domenica 17 agosto 2014

Noriko goes to Seoul - Noriko, Seowoole Gada


ho guardato questo film per la TV (dalla regia piuttosto piatta) perchè mi incuriosiva il presupposto, ovvero l'avere come protagonista una donna di mezz'età appassionata di K-pop. la Noriko del titolo infatti è una casalinga giapponese di 44 anni, sposata e con una figlia adolescente, che stravede per un cantante coreano. Noriko però ha anche due gatte da pelare: la tendenza alla depressione della figlia  e una diagnosi di cancro ai polmoni che tiene nascosta ai famigliari. quando cerca di incoraggiare la figlia a non arrendersi e a fare del proprio meglio ed essa le rinfaccia di essersi a sua volta arresa rispetto al suo sogno giovanile di fare la cantante, Noriko decide di partecipare a un talent show coreano per dimostrare alla figlia che impegnandosi si possono ottenere dei risultati. giunta a Seoul, alle audizioni conosce il giovane Min-ha, ugualmente determinato a diventare un cantante, e insiste perchè lui le dia lezioni. il giovane, che non ne ha la minima intenzione, vede in lei la possibilità di ottenere il denaro per una nuova chitarra e le affitta la sua stessa stanza. Noriko però non è una che molla facilmente e insiste per avere lezioni; nel frattempo conosce anche la nonna e lo zio di Min-ha, così che si crea una inaspettata sintonia. intanto in Giappone la situazione della figlia appare preoccupante e il marito le chiede di tornare subito a casa; ma come fare, visto che è riuscita ad arrivare in finale? filmetto senza infamia e senza lode; non brilla la trama nè, come dicevo in apertura, la regia. si salva per l'impegno e la simpatia degli attori, ovvero Takashima Reiko che fa Noriko e il pucciosissimo Lee Hong Ki che fa Min-ha.

giovedì 14 agosto 2014

Princess Toyotomi


francamente questo film non ho capito bene dove volesse andare a parare e mi è anche sembrato che la sceneggiatura abbia un paio di errori logici, tuttavia si è lasciato guardare fino alla fine per merito della realizzazione impeccabile e della bravura degli attori. dunque: la tesi sostenuta è che Osaka in realtà sia uno stato indipendente segreto. dal 1615, dopo la sanguinosa battaglia che portò alla presa del castello e allo sterminio del clan locale, i cittadini continuarono segretamente a proteggere il nobile rampollo che si era salvato, malgrado la versione ufficiale del vincitore fosse che era stato catturato e ucciso. per quasi 400 anni dunque la cittadinanza di Osaka, munita del proprio governo ombra, avrebbe continuato a difendere i discendenti del clan sconfitto. tutto ciò salta fuori quando tre ispettori del fisco, recatisi a Osaka per un controllo di routine, si recano presso la sede di un'associazione chiamata OJO. uno di essi dimentica il cellulare e, quando va a riprenderlo, si trova davanti uffici deserti e cassetti delle scrivanie vuote, ma il giorno dopo tutto è di nuovo come dev'essere e vengono fornite spiegazioni apparentemente logiche a ogni sua osservazione. lui però decide di approfondire e così viene infine edotto dal primo ministro dello stato segreto, che in realtà ha un ristorante di okonomiyaki. e vabbè. potrei fornire altre spiegazioni, ma francamente non ne ho voglia. come dicevo ci sono alcune incongruenze e, mettendosi a fare le pulci alla trama, il tutto risulta assurdo e piuttosto immotivato. gli attori però, come dicevo, sono tutti bravi. 


nei panni dei tre ispettori del fisco ci sono Ayase Haruka, Tsutsumi Shinichi e Okada Masaki; tra gli abitanti di Osaka invece troviamo Nakai Kiichi (il primo ministro-cuoco), Sawaki Ruka (la principessa ultima discendente del clan, che però non sa di esserlo) e tutta una serie di volti noti in parti minori (come Sasano Takashi che è apparso in entrambi gli episodi di Thermae Romae, Ukaji Takashi, Komoto Masahiro - di lui non ho mai parlato, ma si è visto in parecchi film/dorama, da Shindo a 20th Century Boys, da GTO ad Angel's Egg, da Bijo ka Yajuu a Gokusen e Galileo. dirige la baracca Suzuki Masayuki che è stato anche regista di GTO.

domenica 10 agosto 2014

Tomie


questo film è il primo di una serie tratto dal manga omonimo, serie decisamente prolifica perchè conta 9 titoli, a partire dal 1999 fino al 2011; finora detiene il record di più lunga serie horror giapponese. di solito io gli horror non me li vado a cercare, però devo dire che apprezzo quelli giapponesi proprio perchè sono molto diversi dalle roba americane che si vedono di solito. difatti anche questo mi è piaciuto, anche se alla fine lascia un po' con un palmo di naso. del resto sarebbe assurdo cercare un senso in un genere che vuole solo spaventare e che quindi fa leva sulle emozioni e non certo sulla razionalità. quanto alla trama di questo film: Kawakami Tomie è un nome che ricorre fin dall'epoca Meiji ed è sempre collegata a un delitto; l'unico problema è che di questi delitti non si trova il cadavere, e la ragione è che il cadavere stesso si rigenera e rinasce; se per caso viene smembrato, da ogni pezzo nasce un nuovo corpo. peggio di una pianta infestante, insomma! Tomie naturalmente è pure cattiva; bellissima, questo è vero, al punto che con facilità fa innamorare di sè ogni uomo e, altrettanto facilmente, semina zizzania. cioè, altro che zizzania. in realtà a ogni giro viene ammazzata proprio perchè scatena rabbia e disperazione, però poi rinasce e si comincia da capo. che incubo, eh? in questo primo film la protagonista è la ventenne Tsukiko (interpretata da Nakamura Mami) che frequenta lo studio di una psicologa in quanto non riesce a dormire; la psicologa tenta di curarla con l'ipnosi, durante la quale Tsukiko pronuncia il nome di Tomie e di Tanabe, il suo ex-ragazzo ai tempi delle superiori. da sveglia però Tsukiko non ha il minimo ricordo di loro nè di un evento traumatico di cui sa solo che è accaduto. Tomie (Kanno Miho) intanto vive a sua insaputa nell'appartamento sotto il suo; portata in forma di sola testa da un altro suo ex-compagno di scuola fuggito da una clinica psichiatrica, lentamente cresce fino ad assumere un corpo adulto e torna in giro a fare danni, facendosi assumere come cameriera nel ristorante dove lavora Saiga, il ragazzo di Tsukiko. nel frattempo un detective si presenta dalla psicologa di Tsukiko e le chiede della ragazza, raccontandole di stare investigando sugli omicidi di due diverse Tomie, avvenuti a un anno di distanza l'uno dall'altro. ci state capendo qualcosa? tranquilli, tanto è enigmatico anche il finale! il regista e sceneggiatore di questo film, Oikawa Ataru, ha diretto anche altri titoli della serie, che però non so se mi metterò a cercare per vedere per intero. diciamo che a me una Tomie basta e avanza XD

giovedì 7 agosto 2014

Shiritsu Bakaleya Koukou


a volte mi rendo conto che guardo cose che voi umani... vabbè, lasciamo perdere! parliamo di questo dorama che non so perchè ho guardato, ma che alla fine non è nemmeno che mi sia dispiaciuto al punto da aver rimpianto il tempo che ci ho perso. la trama prende l'avvio da un pretesto piuttosto improbabile, ovvero la fusione di una scuola di attaccabrighe seriali con quella di ragazzine ricche e leziose al punto da salutare con un inchino. naturalmente l'idea della convivenza crea un certo sconcerto in entrambi i gruppi e una discreta dosa di risentimento da parte dei ragazzi perchè la loro scuola, essendo quella accorpata, prende il nome di quella delle ragazze e per loro è come perdere la loro identità. alla prova dei fatti però le cose vanno meglio del previsto, soprattutto per merito della presidentessa del consiglio studentesco che è animata da un forte spirito di giustizia e che non è vittima dei pregiudizi, arrivando a comprendere i punti in comune coi suoi turbolenti compagni. ci scappa anche, come da copione, la love story, benchè ancora in fieri. il dorama (e il successivo lungometraggio) è un concentrato di idol perchè schiera alcune appartenenti alle AKB48 tra le ragazze e le nuove leve dell'agenzia Johnny's tra i ragazzi. molti di loro sono esordienti o quasi-esordienti davanti alla macchina da presa e, considerato ciò, va detto che se la sono cavata più che dignitosamente.



Oba Mina (a sinistra) e Shimazaki Haruka (a destra) delle AKB48 sono rispettivamente Saya e Fumie, vice-presidentessa e presidentessa del consiglio studentesco. amiche fin dall'infanzia, sono un raro esempio di personaggi femminili kawaii dotati anche di buon senso XD



il capo dei ragazzi, Tatsuya, è interpretato da Morimoto Shintaro, appena quindicenne al momento delle riprese. Tatsuya ragiona più con i pugni che con il cervello, però è generoso e di buon cuore, perciò finisce per fare innamorare di sè Fumie. a proposito: mi piacerebbe sapere se veramente in Giappone gli adolescenti maschi non fanno altro che riunirsi in bande e picchiarsi furiosamente...



Matsumura Hokuto è Tetsuya, suo migliore amico e compare, nonchè elemento in un certo senso estraneo alla fauna maschile, anche se perfettamente amalgamato. egli infatti ha frequentato con ottimi risultati una scuola d'elite, fino a quando drammatiche circostanze nella sua famiglia lo hanno costretto a trasferirsi. è il più maturo e riflessivo di tutti e s'innamora di Fumie, spezzando il cuore di Saya che, a sua volta, si è innamorata di lui.



nel gruppo dei ragazzi l'unica faccia nota per me è quella di Takaki Yuya (in basso a sinistra nella foto qui in alto) che avevo già visto in Gokusen. ho riconosciuto anche Kamikawa Takaya, che qui fa il direttore della scuola, già medico scolastico in Hana Kimi e Uchi Hiroki (il fratello di Tatsuya) che avevo visto in Yamato Nadeshiko Shichi Henge. nel lungometraggio, avvistato Tamamori Yuta di Ikemen desu neinsomma, anche se non faccio parte del target di riferimento di questa produzione, non posso dire di non avere apprezzato; come passatempo estivo ci sta!

domenica 3 agosto 2014

hiiro no kakera


l'adolescente Tamaki va a vivere con la nonna mentre i genitori sono via per un viaggio di lavoro. quello che non sa è che la sua permanenza ha uno scopo ben preciso: la nonna infatti l'informa del fatto che lei è la reincarnazione della principessa Tamayori e che deve assicurare che il potere della spada Onikirimaru resti sigillato perchè, se si liberasse e venisse usato a scopi malvagi, potrebbe portare alla distruzione del mondo. ad aiutarla e proteggerla ci sono cinque giovani, a loro volta reincarnazioni di antichi eroi. Tamaki, piuttosto perplessa, accetta comunque la situazione e si trova fin da subito ad affrontare una serie di attacchi perchè il misterioso gruppo Logos vuole mettere le mani sulla spada e ruba i cinque oggetti magici che la tenevano sigillata. il problema però è che Tamaki non riesce a risvegliare in pieno il proprio potere, e finchè non lo fa, nemmeno i poteri dei suoi custodi funzionano al massimo.

i custodi in versione potenziata; da sinistra a destra:
Yuuichi, Mahiro, Takuma, Shinji, Ryo e Suguru

quanto ai custodi, anche tra di loro non tutto fila liscio in quanto si scopre che il più giovane è un traditore, sebbene convinto di agire per il meglio, e anche il più anziano passa dalla parte dei Logos, ma la sua è in realtà una messa in scena per riuscire a riprendersi gli oggetti rubati. entrano in campo anche altri personaggi equivoci, mentre la cara nonnina si comporta da fetente e arriva al punto da ingannare Tamaki per convincerla a lasciarsi sacrificare.

Takuma e Tamaki

non mancano i risvolti romantici, in quanto Tamaki s'innamora di Takuma che, tra i custodi, è quello più problematico poichè dovrebbe essere la reincarnazione di un oni. se l'oni prendesse il sopravvento sarebbe un pericolo per tutti, tuttavia Tamaki sembra essere in grado di riportarlo alla ragione.

la volpe magica O-chan che accompagna Tamaki

questo anime deriva a una visual novel; ho iniziato a guardarlo con una certa curiosità perchè le recensioni oscillavano dal 10 al 3. io credo che la verità stia intorno al 7 e 1/2, ovvero: dal punto di vista della grafica e dell'animazione, si tratta di un prodotto molto ben realizzato. la trama è coinvolgente quanto basta, anche se piuttosto prevedibile, ed è questo probabilmente il punto debole. i personaggi in compenso sono ben caratterizzati e non condivido il giudizio di chi ha bollato Tamaki come inutile. ritengo infatti che la sua inutilità (cioè l'incapacità di acquisire in pieno i poteri della principessa Tamayori con tutte le conseguenze che questo comporta) sia funzionale alla storia e alla crescita del personaggio stesso. ho invece trovato stucchevoli i finalini ammiccanti in puro fan service alla fine di ogni episodio. quanto al doppiaggio, ho trovato molto azzeccata la scelta di Sugita Tomokazu per il ruolo di Takuma; la voce calma e suadente di Suguru è quella di Hirakawa Daisuke, quella dell'enigmatica Vier è invece di Ohara Sayaka.


il veterano Okano Kousuke interpreta l'irruente Mahiro; già incrociato nel ruolo di Yoshikawa in GTO, oltre che in parti minori di Fullmetal Alchemist e Bleach.


anche la voce di Yuuchi è nota, in quanto Namikawa Daisuke è stato Tanaka Yukio in Beck, Leonardo Testarossa in Full Metal Panic The Second Raid e nientepopodimeno che Ulquiorra in Bleach, oltre ad altre apparizioni in Fullmetal Alchemist Brotherhood, Kimi ni todoke, Tutor Hitman Reborn, Danshi koukousei no nichijo, ecc.


giovedì 31 luglio 2014

hentai kamen


restiamo nel campo del demenziale con un film decisamente molto particolare e consigliato solo a chi non si scandalizza di niente. Hentai Kamen è la storia di un supereroe desnudo che indossa un paio di mutandine femminili sulla faccia. nella vita di tutti i giorni, nessuno sospetterebbe mai che a (s)vestire quei panni sia il timido liceale Kyosuke, il quale, del resto, è figli di due genitori abbastanza anomali: un integerrimo poliziotto apparentemente impermeabile al fascino femminile e una dominatrice specializzata nell'uso della frusta. tutto cambia per Kyosuke quando si trasferisce nella sua classe una nuova compagna, Aiko, che lo fa subito innamorare.

la dolce Aiko è interpretata da Shimizu Fumika

Aiko però viene presa in ostaggio da tre rapinatori e Kyosuke, disperato di fronte all'inattività della polizia, si introduce nell'edificio dove questi sono asserragliati, deciso a fare qualcosa. ma cosa, inetto com'è? la fortuna lo assiste quando, sorpreso da uno dei malviventi, reagisce prontamente con una delle mosse che ha imparato al club di kenpo e lo mette KO. pensa poi di indossarne i vestiti e la maschera per farsi passare per lui e potersi così avvicinare ai complici, ma nella fretta invece della maschera, si mette in faccia un paio di mutandine e... miracolo! una forza sovrumana lo pervade, insieme all'impulso di spogliarsi. i geni da pervertito ereditati dalla madre si sono risvegliati.

la prima apparizione di Hentai Kamen

risolta felicemente la situazione, il ragazzo prosegue la sua opera di difensore degli oppressi, mentre l'opinione pubblica è insieme conquistata dalle gesta di Hentai Kamen e schifata dal suo aspetto da pervertito. Aiko, dopo un lungo dibattito interiore, finisce per capire che si è innamorata del giustiziere smutandato.

Aiko e Kyosuke (Suzuki Ryohei) minacciati dai cattivi

gli eventi però precipitano; a scuola si presenta un gruppo di nuovi studenti, in realtà malavitosi travestiti, che intendono trovare un tesoro nascosto nell'edificio e vogliono sbarazzarsi di tutti gli studenti per avere campo libero. Hentai Kamen interviene e li caccia, ma il loro capo gli sguinzaglia dietro una serie di sicari, tutti destinati a fallire nel loro tentativo di farlo fuori, a parte l'ultimo che, facendosi passare per un professore, ipnotizza Aiko e si rivela pervertito fino al midollo, ben più di Hentai Kamen. riuscirà il nostro eroe a fare trionfare la giustizia?

con le palle strizzate, i poteri di Hentai Kamen aumentano

vedendo questo film, non ho potuto evitare un paio di considerazioni. la prima è che solo una mente giapponese poteva concepire un supereroe di questo genere che acquisisce i propri poteri mettendosi in faccia un paio di mutandine, rigorosamente usate. la seconda è che gli attori giapponesi e per esteso i giapponesi stessi, hanno evidentemente un atteggiamento di apertura e accettazione verso il bizzarro che manca dalle nostre parti. questo lo dico perchè a interpretare il ruolo di Kyosuke/Hentai Kamen è un attore normalissimo che ruoli normalissimi ha fatto prima e dopo, quindi non un pornoattore oppure qualche sfigato disposto a tutto per un po' di notorietà. inoltre questo film, che è tratto da un manga, ha avuto un inaspettato successo al botteghino arrivando perfino a vincere un paio di premi, benchè inizialmente si fosse pensato di destinarlo al solo mercato home video. nel cast appaiono anche, in dei camei, Tsukamoto Takashi e Okada Yoshinori, mentre il capo dei cattivi è interpretato da Muro Tsuyoshi (apparso in A Story of Yonosuke), il falso professore/vero pervertito da Yasuda Ken (Hotaru no Hikari e un paio di ruoli come seiyuu per lo Studio Ghibli) e la madre di Kyosuke da Katase Nana (Ikemen desune, 20th Century Boys). complimenti a Suzuki Ryohei per aver accettato questa parte e per averci mostrato generosamente le sue chiappe ^__^

domenica 27 luglio 2014

bokusatsu tenshi dokuro-chan


chissà perchè in estate sono più portata al demenziale! sarà colpa dell'effetto del caldo sul mio cervello... qualunque sia il motivo, non vedo perchè privarmi di qualche fragorosa risata! sì, perchè per godersi certi spettacoli non bisogna certo partire prevenuti, quindi vade retro benpensanti e maestrini. Dokuro-chan, la pucciosissina ragazzina dell'immagine qui sopra, è in realtà un angelo arrivato dal futuro per evitare che il diciassettenne Sakura (immagine sottostante) proprio in futuro inventi un sistema per prevenire l'invecchiamento che, di fatto, trasformerà il Giappone nel paradiso dei pedofili perchè le donne, a prescindere dalla loro vera età, dimostreranno tutte dodici anni. in realtà in futuro si è deciso di eliminare fisicamente Sakura, motivo per cui un altro angelo, Sabato, viene inviata ufficialmente indietro nel tempo. 


Dokuro-chan quindi, oltre a proseguire a oltranza la sua opera di perenne distrazione di Sakura (lei spera di rincoglionirlo impedendogli di dormire e di fare crollare la sua media scolastica distraendolo dallo studio, in modo che in seguito non sia in grado di inventare nulla, e ricorre a questi sistemi perchè non vuole che venga ucciso), s'impegna anche a difenderlo dagli attacchi di Sabato. tuttavia Dokuro è provvista di un'arma letale, una clava chiodata chiamata Excalibolg, che usa spesso e volentieri per uccidere il povero Sakura, in preda ad improvvisi accessi di rabbia, ma poichè è dotata dei poteri soprannaturali di un angelo, ogni volta lo resuscita recitando la formula pipiru piru piru pipiru pi.

Dokuro ha appena finito di spiaccicare Sakura

ora, è inutile (credo) puntualizzare che questo non è un anime per bambini, unendo scene splatter a esibizione di cosce e tette; non mancano moltissime citazioni di altri anime/manga o film, e non solo (vedi Excalibolg che chiaramente prende parte del nome da Excalibur). a guardarlo con la stessa ironia con cui è stato prodotto, è certamente un anime esilarante; molto carine anche le canzoni usate come sigle, soprattutto l'opening che riprendere il pipiru ecc.

giovedì 24 luglio 2014

portrait of a beauty - miindo


un film che comincia con il suicidio di un bambino non è che ci si possa aspettare che vada a finire granchè bene... la triste storia, tratta da un libro a sua volta liberamente ispirato alla figura di un misterioso pittore realmente esistito (se ne conoscono le opere, ma non la vita) è incentrata sul solito problema di una donna che vuole fare un mestiere consentito solo agli uomini. in questo caso Yun-jeong, che ha un grande talento come pittrice, dopo aver involontariamente causato la morte del fratellino, si ritrova come allieva en travesti di un famoso pittore di corte. 

Kim Gyu-ri interpreta Yun-jeong

bersaglio dell'invidia degli altri allievi, Yun-jeong conosce un giovane fabbricante di specchi, Kang-mu, che per sdebitarsi dopo che la giovane gli salva il culo, si offre come guida per la vita vera, in quanto il re ha assegnato questo come soggetto di una serie di pitture. Yun-jeong prende la cosa anche troppo seriamente, nel senso che nella vita vera ci si butta a capofitto e s'innamora pure, ricambiata, di Kang-mu. 

Kim Nam-gil (già protagonista di No regret) è Kang-mu

vivranno felici e contenti? naturalmente no, anche perchè il maestro della giovane, che non si capisce bene se sa fin dall'inizio di avere un'allieva e non un allievo, o se lo capisce strada facendo, se ne innamora a sua volta e non ha molta voglia di lasciarla a Kang-mu.

Kim Young-ho fa di nuovo il mentore seduttore
(era il professore di Perfect partner)

il film mi è piaciuto e vi risparmio le solite considerazioni su quanto siano impeccabili le produzioni coreane e di quanto mi piacciano i film in costume. non conosco le opere del pittore che ha ispirato il tutto, ma immagino che non fossero esattamente caste, il che spiegherebbe perchè non mancano scene di nudo e di sesso.

l'eterno triangolo


domenica 20 luglio 2014

Stand up!


nei meandri del mio hard disk riesco ancora a trovare delle cose che non ho ancora visto, tipo questo dorama stagionato (del 2003) che certamente a suo tempo deve aver suscitato la mia attenzione per via del cast. la trama non ha troppe pretese e lo stile è inizialmente quello del comico-demenziale, salvo poi virare verso argomenti più seri, ma senza perdere la verve. i quattro protagonisti sono dei diciassettenni amici d'infanzia che vivono la loro verginità come un peso del quale liberarsi al più presto, soprattutto perchè tutti i loro coetanei si sono già tolti il pensiero e non manca chi li sfotte pesantemente. mentre sono intenti a ciò, arriva in visita una loro vecchia amica della quale, a sei anni, erano tutti innamorati, se non che la bambina carinissima che ricordavano si è trasformata in un'adolescente un po' goffa e con la faccia buffa di Suzuki Anne (Hana to Arisu). 


Chie, la ragazzina, si piazza a casa di Shou-chan (Ninomiya Kazunari degli Arashi), quello dei quattro al quale era più legata in passato, con la scusa che i genitori sono all'estero per un viaggio. non passa molto tempo che s'innamora di Shou-chan, il quale però non ha occhi che per la propria insegnante d'inglese (Shaku Yumiko, vista in Team Batista). intanto Udayan (Narimiya Hiroki), stanco di essere tiranneggiato dalle virago della scuola e di prendersi dei due di picche, per reazione decide di difendere la propria verginità e coinvolge gli amici, volenti o nolenti, in un club a difesa della purezza. 

Kou-kun, Udayan, Kenken e Shou-chan

per esempio Kenken (Yamashita Tomohisa) avrebbe la strada spianata dalla madre compiacente e padrona di un love hotel, ma la sua fidanzatina rifiuta ogni approccio fino all'esame di ammissione all'università. d'altro canto Kou-kun (Oguri Shun) per quanto figo quando gioca a calcio, per quanto è imbranato con le ragazze. insomma, la situazione si presta a tutta una serie di gag, anche perchè i genitori dei ragazzi sono molto severi e appena hanno sentore di sesso, si intromettono a rompere le uova nel paniere ai figli. intanto le cose si complicano ulteriormente quando sia Kenken (nel frattempo lasciato dalla fidanzatina) e Shou-chan s'innamorano di Chie, e Chie stessa si scopre avere una dolorosa esperienza alle spalle. 

i due rivali in amore

insomma, senza voler gridare al capolavoro, è indubbio che questo dorama è stato un passatempo divertente. stranamente, non mi era mai capitato di veder recitare Ninomiya Kasunari, ennesimo esempio di talento che si divide fra i palcoscenici dei concerti e i ciak dei registi. quando ai comprimari, ho riconosciuto Gekidan Hitori nel gestore del bar ritrovo dei ragazzi, Tsukamoto Takashi in un loro coetaneo sciupafemmine, Mizukawa Asami nella seduttrice di Kou-kun e Kaku Tomohiro nel persecutore di Chie. ultima nota: sono rimasta basita dal fatto che Oguri Shun abbia mostrato le chiappe e che ci siano stati anche due nudi femminili; considerando che di solito nei dorama sembra già spinto un bacio, è da non credere!!

il tuffo nudo di Oguri Shun


giovedì 17 luglio 2014

Free!


è da un po' che latito, anche se avrei avuto alcune recensioni da scrivere. sorvoliamo sui motivi di questo silenzio, che non dipendeva unicamente dalla pigrizia, e vediamo di rimetterci al lavoro!
Free! è un anime che volevo vedere da tempo; dapprima non riuscivo a trovarlo e, quando ci sono riuscita, ho preferito lasciare decantare il tutto per qualche tempo, sempre per il mio timore di venire delusa dalle cose di cui tutti parlano entusiasticamente. a dire la verità, avevo anche avuto l'impressione, dalle immagini viste in giro, che si trattasse di puro fanservice senza molto costrutto alla base, invece ho avuto modo di ricredermi: i protagonisti non sono soltanto degli aitanti giovanotti in costume da bagno, ma ciascuno ha il suo carattere ben definito e la sua storia. mentre sto scrivendo, in Giappone sta andando in onda la seconda serie, segno evidente del successo ottenuto anche in madrepatria.


tratto da una light novel, quest'anime vede come protagonisti quattro amici di vecchia data, accomunati dal fatto di avere un nome femminile. se però Haruka, Makoto e Nagisa sono rimasti in contatto, Rin non li ha più visti da quando è partito per l'Australia. fra Haruka e Rin è successo qualcosa che ha compromesso i loro rapporti, anche se poi si scopre che l'astio di Rin era provocato da altri fattori. resta il fatto che quando si rivedono a tre anni di distanza, Rin è rabbioso e ostile. gli altri tre intanto decidono di fondare un club di nuoto e si trovano davanti il solito problema di reclutare il quarto membro del quale non si può fare a meno. dopo lunga opera di convincimento, lo trovano in Rei, che però non sa nuotare. insomma, le cose procedono con i soliti alti e bassi fino all'inevitabile chiarimento e riavvicinamento finale tra Rin e gli altri.

c'è pure chi ci ha fatto un cosplay!
(foto trovata su QUESTO BLOG)

insomma, non posso che concludere che a me quest'anime è piaciuto. dei ragazzi sicuramente il più interessante è il silenzioso ed enigmatico Haruka, ma mi hanno divertito anche i personaggi di contorno, per esempio l'insegnante ex-pin up (doppiata da Satsuki Yukino). penso proprio che, appena possibile, mi vedrò anche la seconda serie.


riguardo al doppiaggio, segnalo Hirakawa Daisuke che qui interpreta Rei e che avevo già incrociato nel ruolo di Irie Naoki in Itazura na Kiss


Miyano Mamoru invece è la voce di Rin. strano che non mi fosse ancora capitato di parlare di lui, visto che ha un discreto curriculum. per esempio è stato Light Yagami in Death Note, ruolo che gli ha pure fruttato un premio (ma ne ha vinti altri), Kanda Eiji in Antique e Lin Yao in Fullmetal Alchemist Brotherhood. oltre ad aver recitato anche in carne ed ossa (è apparso in Prince of Tennis), porta avanti la carriera di cantante.


giovedì 29 maggio 2014

il giardino delle parole - koto no ha no niwa


Takao ha quindici anni e sogna di fabbricare scarpe (che a dire che vuole fare il calzolaio, pare una di quelle cose da piccola fiammiferaia, del tutto avulsa dalla realtà dei giovani italiani, malgrado ciò che pensa il bravo regista e autore Shinkai Makoto XD); siccome ama la pioggia, ha questo vezzo di saltare la prima ora di lezione e recarsi al parco ogni volta che piove, e poichè la storia comincia durante la stagione della pioggia, le occasioni non gli mancano. 


un giorno gli capita di incontrare una giovane donna intenta a bere birra e mangiare cioccolata; Takao ne rimane immediatamente affascinato e di lì a innamorarsene il passo è breve, anche perchè la donna lo tratta con simpatia e confidenza. di lei però non si sa nulla, e quando infine si scopre, non è una bella sorpresa: non solo ha ben dodici anni più di lui, ma fa anche l'insegnante nella sua stessa scuola e si trova a sua volta a bigiare il lavoro a causa di un problema sorto proprio a scuola.


che carino questo film!  delicato, emozionante, molto giapponese... e piuttosto breve, difatti per evitare la sommossa popolare, visto il costo del biglietto, oltre alla presentazione iniziale del regista, ci hanno anche propinato quelli che presumo fossero i contenuti speciali del DVD, nonchè la visione di un altro lavoro di Shinkai, un cortometraggio delizioso intitolato Dareka no manazashi. la canzone finale, Rain,  è il remake di una brano molto amato da Shinkai ed eseguito per l'occasione dal bravo Hata Motohiro. quanto ai doppiatori originali, la cui voce ahimè non ho potuto udire, sono Irino Miyu (Takao) e Hanasawa Kana (la donna). da un punto di vista tecnico, questo anime è semplicemente sublime: per esempio, i vari effetti dell'acqua che piove sono talmente realistici che pare di vedere un film dal vivo.

domenica 25 maggio 2014

tsuki no koibito


siccome volevo approfondire la conoscenza di Kimura Takuya, ho finito per scegliere di guardare questo dorama perchè mi ispirava il titolo, anche se mi aspettavo tutta un'altra cosa. in realtà si tratta della storia di un uomo che si è fatto da sè: Hazuki Rensuke (Kimura Takuya) da giovane idealista si è trasformato in un manager freddo al limite del disumano, disposto a calpestare i diritti dei lavoratori pur di avvantaggiare economicamente la propria ditta di mobili di design. proprio in questo contesto facciamo la sua conoscenza, mentre si trova in Cina per acquisire una fabbrica e fa false promesse agli operai. tra questi ci sono la bellissima Shumei (Chiling Lin, che recitava anche in La battaglia dei Tre Regni) e il suo amico (di cui ora mi sfugge il nome, ma che è interpretato da Abe Tsuyoshi). Hazuki ha l'idea di reclutare come testimonial  della ditta Shumei perchè pensa che in questo modo possa placare l'animo dei colleghi. Shumei però s'innamora di lui e pure lui la ricambia, ignaro dei sentimenti che prova da sempre per lui la collega Ninomiya (Shinohara Ryoko) e insofferente delle attenzioni della fidanzata ufficiale Miho (Kitagawa Keiko). mentre procede come un TIR per la sua strada, non si rende nemmeno conto che il suo braccio destro Kazami (Matsuda Shota) sta cercando di fargli le scarpe e ci riesce pure, quindi ad un certo punto si ritrova senza lavoro e senza una donna. uhm... che dire? forse questa storia funziona più come dramma personale di ascesa e caduta di un uomo di successo che come storia d'amore. non mi ha entusiasmato, ma non mi ha nemmeno fatto schifo. Kimura ha fatto il pezzo di ghiaccio per tutto il tempo e direi che gli è riuscito bene, ma a me il personaggio che è piaciuto di più è stato quello di Ninomiya. nel cast figurano anche Watanabe Ikkei e Takenaka Naoto (esiste un dorama/film in cui costrui non è apparso? XD)

giovedì 22 maggio 2014

Amalfi: Rewards of the Goddess


era da parecchio che volevo vedere questo film perchè mi incuriosiva il fatto che fosse stato girato interamente in Italia e perchè sapevo che in Giappone aveva goduto di una certa popolarità. finalmente ci sono riuscita e non ne sono stata affatto delusa. si tratta di un thriller, se proprio vogliamo dargli una definizione. Kuroda (Oda Yiji) un diplomatico appena assegnato all'ambasciata del Giappone a Roma, che in realtà si occupa di anti-terrorismo, si lascia coinvolgere nel rapimento della figlioletta di Yakami Saeko (Amami Yuki), una turista. inizialmente Kuroda collabora con la polizia italiana (a fare il commissario c'è Rocco Papaleo), ma in realtà tiene il piede su due staffe e finisce per agire di testa propria, mentre Saeko è sempre più preoccupata. salta però fuori che quello che da principio sembra un semplice rapimento a fini di riscatto nasconde motivazioni diverse; Kuroda infatti scopre che Fuji (Sato Koichi), un amico di Saeko, ha un passato tormentato alle spalle e finisce per concludere che il vero bersaglio dell'operazione è in realtà il ministro dell'economia giapponese che in quei giorni è a Roma per il summit del G8. nel cast appaiono alcuni volti noti, per esempio Toda Erika è una giovane impiegata dell'ambasciata che si fa invischiare da Kurada, e tra gli altri impiegati ci sono anche Ito Atsushi e Otsuka Nene, inoltre il solito Fukuyama Masaharu fa un paio di camei. a dirigere è il regista Nishitani Hiroshi, autore o co-autore di alcuni dorama che ho visto: la prima serie di Galileo, Tsuki no Koibito e Beauty or Beast.

martedì 20 maggio 2014

Thermae Romae II


squadra che vince non si cambia, per cui tornano regista e cast del primo episodio per questo secondo film dedicato alle peripezie dell'architetto dell'antica Roma Lucius (Abe Hiroshi), che anche a questo giro non ci risparmia la vista delle sue chiappe nude mentre viaggia nel Giappone contemporaneo. non c'è molto altro da aggiungere in effetti perchè questo sequel è la copia perfetta del primo film, con la differenza che sappiamo già che cosa aspettarci e quindi la sorpresa è leggermente smorzata. ovviamente però, se il primo film ci è piaciuto, non può non piacerci anche questo che gioca sulle stesse gag. operazione puramente commerciale, dunque? può darsi, ma quando la qualità è questa, ben vengano le produzioni commerciali!

Lucius e i lottatori di sumo


lunedì 19 maggio 2014

shift


presentato come uno dei fiori all'occhiello del festival, l'opera prima di questa regista poco più che trentenne a me sinceramente non ha entusiasmato. certo, si tratta di uno spaccato ben riuscito su una generazione che evidentemente patisce gli stessi problemi e le stesse incertezze in tutto il mondo, difatti la si potrebbe ambientare in un altro paese e le cose non cambierebbero. i protagonisti sono giovani laureati costretti al call center, con tanti sogni e poche speranze di realizzarli. Estela, demotivata e priva di interesse per il proprio lavoro, viene affiancata dal collega Trevor, che oltre ad essere un bravo lavoratore è anche di carattere allegro, nella speranza che le sia di stimolo. i due diventano presto ottimi amici, fino a quando Estela non si rende conto di essersi innamorata; peccato che Trevor sia gay e quindi non possa che restare un amico. un applauso per le macchine fotografiche analogiche presenti in questa pellicola e anche per il buon lavoro di attori e regista, benchè alla fin fine, come dicevo, la vicenda non mi ha detto molto.