venerdì 17 ottobre 2014

comunicazione di servizio

cari lettori di questo blog,
desidero informarvi che la presente versione di questo blog si conclude con questo messaggio. questo non significa che il blog viene cancellato, ma che viene semplicemente trasferito ad un nuovo indirizzo. come vedrete, tutto resta sostanzialmente uguale perchè ho esportato questo blog per intero. 
il motivo del trasferimento è indipendente dalla mia volontà, in quanto io stavo benissimo dove stavo, però Google ha cominciato a farneticare di farmi pagare l'IVA per il fatto che ho un dominio personale, cosa che per loro equivale ad avere un dominio aziendale/commerciale che genera profitto, o di farmi in alternativa registrare il blog con un account diverso. come sanno bene quelli che passano di qui, su questo blog non c'è mai stata pubblicità e i suoi scopi non sono mai stati commerciali, perciò non vedo perchè dovrei pagare delle tasse. ne pago già abbastanza per altri versi, tra IRPEF, IMU e stronzate varie...
in teoria avrei dovuto aspettare che Google mi desse le istruzioni su come fare una nuova registrazione... francamente non mi va di aspettare, e comunque l'ultima volta che ho tentato di interagire come amministratrice della pagina, il tutto si è risolto in maniera catastrofica. insomma, ho voluto togliermi il dente e buonanotte.
dunque, per quelli che sono interessati a continuare a seguirmi, l'indirizzo della nuova sede di Daisuki è questo:

il presente blog verrà cancellato entro breve tempo.
arrivederci! (spero XD)

giovedì 16 ottobre 2014

saigo no yakusoku


se devo dire la verità, non conosco abbastanza gli Arashi per dire se mi piaccia o no la loro musica. mi piacevano le canzoni utilizzate come sigle di Hana Yori Dango, ma non ho fatto particolare caso a quella usata per questo lungometraggio, per dire. di conseguenza conosco giusto Matsumoto Jun e Ninomiya Kazunari perchè sono quelli che più spesso hanno recitato e che secondo me se la cavano anche bene, mentre gli altri tre sono per me degli sconosciuti o quasi (avevo visto giusto  Sakurai Sho in Honey and Clover). comunque sia in questo film li ho visti recitare tutti e cinque insieme, anche perchè la storia è chiaramente stata costruita per loro. il che non vuole dire che si sia trattato di un brutto film; certo, non è stato nemmeno una roba da strapparsi i capelli, però tutto sommato è un prodotto dignitoso che ha i suoi momenti, inoltre i cinque Arashi sono affiancati da diversi comprimari scafati come Kuroki Meisa, Fujiki Naohito e Otsuka Nene. dunque, la storia gira intorno a un intero palazzo che viene tenuto in ostaggio da dei misteriosi terroristi mascherati, i quali chiedono un forte riscatto per liberare tutti oppure faranno saltare la baracca. Matsumoto Jun interpreta un fattorino che si ritrova a proteggere la figlia del capo della baracca (interpretata da Kuroki Meisa), mentre Ninomiya Kazunari è l'addetto alla sicurezza agli ordini di Fujiki Naohito, Sakurai Sho tenta di vendere un'assicurazione a Otsuka Nene, Ohno Satoshi si ritrova a fare le pulizie insieme a un anziano collega che si scopre essere un abile scassinatore e Aiba Masaki prepara maldestramente cappuccini nella caffetteria dell'edificio. non ci vuole un genio per arrivare a capire, a un certo punto del film, che forse forse i cinque, o alcuni di loro, hanno qualcosa a che vedere con l'atto criminoso, e difatti alla fine salterà fuori che sono proprio loro gli ideatori del sequestro collettivo, anche se spinti da una nobile motivazione e non dal desiderio di fare quattrini facilmente. forse è proprio questa la parte più debole dell'insieme, ma non è la prima volta che ritrovo tematiche simili nel mondo di manga/anime o film giapponesi, per cui forse la vendetta idealistica è qualcosa di insito nella loro mentalità. ciò che ho trovato non troppo credibile è che ci abbiano messo così tanto a partorirla. il finale è leggermente aperto, nel senso che i cinque vengono identificati dalla polizia, ma il film finisce senza che si sappia se verranno anche perseguiti legalmente. chissà...

domenica 12 ottobre 2014

like a virgin - cheonhajangsa Madonna


Dong-gu è un adolescente cicciottello che adora Madonna e sta risparmiando per cambiare sesso. l'operazione costa 5 milioni di won e per racimolarli si ammazza di lavori part-time trascurando la scuola, dove del resto non ha vita facile a causa di alcuni compagni che lo sfottono perchè è effeminato. a casa le cose non vanno molto meglio, con la madre che è scappata per via delle violenze del padre, un ubriacone frustrato. il migliore amico di Dong-gu è uno che cambia idea ogni settimana; un giorno lo trascina al club di ssireum (una forma di lotta libera tradizionale) e l'allenatore nota le sue potenzialità. 

Dong-gu (Ryu Deok-Hwan) col capitano
della squadra (interpretato da Lee Eon)

Dong-gu però si convince a fare sul serio solo quando sa che, se vincesse il campionato scolastico, beccherebbe proprio la somma necessaria all'operazione. da principio nemmeno al club ha vita facile perchè il capitano della squadra (interpretato dal compianto Lee Eon di Coffe Prince) non crede alle sue buone intenzioni, ma alla fine sarà proprio grazie a lui se Dong-gu arriverà in finale. un film molto carino, con alcuni momenti esilaranti grazie ai corpulenti lottatori; è stati diretto a quattro mani, due delle quali appartengono a Lee Hae-Jun che, oltre ad essere autore anche della sceneggiatura di questo film, ha scritto pure quella, nonchè diretto, il bellissimo Castaway on the moon (uno dei film che non ho recensito per pigrizia, accidenti a me!). nel cast figura anche Baek Yoon-Sik nei panni dell'allenatore (nella locandina è quello a sinistra), che faceva parte del cast di The face reader.


il tenero Dong-gu è interpretato da Ryu Deok-Hwan; all'epoca diciannovenne, in seguito si è liberato dei chili di troppo, ma non ha perso il suo bel sorriso; senza sapere chi fosse, l'avevo già visto in My little bride.

giovedì 9 ottobre 2014

capire il Giappone


un mio amico che possiede un numero sterminato di libri, riordinando la biblioteca ha trovato questo volume che mi ha regalato, sapendo del mio interesse per il Giappone. il titolo però trae in inganno e avrebbe necessitato di una specifica. infatti Endymion Wilkinson, l'autore, ha scritto questo libro sulla base della sua esperienza diplomatica all'interno dell'Unione Europea, finalizzata ad agevolare gli scambi commerciali. insomma, capire sì il Giappone, ma dal punto di vista della mentalità degli imprenditori. la seconda parte del libro, dedicata a queste tematiche, non risulta dunque di nessun interesse per un normale appassionato di Giappone come me. più interessante invece la prima parte, che funge anche da introduzione, e che prende in esame la maniera in cui il Giappone viene percepito dai popoli europei e viceversa. questo può essere molto interessante perchè rivela una serie di pregiudizi reciproci.

domenica 5 ottobre 2014

I am happy - Naneun Haengbokhabnida


non fatevi ingannare dal titolo perchè in questo film da stare allegri c'è veramente poco. la storia comincia quando Man-soo, un giovane uomo, viene ricoverato in una clinica psichiatrica perchè non c'è nessuno che si possa prendere cura di lui. Man-soo in realtà è un matto tranquillo; a parte non ricordare il suo passato, distribuisce a destra e manca dei fogli di carta su cui scrive delle cifre e che firma, convinto che siano assegni. lega facilmente con gli altri matti e si prende una cotta per la capo-infermiera Su-Kyung

Man-soo e Su-Kyung

attraverso alcuni flashback, veniamo a sapere che quando il padre di Man-soo è morto, la madre è diventata demente e in seguito il fratello maggiore si è dato all'alcool e al gioco, così che il povero Man-soo, oltre a doversi prendere cura della madre, viene regolarmente derubato o addirittura picchiato dal fratello. e ci si meraviglia se ad un certo punto si aliena dalla realtà? la capo-infermiera del resto ha le sue gatte da pelare, sommersa com'è dai debiti per le cure mediche del padre malato di cancro e dalla sofferenza che questa malattia procura a entrambi. succedono varie cose, nessuna particolarmente allegra, a parte il fatto che, ad un certo punto, Man-soo pare trovarsi molto meglio nella clinica psichiatrica che a casa sua, ma alla fine, quando viene dimesso, così come prima aveva perso memoria del suo passato, perde memoria del periodo passato in cura e non riconosce Su-Kyung. che dire? un bel mah direi che ci può stare bene.


Man-soo è interpretato da Hyun Bin; eccolo in versione alienata, decisamente diverso dal giovanotto elegante di Secret Garden.


la sua controparte femminile invece è interpretata da Lee Bo-Young, attrice che ha vinto già diversi premi, ma che non mi era mai capitato di veder recitare finora.

giovedì 2 ottobre 2014

una vita tra i margini


ho letto con interesse questo corposo manga autobiografico che narra della nascita come mangaka e dell'evoluzione artistica di Tatsumi Yoshihiro (che nel libro però narra di sè usando uno pseudonimo). il motivo che l'ha spinto a scrivere questa storia è il desiderio di difendere dalle calunnie il genere gekiga, di cui è stato uno degli ideatori. Tatsumi ha cominciato a disegnare manga quando faceva ancora le scuole superiori, trovando nel fratello, anch'egli mangaka, a volte un alleato, a volte un critico severo, a volte addirittura un boicottatore. nel procedere delle pagine, il suo giovane alter-ego passa attraverso molte fasi, evolvendosi e desiderando di creare un nuovo tipo di manga, diverso dalle storielle grottesche che vanno per la maggiore negli anni Cinquanta. ed è proprio qui che nasce il gekiga, anche grazie all'ispirazione dei romanzi hard-boiled, così come all'influenza del cinema di cui il protagonista è appassionato. tra alti e bassi, successi e insuccessi, questa storia si fa leggere con molto interesse anche perchè offre uno spaccato dell'attualità giapponese di quegli anni, tanto che pare quasi di essere lì a viverli. un gran bel volume, quindi, che sono stata molto contenta di avere acquistato.

domenica 28 settembre 2014

La città delle bestie incantatrici - youjuu toshi


siamo di nuovo nel futuro, ma questa volta gli umani si contendono il territorio con i demoni. benchè i loro mondi siano divisi, i demoni (che hanno forme strane e strani poteri) possono assumere infatti aspetto umano. per regolare le cose e mantenere un equilibrio, nel corso dei secoli sono stati siglati una serie di trattati di pace ed è giusto ora di firmarne uno nuovo che durerà cinquecento anni. a proteggere un importante personaggio che dovrà firmare questo trattato, l'anziano ma ancora pervertito Giuseppe Mayart, vengono incaricati due agenti, l'umano Taki Renzaburo e la demone Makie, che in forma umana è bellissima. Taki, che è un donnaiolo, è reduce da una serata di sesso selvaggio con un'altra demone, ma si può dire a sua discolpa che era convinto di portarsi a letto un'umana e che è stato dunque ingannato (poi si scoprirà il motivo). Taki e Makie si trovano subito a dover combattere sia contro Mayart che non vuole stare sotto protezione, pretendendo invece di andare in una soapland, e contro diversi demoni che cercano di rapirlo, presumibilmente affinchè non firmi il trattato di pace. ne succedono di tutti i colori fino a quando non verrà rivelata un'inaspettata verità.

Makie e Taki

questo La città delle bestie demoniache (traduzione fedele del titolo) è un anime molto particolare che ho trovato decisamente interessante. risale al 1987 ed è tratto da un romanzo; giuro che non l'ho fatto apposta a vederlo subito dopo Vampire Hunter D: Bloodlust e la mia sorpresa è stata grande quando ho scoperto che è stato diretto dallo stesso regista: Kawajiri Yoshiaki. sicuramente rivolto a un pubblico adulto per via delle scene di sesso esplicito (stupro compreso), ha uno stile oserei dire cinematografico. di sicuro però non è un film adatto a tutti, temo che la maggioranza delle persone si affretterebbe a definirlo come l'ennesima dimostrazione che i giapponesi sono dei pervertiti XD


la molto profonda e maschia voce di Taki appartiene a Yara Yuusaku il quale, guarda la combinazione, interpreta anche uno dei fratelli Markus di Vampire Hunter D: Bloodlust; anche lui ha lavorato molto, per esempio era nel cast di Tokyo Godfathers, inoltre ha doppiato al cinema molti attori famosi (come Arnold Schwarzenegger e Samuel L. Jackson).

giovedì 25 settembre 2014

Vampire Hunter D: Bloodlust


in un remoto futuro, uomini e vampiri sono nemici. D è un cacciatore di vampiri nonostante sia un dhampir, ovvero un mezzosangue vampiro/uomo. egli viene assunto per ritrovare Charlotte, la giovane figlia di un uomo facoltoso; la ragazza è stata rapita dal potente vampiro Meier Link e D deve riportarla indietro viva o morta (nel caso sia stata trasformata). l'incarico è stato assegnato anche a un'altra squadra di cacciatori di vampiri composta dai fratelli Markus e da Leila, una donna con un doloroso passato alle spalle. comincia l'inseguimento di Meier Link, che si dirige al castello della defunta contessa Carmilla - una vampira molto potente uccisa dal padre di D e che sopravvive come fantasma - e che viene protetto dal popolo dei Barbaroi, formato di strani individui con poteri soprannaturali. uno scontro dopo l'altro, D e Leila si trovano ad aiutarsi a vicenda, mentre le cose tra Meier Link e Charlotte si rivelano diverse da come sembrano; i due infatti sono innamorati e dunque la ragazza è stata rapita in modo consenziente.

la coppia fuggitiva

era da un po' che volevo vedere questo anime e devo dire che ne valeva la pena. si tratta del secondo lungometraggio tratto da una serie di light novels (il primo è degli anni Ottanta) perchè come ogni prodotto giapponese di successo è stato declinato in vario modo. ho trovato la storia avvincente e dark quanto basta; D incarna il classico tipo dell'eroe misconosciuto e in lotta contro se stesso, in quanto si trova a combattere contro la propria natura e contro i propri parenti stretti, ma non per questo gli umani lo apprezzano.

il cacciatore di vampiri D

ben caratterizzati anche i comprimari, dai fracassoni fratelli Markus a Leila, che si rivela piena di più sfaccettature del previsto, alla coppia in fuga disposta a sfidare tutti e tutto. naturalmente anche dal punto di vista tecnico il film è realizzato molto bene.

Leila

unica nota stonata in questa vicenda è che mi è toccato di vedere la versione doppiata in italiano, orrore! perciò, visto che sono la solita fissata, in seguito me la sono andata a cercare in originale. per dire, la voce di Meier Link è quella di Yamadera Kouichi e quella di Leila di Hayashibara Megumi.


il veterano  Hideyuki Tanaka interpreta invece D; Tanaka-san è uno di quei seiyuu che ha fatto un sacco di ruoli in anime che conosco di fama ma non ho visto. l'ho però sentito in Bleach (Shawlong Qufang), Nana, Ranma 1/2, Ai no kusabi (Katze), Record of Lodoss War e Paprika.

domenica 21 settembre 2014

...ing


qualche tempo fa, non ricordo nemmeno più dove, avevo trovato un elenco dei migliori film romantici coreani; elenco leggermente datato (difatti questo film è del 2003), ma certamente azzeccato perchè i film che ho visto finora mi sono piaciuti tutti moltissimo. l'unico problema è che avrebbero dovuto specificare che in pratica vanno a finire tutti male. io, che sono più cortese verso i miei lettori, vi dico subito di preparare i fazzoletti. la protagonista del film è la diciottenne Min-A; di salute cagionevole fin dalla nascita e affetta da una malformazione alla mano sinistra (che tiene sempre nascosta con un guanto), per via del molto tempo passato in ospedale e del ribrezzo che la mano suscita nelle altre persone, è una ragazzina solitaria e senza amiche. vive con la madre (il padre si intuisce che è morto) e, se non altro, ha con lei un rapporto molto dolce. la madre però le sta tenendo nascosta la reale gravità delle sue condizioni: Min-A infatti ha poco tempo da vivere, ma proprio per questo la madre preferisce che viva i suoi ultimi giorni fuori dall'ospedale, nella maniera più serena e normale possibile. in questo scenario s'inserisce il giovane studente di fotografia Young-Jae che va a vivere nell'appartamento sotto quello delle due donne e che comincia a fare una corte assidua a Min-A, la quale però inizialmente non sembra disposta a cedere al suo fascino.

Min-A (Lim Soo-Jung) e Young-Jae (Kim Rae-Won)

dopo una prima parte più da commedia, si scivola verso un finale tragico man mano che le condizioni di Min-A si aggravano e che alcuni segreti vengono rivelati, e così si finisce con il solito fazzoletto zuppo, maledetti coreani!! XD


interpreta Min-A la bella Lim Soo-Jung che ha esordito come modella prima di passare felicemente a fare l'attrice. l'avevo vista anche in un altro lacrimevole film, ovvero Sad Movie, nei panni della fidanzata del vigile del fuoco.


nei panni di Young-Jae c'è una vecchia conoscenza, ovvero Kim Rae-Won che avevo già visto in My little bride e Sunflower, e che siccome oltre ad essere un bravo attore è anche un gran bel figliolo, si merita che posti un'altra sua foto (anche se ultimamente ha preso qualche chilo, maledizione!).
la madre di Min-A è interpretata da Lee Mi-Sok che nel dorama Love Rain faceva la versione adulta della madre della protagonista.

giovedì 18 settembre 2014

Jeni, Juno


nella prima scena di questo film c'è una ragazza che sta facendo un test di maternità; nulla di strano, se non fosse che la ragazza ha solo quindici anni e che il futuro padre è un suo coetaneo. Jeni, una volta confermati i suoi sospetti, rivela a Juno la novità e lui, dopo un attacco di panico iniziale, finisce per accettare la cosa. infatti Jeni e Juno sono innamoratissimi e non hanno nessun dubbio a questo proposito; quanto alla gravidanza inaspettata, se in un primo momento prendono in considerazione l'aborto, decidono poi di tenere il bambino. i genitori, al momento all'oscuro della cosa, sono naturalmente un problema da affrontare; quando Jeni, ormai di sei mesi, viene scoperta dalla sorella, non può non confessare la cosa, scatenando il prevedibile putiferio. ma lei e Juno si amano troppo per permettere che qualcosa rovini la loro felicità e questo è uno di quei film che finiscono bene, perciò l'happy ending è assicurato.

il coloratissimo matrimonio di Jeni e Juno

avendo letto solo una stringatissima trama, da principio ho pensato di trovarmi davanti alla versione coreana di 14sai no haha, invece questo film è tutta un'altra cosa. intanto ha un tono generale più da commedia che da tragedia, anche se la parte dell'opposizione dei genitori è comune (del resto non può che essere così). si tratta quindi di un film molto piacevole che si fa guardare con un perenne sorriso sulle labbra perchè la coppia Jeni/Juno è davvero pucciosa e tenerissima.


Park Min-Ji, all'epoca del film di solo un anno maggiore del suo personaggio, è Jeni. come sempre accade in questi casi, malgrado la giovane età dimostra subito maturità e determinazione, riservando il suo lato immaturo alla gelosia che prova per il suo Juno.


Kim Hye-Seong è Juno, diciassettenne durante le riprese del film. mi ricordo di lui per via del cortometraggio Boy meets boy, una sorta di pubblicità progresso per giovani gay coreani che egli ha girato, senza compenso, insieme a Lee Hyeon-Jin. questo corto mi è piaciuto molto anche per via del fatto che a fare da galeotti ci sono una macchina fotografica e un rullino.
regista di Jeni, Juno è Kim Ho-Jun che del film ha scritto anche la sceneggiatura e che ha diretto l'altrettanto divertente My little bride. nel cast, nel ruolo della madre di Jeni, la veterana (in fatto di ruoli materni) Kim Ja-Ok, che ha fatto anche la madre di Han-Gyul in Coffe Prince e quella di Su-Wan in My tutor friend.

domenica 14 settembre 2014

Yuriko no aroma


Yuriko è una persona olfattiva. in realtà non ho idea se esista una definizione del genere, nel caso occorre inventarla. Yuriko infatti usa il naso per diletto e per lavoro, infatti è appassionata di aroma-terapia e lavora in un centro massaggi che utilizza questa tecnica. si fa anche discretamente cenno del fatto che Yuriko abbia avuto un passato difficile dal quale si sia liberata proprio grazie ai profumi. tutto sembra filare liscio per lei: ama il suo lavoro, va d'accordo con la collega e con la padrona del centro massaggi, è richiesta dai clienti. però. a questo punto il però ci vuole. ed eccolo prendere forma: un giorno si materializza sulla porta il nipote diciassettenne della padrona, Tetsuya. reduce dall'allenamento di kendo e poco amico della doccia, colpisce immediatamente le sensibili narici di Yuriko, la quale, inaspettatamente, viene catturata da un'estasi erotica, tanto che mentre la zia massaggia il nipote, lei fruga nella sua borsa e gli ruba un guanto sudato per poterlo continuare ad annusare. questo però non le basta; un giorno segue Tetsuya nel suo rifugio segreto e, approfittando del fatto che egli si è assopito, gli lecca amorosamente i capelli per cogliere meglio il suo odore.


ora, è chiaro che non capita tutti i giorni di svegliarsi con la lingua di qualcuno in testa; Tetsuya però, dopo lo sconcerto iniziale, comprende di avere un grande ascendente su Yuriko e i due arrivano a una sorta di accordo: lei può annusarlo quanto vuole in cambio di una sega. è evidente che un simile rapporto squilibrato non può durare a lungo. Tetsuya è pur sempre un adolescente in piena tempesta ormonale e arriva il momento in cui non si accontenta del lavoretto di mano, ma Yuriko non vuole andare fino in fondo. contemporaneamente, la ragazza di cui Tetsuya è innamorato, lascia il moroso e si mette con lui. e non è finita qui.


che dire? un film molto particolare, decisamente intrigante e curioso. di certo non è comune farsi guidare dal naso in un mondo in cui l'immagine è tutto, ma proprio per questo motivo la carica erotica sottesa alla storia è particolarmente forte. molto azzeccata anche la scelta degli attori protagonisti. Yuriko è interpretata da una mia vecchia conoscenza, Eguchi Noriko. fino ad ora l'avevo vista solo in ruoli di contorno, perciò sono stata contenta che qui sia finalmente protagonista. il fatto che non sia la classica bellona poi aggiunge una marcia in più al suo personaggio, rendendolo ancora più reale.


nei panni di Tetsuya c'è il giovane Sometani Shota, un attore da tenere d'occhio per il futuro. ad appena 22 anni si è già fatto onore ed ha ricevuto tre premi, facendosi notare addirittura alla Mostra del Cinema di Venezia. in questo ruolo, intrapreso quando aveva la stessa età del personaggio interpretato, risulta molto credibile, con un misto di imbarazzo e timidezza tipico di chi è alle prime esperienze col sesso, e con la confusione di chi non sa bene che cosa vuole dalla vita e lo scopre sbattendoci il naso.
sicuramente da tenere d'occhio anche il regista (e qui pure sceneggiatore) Yoshida Kota.

giovedì 11 settembre 2014

the memory of my angel - boku to tenshi to ano natsu no omoide


Yuuta rivede i suoi ex-compagni di scuola e di squadra (giocavano a calcetto insieme) e così ricorda quando, dieci anni prima, per la prima volta si era innamorato veramente. per via della sua infanzia non proprio felice infatti, malgrado le frequenti cotte (per non dire dei molti due di picche ricevuti) non aveva mai davvero aperto il suo cuore. un bel giorno però nella sua classe arriva una nuova studentessa, Erika, che in realtà è un angelo inviato sulla terra con la precisa missione di fargli conoscere il vero amore. alla fine sarà proprio di Erika che s'innamorerà Yuuta, per sapendo che lei tornerà in cielo e che quindi la loro storia non potrà avere futuro. questo film è stato prodotto da una piccola casa di produzione indipendente che si chiama Studio Qualia e che fa capo a Kato Naoya, regista e, in questo caso, anche sceneggiatore. è facile dedurre che anche gli attori sono tutti non professionisti, se non altro per il fatto che non si trovano notizie su di loro. QUI c'è il trailer ufficiale del film (non sottotitolato, sorry, ma almeno un'idea ce la si può fare). anche se la trama, detta così, può sembrare poco interessante, in realtà questo film è stato inaspettatamente carino, divertente e tenero. magari si poteva accorciare leggermente il tutto e dare più ritmo, ma trattandosi di una pellicola autoprodotta e quindi, se vogliamo, artigianale, devo dire che vale la visione, se non altro per l'angelo in versione moe!

domenica 7 settembre 2014

wangan midnight


Akio trascura la scuola per dedicarsi alla sua passione: le macchine. insieme ad altri drogati di velocità, passa le notti facendo corse illegali lungo il tratto di autostrada denominata Wangan (in realtà si chiama Shuto Kousokudouro Wangan-sen e congiunge Tokyo e Yokohama). un giorno vede da uno sfasciacarrozze una macchina semidistrutta: è amore a prima vista. Akio convince il suo meccanico di fiducia, oltre che amico, a restaurarla e intanto fa due lavori part-time per pagare la riparazione e i pezzi di ricambio. quello che non sa, è che la macchina ha la fama di essere maledetta; soprannominata Devil-Z, pare che uccida tutti i suoi proprietari. infatti anche il precedente proprietario, che per una straordinaria combinazione era omonimo di Akio, è morto in un incidente mentre gareggiava con Tatsuya, un giovane medico che tra l'altro è fidanzato con Eriko, sorella del defunto Akio. manco dirlo, tra i due scatterà l'inevitabile rivalità a colpi di pneumatici.


protagonisti del film, secondo me molto azzeccati, Kato Kazuki nei panni di Tatsuya e Nakamura Yuichi in quelli di Akio. il film è tratto da un manga molto popolare che ha già avuto altre trasposizioni cinematografiche; questa, del 2009, è l'ultima in ordine cronologico. non avendo letto il manga, non sono in grado di dire quanto sia fedele all'originale nè se in questo senso sia migliore o peggiore dei film precedenti. leggevo però che in passato si è scelto di invecchiare leggermente Akio, mentre qui è stato rispettato il fatto che sia ancora uno studente diciottenne.


la controparte femminile invece non mi ha convinto al 100%. interpretata da Kobayashi Ryoko, Eriko non mi pare un personaggio molto incisivo, almeno fino a quando non decide di fregare tutti verso la fine del film. decisamente più simpatica la gravure idol appassionata di velocità che corre di nascosto al manager! la interpreta Matsumoto Rio. conclusione: impossibilitata a fare paragoni con l'originale e prendendo quindi il film come un prodotto a sè stante, a me è piaciuto. ho anche apprezzato la storia della macchina maledetta che ha dato un pizzico di suspence in più.

giovedì 4 settembre 2014

one day - you yi tian


prima di parlare di questo film vorrei fare una piccola premessa. vedo più roba di quella che recensisco. a parte le cose che ho visto/letto prima di aprire questo blog e delle quali magari dirò quando mi capiterà di rivederle/rileggerle, mi capita da un lato di essere vittima della pigrizia (e poi succede che passa troppo tempo e, perso l'attimo, si perde anche la freschezza della recensione) e dall'altro di non sapere francamente che cosa dire di ciò che ho visto/letto. questo film stava per ricadere in questa categoria. dico stava perchè ho deciso di recensirlo comunque, così come penso che comincerò a fare in futuro per tutto quanto (pigrizia permettendo).

i due protagonisti: Nikki Hsieh Hsin-Ying (Singing)
e Bryan Shu-hao Chang (Tsung)

parlando di One Day: la storia gira intorno a una giovane coppia. lei, Singing, lavora come inserviente su di un traghetto e spesso sogna un uomo del quale non vede il volto e che crede essere il padre, disperso in mare quando lei era una bambina. una sera, mentre si trova a bordo, d'improvviso il traghetto fa come un sobbalzo; sembra poi ripartire come al solito, tranne che Singing scopre di essere rimasta sola, a parte un giovane di leva, Tsung, e un marinaio indiano. a queste immagini se ne alternano altre in cui Singing lavora in un ristorante e, per ammazzare il tempo nelle due ore di pausa, si reca in un centro studi a dormire o a leggere; qui fa amicizia con Tsung, lo studente che siede nel posto accanto a lei.  ora, è chiaro che c'è qualcosa di strano: perchè i due protagonisti appaiono in due situazioni diverse? si tratta forse di due realtà parallele? la spiegazione che viene data è che una delle due sia la realtà, l'altra un sogno. si tratta quindi di una pellicola piuttosto particolare che va goduta più per l'atmosfera che per la trama in sè. in realtà non l'ho trovata tanto esaltante da sentirmi di consigliarla, ma è sicuramente un film interessante che può incuriosire.

domenica 31 agosto 2014

la fine del mondo e prima dell'alba


ho il difetto di accumulare le cose e magari dimenticarmele, poi per fortuna arriva il momento in cui mi metto a scavare nella libreria e miracolosamente riaffiorano! è stato così per questo manga che avevo preso l'anno scorso a Lucca. si tratta di una raccolta di brevi racconti autoconclusivi accomunati da uno stile minimalista, più descrittivo che narrativo. curatissimi i disegni e gli sfondi, del resto non mi aspettavo di meno da Asano Inio dopo aver apprezzato Solanin. queste storie-non storie sono abbastanza particolari, descrivono momenti o stati d'animo congelati in un lasso di tempo breve, tanto che in un primo momento possono addirittura spiazzare, però finiscono per affascinare per quel loro spirito un po' ingenuo, per un misto di speranza e coraggio che me le fa definire ottimistiche, malgrado tutto.