocca ma che gli pesa, e quella sua ossessione sensuale/sessuale rivolta alla giovane Satsuko, che infine arriva a ostentare senza più pudore davanti alla stessa moglie e alle figlie. Satsuko stessa è una figura difficile da definire; se inizialmente appare del tutto opportunista, verso la fine del libro si scopre che in realtà avrebbe obbedito all'invito del marito e del medico curante del vecchio i quali, perfettamente consci del suo delirio erotico, avevano deciso di assecondarlo quale minore dei mali; la mia impressione è che non si tratti comunque di una donna di buon cuore. quanto a Ugi-san, non è ben chiaro che fine faccia; ad un certo punto gli viene un colpo, ma pare che si riprenda. quello che non ho compreso, è se riprende anche i suoi passatempi.

martedì 3 aprile 2012

pare che questo blog sia una figata ^__^


un grazie di cuore ad Acalia che mi ha premiato con questo premio! pare che sia nato nel mondo dei fashion bloggers, ma si è poi esteso in senso lato ed è stato conferito a blog fighi in generale, per cui chi sono io per fare polemica e rifiutare? per non dire che gli attori giapponesi dei quali spesso posto le foto sono sempre perfettamente pettinati, truccati e ben vestiti, quindi molto fighi! so che invece non è figo fermare la catena, ma avevo già proseguito la volta scorsa, perciò mi sa che questa volta passo... però  eseguo almeno la condizione di raccontare sette cose di me stessa che non ho ancora rivelato... ovviamente in armonia con l'argomento di questo blog!

1. quando ero ragazzina, vedevo praticamente tutti gli anime che passavano in TV e mi ero fatta una rubrica con scritti i nomi dei personaggi di ciascuna per non confondermeli; scommetto che se vado a scavare in cantina la trovo!!

2. visto che sono vecchia e ai miei tempi le fotocopie a colori erano appena state inventate e costavano un occhio della testa, per riprodurre i miei beniamini usavo la carta velina; ricordo per esempio di aver ricalcato più di una volta il primo piano di Aran Banjo che stava sulla copertina del 45 giri con la sigla di Daitarn 3; mi divertivo a cambiare il colore di occhi e capelli per vedere come stava meglio.

3. siccome il discorso valeva anche per il videoregistratore, a volte registravo qualche puntata dei miei anime preferiti con un normalissimo registratore audio e poi mi trascrivevo i dialoghi...

4. una volta ho rischiato di ubriacarmi di sake durante la visione del film Vivere di Kurosawa Akira; il protagonista non faceva altro che brindare... e anch'io!!

5. la prima volta che ho incontrato dei giapponesi in carne ed ossa ero in vacanza in montagna. siccome parlavamo tutti un pessimo inglese (io facevo le medie) non riuscimmo a capirci e io venni presa per il culo per il resto della vacanza da una delle bambine presenti alla scena. ah, però riuscimmo ad appurare che erano di Osaka.

6. per la maggior parte della mia vita ho affermato che non avrei mai e poi mai, ma proprio mai mangiato pesce crudo... salvo poi spazzolarmi tutto il sashimi la prima volta che me lo hanno piazzato davanti...

7. sempre quando facevo le medie, avevo inventato un linguaggio segreto abbinando a ciascuna lettera del nostro alfabeto un ideogramma; li ricopiavo dalle sigle degli anime non avendo la minima idea di che cosa significassero, ovviamente. sarebbe bello ritrovare qualcuno dei brani scritti allora con questo sistema per capire quali corbellerie erano saltate fuori!!

domenica 1 aprile 2012

la fotografia del Giappone


per il rotto della cuffia sono riuscita a vedere questa mostra; ci sono stata infatti ieri e oggi è l'ultimo giorno in cui è visitabile. ci tenevo molto ad andarci, visto che è la summa di due mie passioni. la mostra è stata decisamente interessante e le foto esposte, al di là della loro bellezza, sono molto particolari per la maniera in cui sono state realizzate. sono infatti frutto di un lavoro da certosini; se già non fosse delicata la stampa all'albumina, sono infatti state tutte colorate a mano da artisti che utilizzavano pennelli sottilissimi, addirittura con un solo pelo, per rendere al meglio l'effetto realistico.  ritratti ci sono geisha, lottatori di sumo, bonzi, paesaggi di parchi urbani e di natura incontaminata, fiori e mestieri, in una miscellanea che era tipica di quei tempi in cui c'era molta curiosità per il Giappone e venivano realizzati album che raccoglievano appunto queste foto, quali sorta di compendio della tipicità di questo affascinante paese. immagini struggenti, fuori dal tempo, che affascinano per la loro unicità e perfezione.

lunedì 26 marzo 2012

come sabbia è il mio amore


capisco che il mondo dell'editoria sia soggetto alle leggi del marketing come qualsiasi altro settore della moderna società, però non mi potete indurre all'acquisto di questo romanzo spacciandolo per la nuova love story che ha fatto innamorare milioni di lettori, suvvia! capisco anche che l'autore è quel Katayama Kyouichi che ha fatto strizzare qualche milione di fazzoletti con la lettura del suo precedente Gridare amore dal centro del mondo (che io ho letto solo nella versione manga), però non si può barare così pesantemente, perchè uno finisce per aspettarsi una vicenda lacrimevole e commovente, e invece si trova a leggere l'asettica descrizione del disfacimento di una coppia, narrata con la maniera distaccata di un'analisi scientifica o quasi, tanto che il coinvolgimento è pressochè nullo, benchè debba dare atto all'autore di aver prodotto due o tre frasi memorabili. all'inizio del libro ci vengono presentati Saeko e Shun-ichi; introversi e rinchiusi in se stessi, paiono aver trovato un equilibrio nella reciproca compagnia. lei è incinta del figlio della sorella e del cognato; la sorella infatti non può procreare e ha fatto ricorso alla fecondazione assistita preferendo far portare avanti la gravidanza a una di famiglia piuttosto che a un'anonimo utero in affitto. lui è reduce da un matrimonio fallito a causa della sua sterilità. insomma, già qui siamo messi bene... il ménage coniugale procede nella routine più bieca, fino a che Shun'ichi non si rende conto che Saeko è piuttosto disturbata, al limite del ricovero psichiatrico, ma che cosa fa? la porta da un buon strizzacervelli? no, l'asseconda accettando di fuggire dalla loro stessa casa. conclusione: non una storia d'amore, ma una storia di come un amore si diluisce e si consuma fino a diventare nulla.