sabato 18 febbraio 2012

Akutou - Juuhanzai Sousahan


serie di otto episodi di genere poliziesco che all'inizio non mi ha entusiasmato particolarmente ma che si è riscattata strada facendo. andiamo con ordine: il giovane ispettore Satonaka è inviato a sovraintendere alla squadra 4, il cui capo è morto cadendo da un palazzo mentre inseguiva un ladro. il capo-dipartimento Maejima però non è convinto che si tratti di un incidente e pare avere il dente avvelenato nei confronti di Togashi, Iinuma, Shibata e Yamashita. come non dargli torto? tutti infatti hanno uno scheletro nell'armadio, oltre ad essere dediti a metodi investigativi per nulla ortodossi (ma molto efficaci). Satonaka si trova tra l'incudine e il martello, tirato spesso per i capelli dentro comportamenti illegali, ma che deve coprire per non compromettere il risultato delle indagini, e nel contempo messo sotto pressione da Maejima. a fare da sfondo alle beghe interne, ci sono omicidi, rapimenti e crimini vari. sarà che ormai siamo tutti scafati da anni di visioni dei vari C.S.I., ma qui spesso si capisce chi è il colpevole dopo dieci minuti, per non dire che questi assassini si fanno beccare con una semplicità disarmante. insomma, se tutti i criminali giapponesi sono di questa risma, non c'è da meravigliarsi che il paese abbia uno dei tassi di criminalità più bassi del mondo. tuttavia, ciò che mi ha interessato non erano tanto i  crimini quanto i poliziotti stessi e le dinamiche all'interno della squadra. ma vediamone i baldi componenti:


Takahashi Katsunori è Togashi. perennemente imbronciato, pronto a menare le mani e sempre borderline, però tutto quello che fa lo fa per amore della giustizia e per proteggere o vendicare le vittime, quindi non può che essere un bravo ragazzo. o no?


Uchiyama Rina è Iinuma; per quanto è tosta sul lavoro, nel privato è vittima di una fidanzato fuori di testa che fa l'hikikomori e la picchia, però lei gli vuole tanto bene lo stesso. mah...


Suzuki Kosuke è Shibata; dedito alle bustarelle e ammanicato con la yakuza.


Hirayama Hiroyuki è Yamashita; mollato dalla moglie, si dedica allo stalking della medesima nel tempo libero. Hirayama lo avevo già visto in Gigolo wannabe.


Koizumi Kotaro è Satonaka; per quanto cerchi di fare giustizia, la cosa che gli riesce meglio è fare la figura dell'idiota.


Murakami Hiroaki è Maejima; untuoso e sordido come un politico, pare più interessato a fare bella figura che a fare giustizia.




guest starring: Ishigaki Yuma, il Tennoji di Hana Kimi.


mercoledì 15 febbraio 2012

around 40


ho deciso di fare una cosa originale e guardare un dorama i cui protagonisti fossero tutti di età superiore ai trent'anni. scelta dunque perfetta questo, visto che la protagonista ha quasi quarant'anni. Satoko, brillante psicologa, malgrado l'età non ha ancora accantonato la speranza di potersi sposare; le sue migliori amiche sono la casalinga disperata Mizue e la donna in carriera Nao, quest'ultima dichiaratamente contro il matrimonio. insieme frequentano il ristorante di Ma-kun, da sempre innamorato di Nao ma mai dichiarato. inaspettatamente Nao accetta la proposta di matrimonio di una celebrity, Shinjo, ma è subito chiaro che lo fa solamente per una questione di apparenza; di fatto questo le merita la promozione, però i suoi problemi di infertilità minano il fragile rapporto. Mizue invece è terribilmente frustrata; la sua vita gira tutta intorno ai lavori di casa, con un marito che la dà per scontata e la ignora, e un figlio adolescente che passa tutto il tempo alla playstation. decide perciò di tornare a lavorare come primo passo per un eventuale futuro divorzio. Satoko invece si decide a frequentare un'agenzia matrimoniale, ma non cava un ragno da un buco; nel frattempo arriva in ospedale Okamura, un collega più giovane di lei con il quale nasce subito un buon affiatamento. difatti i due cominciano a frequentarsi malgrado la differenza di età e di stipendio. come finirà per queste signore? non lo dico, sia mai che qualcuno decida di guardare questo dorama. posso invece dire che ogni volta l'ossessione giapponese per il matrimonio mi lascia basita; d'accordo che è una fiction, e proprio per questo voglio sperare che abbiano esagerato un po', ma visto che non è la prima volta che vedo affrontato l'argomento, non mi resta che concludere che è una gran tristezza tutta questa pressione perchè le donne si sposino e figlino, e che lo facciano entro una certa età. certamente questa pressione è forte anche nel nostro paese, ma non mi sembra così portata all'eccesso. comunque sia, il dorama mi è piaciuto, i personaggi principali mi stavano tutti simpatici a parte Nao, alla quale avrei dato volentieri un calcio nel sedere...  ed eccoli qua:


Amami Yuki riveste il ruolo di Satoko; splendida quarantenne anche nella vita reale, ha vinto diversi premi come attrice.


Fujiki Naohito, mia vecchia conoscenza, interpreta Okamura, quello che non è tirchieria, ma ecologia (tormentone del dorama, in quanto il suo personaggio non fa che dire a tutti di spegnere la luce, chiudere l'acqua, non sprecare la verdure e riciclare... insomma, un discreto rompiscatole, anche se lo fa per una buona causa!)


Otsuka Nene è Nao


Matsushita Yuki è la casalinga disperata Mizue, che alla fine è stata quella per la quale ho provato più simpatia e comprensione.


Tsutsui Michitaka è Ma-kun; lo avevo visto anche in Ballad.


Maruyama Tomomi è Shinjo, il marito figo ma piuttosto stronzo di Nao. volto noto, in quanto ha interpretato diversi ruoli da comprimario in Sakuran, Nana e Nana 2, Hotaru no Hikari e Mei-chan no Shitsuji.

domenica 12 febbraio 2012

sapuri (suppli)


certa gente ha tutte le fortune, per esempio che s'innamorino di lei sia Eita che Kamenashi Kazuya. chi tutto e chi niente, insomma. quando ho letto la trama di questo dorama, ho subito pensato che fosse il clone di Anego. sbagliavo: non c'è paragone tra i due, Anego è un dorama divertente e coinvolgente, mentre qui il coinvolgimento maggiore consiste nel desiderio di dare un tozzone al personaggio interpretato da Itoh Mizaki. lei, Fuji Minami, la pubblicitaria talmente dedita al lavoro da venire scaricata dal fidanzato trascurato, non può che trovarsi un altro uomo tra i colleghi (il titolo fra l'altro si riferisce proprio a questo concetto, ovvero che la donna in carriera ha un'opzione in più: frequenta un bell'ambiente dove può scegliere fra maschi migliori. sigh...); da principio attratta dal collega Ogiwara (Eita) che però è l'amante della senpai  Tanaka (Ryo), la quale è poco propensa a lasciarlo libero, alla fine cede alla corte del più giovane Ishida, un ventenne ancora immaturo e inizialmente più interessato al surf che all'ufficio. eccetera eccetera (non vale la pena dire altro). la coppia Fuji-Ishida è una delle più improbabili che si siano mai viste: come fa un'ingessata workaholic a mettersi con un ingenuo ragazzino con i capelli lunghi? ovvero: lei non avrebbe che da guadagnarci, ma il poveretto finirebbe solo per farsi triturare i maroni (infatti alla fine si redime e si converte al culto del lavoro pure lui). conclusione: certe cose si vedono solo per amore di Kame! a proposito: la sigla iniziale è interpretata dai KAT TUN e incredibilmente mi piace molto, infatti non sono una fan dei KAT TUN (anche se un paio di idee su che cosa fare a Kame e Jin - che non è più nel gruppo, vabbè... - le ho). altro volto noto, a parte i già citati: Shida Mirai, che interpreta la giovane figlia del boss dell'agenzia pubblicitaria.

l'improbabile coppietta

giovedì 9 febbraio 2012

due amori crudeli


nei due racconti che compongono questo libro (La storia di Shunkin/Shunkinsho e I canneti/Ashikari) Tanizaki non smentisce il concetto che ha delle donne. le protagoniste sono tanto belle quanto egoiste e viziate, abituate fin dall'infanzia a essere adorate e per questo convinte che trattare gli uomini come zerbini sia naturale e dovuto. da un lato abbiamo Shunkin, musicista virtuosa che ha perso la vista in giovane età, dall'altra Oyu, rimasta vedova giovanissima. la prima rifiuta il matrimonio e viene servita e riverita da Sasuke, prima suo garzone, poi suo discepolo, che le resta accanto per tutta la vita e che, benchè goda delle sue grazie, non viene mai graziato dai suoi pesanti doveri. dall'altro abbiamo Oyu, che arriva a suggerire alla sorella minore di sposare l'uomo che si è innamorato di lei e che lei ricambia, ma che a causa delle rigide convenzioni sociali dell'epoca non potrebbe frequentare se non per via di una parentela acquisita, e qui la figura più sbalorditiva è proprio quella della sorella, che accetta un matrimonio in bianco per la venerazione che prova per lei. insomma, pare che sia proprio vero che a questo mondo, o almeno negli scritti di Tanizaki, certe donne ce l'abbiano d'oro.

martedì 7 febbraio 2012

Kanno Yoko


ed eccola qua, la bravissima autrice delle musiche di Cowboy Bebop e di molte altre serie, come I Cieli di Escaflowne (Yakusoku wa iranai) e Record of Lodoss War (Kiseki no umi). autrice molto prolifica, ha lavorato anche per il cinema, la TV, la pubblicità e i videogiochi, oltre ad aver composto canzoni per vari interpreti (per esempio, ha collaborato spesso con Sakamoto Maaya) e ad aver formato un proprio gruppo, The Seatbelts. un grande talento, non c'è che dire!

lunedì 6 febbraio 2012

Wakamoto Norio


classe 1945, il veterano Wakamoto-san appare come doppiatore in moltissimi anime e si può ben dire che ne ha fatto la storia, partendo da Lamù e Maison Hikkoku e transitando attraverso le serie più varie: Record of Lodoss War OVA, Antique Bakery, Berserk (Gambino), Code Geass, Chrono Crusade Trigun, solo per nominare quelli che ho visto. in Cowboy Bebop ha avuto il ruolo del cattivo, ovvero di Vicious. insomma, colui che ha creato l'immagine qui sopra rende bene l'idea della bravura e della versatilità di Wakamoto-san!

domenica 5 febbraio 2012

Ishizuka Unsho


mica uno da poco, questo seiyuu che dà voce a Jet Black di Cowboy Bebop. ha lavorato molto, anche se più da comprimario che da protagonista, e proprio come comprimario lo si è sentito in GTO, Nana, Trigun, Ayashi no Ceres e Samurai Champloo. più riconoscibile come voce narrante in Berserk e nel ruolo di Von Hohenheim in Fullmetal Alchemist Brotherhood.

sabato 4 febbraio 2012

Hayashibara Megumi


il principale personaggio femminile di Cowboy Bebop è la cinica Faye Valentine, e a darle voce è Hayashibara Megumi, seiyuu che ha ricoperto altri ruoli non da poco. è stata infatti la versione femminile di Ranma, Tomoko in DNA2 e Rei in Neon Genesis Evangelion.

giovedì 2 febbraio 2012

cowboy bebop


proprio una bella combriccola: un ex-poliziotto, un ex-criminale, un'ex-giocatrice d'azzardo e un'hacker preadolescente. ah, sì: e pure un cane. insieme vanno a caccia di ricercati e campano con le taglie che riscuotono. il mondo del futuro sarà anche pieno di astronavi e utili tecnologie, ma l'umanità che lo abita è esattamente quella di sempre, agitata da avidità e passioni, e così i nostri protagonisti a loro volta hanno passati scomodi che tornano talvolta a tormentarli, e vivono il presente chi con cinismo, chi con apparente leggerezza. di questa serie avevo sentito parlare molto bene ed è davvero un ottimo prodotto, per non parlare della strepitosa colonna sonora (stupende non solo le sigle di apertura e chiusura, ma anche i brani che accompagnano i vari episodi). questi cacciatori di taglie del futuro, con i loro caratteri e le loro storie, le loro imperfezioni e le loro intemperanze, finiscono per risultarci simpatici come certi vecchi amici dai quali accettiamo tutto. è proprio il bello di serie come queste: che non esistono buoni e cattivi in assoluto, tutti hanno le proprie motivazioni.


martedì 31 gennaio 2012

trastulli d'animali


quando Koji esce di prigione, ad accoglierlo c'è Yuko, la moglie dell'uomo che lui ha aggredito menomandolo. basterebbe già questa premessa a far capire che ci si sta addentrando in una vicenda torbida. Koji conosce da tempo Yuko e Ippei; per Ippei ha lavorato ai tempi dell'università e di Yuko è innamorato. Ippei, uomo elegante e raffinato che pare riuscire in tutto ciò che fa, intreccia relazioni clandestine e mantiene addirittura un'amante, e tutto per strappare una reazione a Yuko, che invece si comporta come se non succedesse nulla di insolito. è proprio Koji a risolvere la cosa, aggredendo Ippei quando, insieme a Yuko, lo sorprende nel letto dell'amante. Ippei perde favella e gran parte dell'intelletto, oltre a rimanere zoppo, e questo fa sì che la fino ad allora timida Yuko prenda le redini della sua e della propria vita. quando Koji la rivede, è una donna d'affari che accudisce il marito come un bambino piccolo. Koji continua ad amarla e ci sono segni che anche lei lo ricambi, eppure la loro relazione non diventa mai palese e concreta perchè il senso di colpa per le condizioni di Ippei la sovrasta e la condiziona. sarà proprio per trovare sollievo a quel senso di colpa che entrambi decideranno di esaudire il desiderio di Ippei. ancora un romanzo breve, che però è intrigante e a tratti quasi morboso, tanto da lasciare il segno. Mishima riesce a dipanare molto bene la rete delle motivazioni che muovono i protagonisti e a rendere quasi tangibili le loro passioni.

sabato 28 gennaio 2012

aggiornamento su Fukushima


ecco un articolo molto interessante e aggiornato sulla situazione a Fukushima dopo l'incidente nucleare:


l'articolo è stato scritto da una giornalista giapponese residente in Italia che si è recata sul posto due settimane fa ed è quindi più che attendibile.

giovedì 26 gennaio 2012

Bleach - Memories of nodoby


qua da noi l'anime di Bleach non è ancora arrivato, ma almeno si sono degnati di distribuire in DVD i primi due lungometraggi tratti dalla serie. io la amo moltissimo, benchè da tempo si sia piuttosto arenata, ingarbugliandosi in filler e storie collaterali dispersive. questo Memories of nobody è chiaramente incomprensibile per chiunque sia a digiuno della materia, ma non credo che sia un problema perchè probabilmente chi è a digiuno della materia manco se lo guarda. ora: mi rendo conto che nel 90% dei casi un film tratto da una serie anime è un'operazione puramente commerciale ed è meglio non aspettarsi troppo. questo, dal mio punto di vista, non fa eccezione. la trama, piuttosto esilina, sembra studiata apposta per mettere in mezzo praticamente tutti i personaggi (così nessun fan ci resta male se non vede il proprio beniamino per almeno 30 secondi), l'animazione è sufficiente ma non certo eclatante, e il tutto scorre via senza infamia e senza lode. comunque, visto che di alcuni di questi personaggi non ne ho mai abbastanza, credo proprio che mi vedrò anche i successivi. 

lunedì 23 gennaio 2012

il fucile da caccia


non è necessario usare fiumi di parole per raccontare una storia profonda, e ne è la dimostrazione questo breve romanzo di Yasushi Inoue (autore da me già apprezzato per Ricordi di mia madre). in un centinaio di pagine, egli ci introduce all'amore proibito tra Saiko e Misagi, nel quale si trova coinvolto suo malgrado lo scrittore Yasushi, e tutto per aver accettato di scrivere una poesia sulla caccia per la rivista di un amico. Yasushi, che alla caccia è contrario, trova l'espediente di descrivere la figura solitaria di un cacciatore da lui intravisto tempo prima, e a distanza di qualche tempo riceve la lettera di un uomo che afferma di essersi riconosciuto in quella descrizione. si tratta appunto di Misagi, che allega alla sua altre tre lettere, chiedendo a Yasushi di leggerle e poi distruggerle. è così che Yasushi conosce i sentimenti di Shoko (figlia di Saiko e nipote di Misagi), Midori (moglie di Misagi e migliore amica di Saiko) e infine Saiko stessa. tutto gira intorno alla relazione clandestina tra Saiko e Misagi, che loro ritengono segreta ma che invece è ben nota a Midori, e infine lo diventa anche a Shoko. questa relazione è anche quella che porta Midori stessa a una doppia vita, nel suo caso affatto segreta, mentre Saiko, perseguitata dal senso di colpa, nella sua lettera d'addio lascia trasparire che quella colpa è fatta di una materia ben più complessa di quella che appare. ciò che è interessante è appunto vedere come i comportamenti delle due donne sono dettati da motivazioni che restano ignote a chi sta loro vicino e addirittura a loro stesse. per questo motivo si tratta di un racconto molto più complesso di quanto non appaia e che lascia un fondo di amarezza in bocca, quasi a voler sottolineare quanto sia difficile comprendersi ed essere davvero in sintonia con chi ci sta accanto.

venerdì 20 gennaio 2012

un dorama mi salverà


sono giorni difficili, per me e per il resto del mondo. io ricorro ai consueti antidepressivi, ovvero i miei dorama preferiti, quelli che mi strappano molte risate e pure qualche lacrimuccia. tipo Hana Kimi, che ho giusto finito di rivedermi. perchè Oguri Shun e Ikuta Toma in versione maid , e tutta la banda di matti che li circonda valgono più di una visione.


e al diavolo tutti quelli che vogliono imbavagliare la rete!!


lunedì 16 gennaio 2012

la seconda vita di Naoko (himitsu)


devo dire che questo libro è stato una gran bella sorpresa. da parecchio lo avevo in casa, non so nemmeno che cosa mi aveva suggestionato all'acquisto poichè l'autore, benchè popolarissimo in Giappone (nonchè vincitore di parecchi premi) qua da noi risulta sconosciuto ai più. certo, la descrizione della trama poteva incuriosire, ma proprio perchè si tratta di materia paranormale, molto conta come viene resa. bene, sono contenta di dire che la lettura si è rivelata interessante e che nemmeno il finale ha deluso. la storia parte subito da un paradosso; Naoko e Monami, madre e figlia, sono in viaggio quando il loro autobus ha un terribile incidente. vengono ricoverate in condizioni disperate; Heisuke, rispettivamente marito e padre, riesce a dare il saluto estremo a Naoko e attende con ansia che Monami si risvegli dal coma. quando la ragazzina apre gli occhi però rivela di non essere Monami, bensì Naoko. Heisuke si ritrova così a convivere con la moglie che si è incarnata nel corpo della giovane figlia. Naoko/Monami deve tornare a scuola e all'inizio fatica a interpretare il ruolo della bambina, mentre quando è da sola con Heisuke il ruolo moglie/marito viene ricoperto con più naturalezza, non fosse che il sesso viene completamente cancellato per ovvi motivi. il tempo passa e i due raggiungono una sorta di equilibrio malgrado le reciproche gelosie, in quanto Heisuke si sente attratto dall'insegnante di Naoko/Monami e lei è oggetto dell'interesse romantico di un compagno di classe. in mezzo ci stanno gli incontri dei familiari delle vittime dell'incidente, la curiosità di Heisuke di comprenderne le ragioni e la presa di coscienza di Naoko, che decide di non lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione di rivivere la propria vita potendo fare scelte diverse, anche se ciò va contro Heisuke. ho trovato questo romanzo molto ben approfondito per quanto riguarda le psicologie dei protagonisti e perfettamente credibile malgrado la situazione piuttosto assurda. la conclusione riscatta un penultimo capitolo smielato e convenzionale; le riflessioni di Naoko poi mi hanno toccato molto da vicino, così come toccherebbero moltissime persone che desiderano riavvolgere il nastro del tempo e vivere la propria adolescenza con la consapevolezza dell'età adulta. da questo libro sono stati anche tratti due film; uno giapponese (Himitsu - che ho trovato solo sottotitolato in qualche altra astrusa lingua asiatica) e uno francese, più recente e tratto più liberamente (Si j'étais toi).