giovedì 16 maggio 2013

a story of Yonosuke - Yokomichi Yonosuke


ultimo film visto a Udine e uno dei migliori. malgrado la ragguardevole durata, è corso via leggero e piacevole, tra scene buffe e un finale molto commovente. il Yonosuke del titolo, interpretato magistralmente da Kora Kengo, è un diciottenne ingenuo e imbranato che giunge a Tokyo per frequentare l'università agli inizi degli anni Ottanta. 


con il suo sguardo limpido e il suo approccio ottimistico alla vita, conquista facilmente l'affetto di chi gli sta accanto. dapprima fa amicizia con Ippei (Ikematsu Sosuke) e Yui (Asakura Aki, vista in Keitai Kareshi), i quali si sposano prima di aver terminato gli studi perchè lei resta incinta. poi conosce il dandy Kato (Ayano Go) e, grazie a lui, quella che diventerà la sua ragazza, ovvero l'allegra Shoko (Yoshitaka Yuriko); conosce anche la escort Chiharu (Ito Ayumi). 

Yonosuke e Shoko si godono un momento romantico
sulla spiaggia di notte prima di essere interrotti
dallo sbarco di un gruppo di boat people.

ma perchè a un certo punto della storia spuntano fuori le versioni più mature di Ippei e Yui che si mettono a parlare di Yonosuke come se non lo vedessero da un sacco di tempo? la cosa viene ripetuta anche con gli altri suoi amici, fino a che non ne diventa chiaro il motivo (che non voglio rivelare). resta il fatto che tutti parlano di Yonosuke con affetto e molte risate, pensando a lui come a un buon amico che li contagiava con il suo cuore allegro. davvero un bellissimo film che avrei già voglia di rivedere! a dirigerlo è Okita Shuichi; in ruoli minori ho riconosciuto Yo Kimiko (la madre di Yonosuke) ed Eguchi Noriko (la sua vicina di casa). il film è tratto da un libro di Yoshida Shuichi, autore da noi sconosciuto ma pluripremiato in patria.

mercoledì 15 maggio 2013

mariposa in the cage of the night - Mariposa sa Hawla ng Gabi


nella mia personale classifica dei diciassette film visti a Udine, questo è quello che mi è piaciuto di meno. ci tengo a precisare che la ragione è del tutto soggettiva e motivata dal fatto che non amo il genere gore. il regista, tale Richard Somes, è infatti considerato un maestro del genere e viene apprezzato da un discreto numero di persone. la protagonista della storia è la giovane ma cazzuta Maya (Erich Gonzalez) che parte per Manila decisa a scoprire che cosa è successo alla sorella dopo che ha ricevuto una lettera da parte di una sua amica. la sorella è morta, ed è un gran brutto cadavere. Maya vuole quindi sapere la verità e, prima con l'aiuto della donna che le ha scritto, poi dell'ex-ragazzo della sorella, si addentra in un mondo sempre più squallido, sporco e pieno di psicopatici senza scrupoli. insomma, se vi piacciono gli intestini a vista a prescindere dalla trama, il film è adatto a voi. non nego che non vi sia comunque una certa logica nella trama e perfino un finale non tanto sconclusionato come temevo, ma preferisco un altro genere di film.

la bella e brava Erich Gonzales

come già accennato qualche giorno fa, nel cast figura anche John Sweet Lapus che recita travestito da donna.

martedì 14 maggio 2013

rurouni kenshin


ammetto subito la mia lacuna: non ho letto il manga dal quale è tratto questo live action e quindi non sono in grado di dire se lo spirito del lavoro originale è stato rispettato e se i personaggi in carne ed ossa deludono o no rispetto a quelli di china. ciò che posso dire è che ho trovato questo film ben fatto sotto tutti i punti di vista e che fortunatamente la trama è costruita in maniera tale che non ho rimpianto di non conoscere il manga perchè mi è sembrato di comprendere tutto; del resto sono stati inseriti alcuni flashback per spiegare il passato del protagonista.

Sato Takeru nei panni di Hitokiri Battōsai/Himura Kenshin

il film comincia nel 1868, sul campo dell'ultima battaglia che segna la fine delle lotte intestine tra i sostenitori dell'imperatore e quelli dello shogun Tokugawa. quando è chiara la vittoria delle forze imperiali, l'imbattibile e leggendario spadaccino Battosai lascia il campo di battaglia dopo aver abbandonato la sua spada e giura a se stesso che non ucciderà mai più nessuno. passano dieci anni, durante il quale Battosai, che ha preso il nome di  Himura Kenshin, ha continuato a vagare difendendo i deboli, ma per farlo ha sempre usato una spada modificata, priva del taglio, in modo da non provocare ferimenti mortali. Kenshin arriva a Tokyo, dove da qualche tempo il ricco Kanryu (Kagawa Teruyuki) ha avviato un proficuo commercio di oppio e mira a diventare il padrone del Giappone intero. uno dei suoi tirapiedi, Udo Jin-e (Kikkawa Koji), reduce della stessa battaglia di cui sopra, ha raccolto la spada abbandonata da Battosai/Kenshin e, facendosi passare per lui, va in giro a giustiziare la gente in base a criteri del tutto personali. a investigare su di lui e su Kanryu c'è un altro reduce, Saito (Eguchi Yosuke, visto in Suwarouteiru), che all'epoca combatteva sull'opposto versante e che adesso è un poliziotto. 

Takei Emi

Kenshin incontra la giovane Kaoru (Takei Emi), che ha ereditato il doujou del padre e che è molto irritata dal fatto che il falso Battosai dichiari di fare parte della stessa scuola; questo ha causato la perdita di tutti gli iscritti, e rimane solo un ragazzino, Yahiko (Tanaka Takedo). il doujou fra l'altro fa gola proprio a Kanryu che progetta di abbatterlo e costruire un attracco per le navi per smerciare meglio le sue porcherie. egli tuttavia ha appena subito una defezione: Megumi (Aoi Yuu), erede di una famiglia di medici caduti in disgrazia e artefice della formula che rende la dipendenza dall'oppio ancora più irresistibile, ha avuto un risveglio di coscienza ed è scappata. finisce che si rifugia anche lei presso il doujou, dove lo stesso Kenshin viene ospitato dopo aver salvato Kaoru da una banda di balordi. 

un uomo disposto a tutto: il cattivissimo Kanryu in azione!

ben presto Kanryu mostra tutta la sua bassezza avvelenando l'acqua dei pozzi per sbarazzarsi della gente del quartiere, e a quel punto Kenshin decide che non può più restare a guardare. trovando un inaspettato alleato nel guerriero di strada (come egli stesso si definisce) Sagara Sanosuke (Aoki Munetaka), decide di affrontare Kanryu. ma i guai non sono ancora finiti, perchè Jin-e rapisce Kaoru... 

Aoki Munetaka mi è capitato di vederlo in ruoli minori
nei film Time TravellerTada, kimi wo aishiteru

insomma, un film che fonde sia belle scene d'azione che qualche tocco romantico; decisamente fumettistico nella maniera in cui sono delineati i personaggi, che sono tutti o buonissimi o fetenti da fare schifo. qualche sfumatura è riservata giusto a Megumi, che si è pentita di aver collaborato con Kanryu, e a Gein (Ayano Go), uno dei tirapiedi di quest'ultimo, un ex-samurai che ha accettato di vendere i suoi servigi per non morire di fame. personaggio piuttosto misterioso, in quanto per quasi tutti il tempo indossa una maschera e che solo verso la fine rivela il volto rovinato da un'orribile cicatrice.

Ayano Go, col suo bel faccino, non meritava certo
di essere truccato così!

dirige il tutto Otomo Keishi, regista poco prolifico malgrado non sia certo un ragazzino di primo pelo.


lunedì 13 maggio 2013

the thieves - Dodukdeul


come recita un famoso detto, de gustibus non est disputandum. i miei gustibus, in questo caso, si differenziano da quelli del pubblico coreano accorso in massa a vedere questo film che in patria si è confermato come uno dei maggiori successi al botteghino. premetto che la trama mi ha fatto pensare a Ocean's Eleven; in realtà il punto in comune è solo il fatto di mettere insieme una gamma eterogenea di ladri e truffatori per fregare un singolo soggetto. questo è infatti il piano di Macao Park (Kim Yoon-seok), così soprannominato per via di un colpaccio eseguito a Macao appunto. Macao Park vive da tempo a Hong Kong e mette quindi insieme una squadra mista di cinesi e coreani. 

Jun Ji-Hyun

tra questi c'è la giovane ladra acrobata Yenicall (Jun Ji-Hyun, la sassy girl) e c'è pure Pepsee (Kim Hye-Soo, vista in A Good Day to Have an Affair), una sua ex che in passato aveva fregato e che dunque non è entusiasta di avere nel gruppo. dopo la fase organizzativa, quando finalmente ci si mette al lavoro, si scoprirà che quasi tutti hanno un secondo fine che manderà a gambe all'aria il piano originale. la storia procede piuttosto liscia, con scene di azione, la giusta dose di suspence, qualche risata e pure qualche nota romantica, per non dire delle ottime prove di tutti gli attori, ma quello che manca, a mio modesto parere, è la giusta dose di alchimia fra i protagonisti. per questo motivo lo considero un buon film d'azione, ma carente d'anima.

Kim Hye-Soo (Pepsee) e Lee Jung-Jae (Popie):
segnalo questo attore perchè mi è capitato di incrociarlo
in altri film di cui parlerò più avanti.

domenica 12 maggio 2013

Comrade Kim goes flying


penso di poter affermare senza tema di essere smentita che l'evento di questa edizione del Far East Film Festival è stato proprio questo film. perchè? perchè è nordcoreano! si tratta di una co-produzione con Belgio e Inghilterra e ci sono voluti sei anni per completarlo. la sera in cui è stato proiettato c'era moltissima aspettativa, anche perchè erano presenti, oltre a Nicholas Bonner che è il regista inglese, la produttrice nordcoreana Ryom Mi Hwa e la protagonista Han Jong Sim. entrambe le donne si sono presentate nel costume tradizionale e quindi erano un doppio spettacolo! Bonner ha spiegato che insieme all'altra regista, la belga Anja Daelemans, voleva inizialmente fare un documentario, ma poi è venuta l'idea di fare un film vero e proprio. vorrei sottolineare che questo film è stato proiettato sugli schermi nordcoreani e quindi non è una roba limitata ai mercato estero. proprio questo penso che spieghi la propaganda di cui gronda; immagino che per gli spettatori locali ciò sia perfettamente normale. a me ha fatto divertire e ha contribuito a dare al tutto un tocco ancora più fiabesco. anche in Corea del Nord infatti le persone sognano, e a volte hanno sogni folli. la compagna Kim del titolo (interpretata da Han Jong Sim che è realmente un'acrobata) sogna il trapezio, ma è nata e cresciuta in una città mineraria e quindi ha sempre lavorato sottoterra tra il carbone. 

Han Jong Sim

quando però parte per la capitale per un anno di lavoro volontario in un cantiere edile, ne approfitta per andare al circo ad ammirare il suo idolo, la trapezista Ri Su Hyon (Kim Un Yong), e proprio da lei viene incoraggiata ad allenarsi e a provare l'esame di ammissione alla scuola per acrobati. a stimolare la ragazza, oltre alla passione, c'è anche un forte desiderio di rivalsa nei confronti del partner di Ri Su Hyon, Pak Jang Phil (Pak Chung Guk), che si è preso gioco di lei. siccome in fondo questo film è davvero una favola, la nostra eroina riuscirà a volteggiare sotto il tendone come sognava.

Pak Chung Guk

una pellicola molto piacevole che è stata una vera sorpresa, nel senso che non avevo la minima idea di che cosa aspettarmi e di sicuro non mi aspettavo di divertirmi così! e il sorriso radioso della compagna Kim poi ha conquistato il cuore di tutti i presenti.

sabato 11 maggio 2013

I do bidoo bidoo


considerando che non sono una fan dei film musicali, a questo festival ho fatto il pieno per i prossimi anni! devo dire però che anche questa pellicola è stata molto divertente e quindi non mi ha pesato affatto vederla. presentata in sala dal regista Chris Martinez e dalla simpaticissima attrice Eugene Domingo, il film si avvale della colonna sonora degli Apo Hiking Society, ovvero di un gruppo di musicisti celeberrimo in patria che, a detta del regista, sono i Beatles delle Filippine. 

Eugene Domingo interpreta Rose,
la madre di Rock

le canzoni sono infatti tutte molto orecchiabili e si lasciano ascoltare gradevolmente, così come la trama, non certo impegnativa, scorre via liscia e fresca come una bibita ghiacciata. la storia è ispirata vagamente a Giulietta e Romeo; qui gli innamorati tormentati sono una coppia di diciottenni interpretati da Sam Concepcion (Rock) e Tippy Dos Santos (Tracy).  

i due protagonisti impegnati in uno dei molti duetti

tra i due c'è un abisso; mentre Rock proviene da una famiglia povera, con un padre musicista fallito (in vita sua ha scritto solo una canzone, benchè sia stata un grande successo) e una madre che provvede a mantenere tutti (ci sono anche due fratellini) grazie a un servizio di catering, Tracy appartiene a una famiglia super-ricca. quando Tracy resta incinta, i ragazzi decidono di sposarsi e devono quindi presentare le rispettive famiglie; purtroppo le cose non vanno affatto bene e il tutto finisce in un litigio generale che provoca anche l'allontanamento dei due giovani. in tutto questo ci stanno pure i tormenti dei rispettivi genitori e il nonno di Tracy, ex-militare agguerrito. una trama in fondo quasi inconsistente che però si salva non solo per i numeri musicali molto ben realizzati, ma anche per un tono generale da commedia che rende tutto spensierato. prima di concludere, vi invito a osservare quest'uomo:


si tratta di John Lapus, e la cosa buffa è che l'ho visto sia in questo film che nell'altro film filippino, Mariposa, ed entrambe le volte era en travesti. egli infatti è noto per il suo alter-ego chiamato Sweet; eccolo in tutto il suo splendore:



venerdì 10 maggio 2013

how to use guys with secret tips - Namja Sayongseolmyungseo


mi ritrovo spesso in lacrime quando guardo i film coreani, e pure questo non ha fatto eccezione; l'unica differenza è che, una volta tanto, le lacrime erano per il gran ridere! questo è stato certamente il film più divertente ed esilarante visto a Udine, presentato dal regista esordiente e non ancora trentenne Lee Won-suk che si è dimostrato a sua volta una sagoma. è finita che il film ha vinto il Gelso d'Oro, ovvero il premio che viene assegnato dal pubblico in sala, e anche se personalmente avrei premiato un altro titolo, non posso certo dire di essere stata nè meravigliata nè delusa da questa scelta.

Lee Won-suk con il Gelso d'Oro

la protagonista di questa commedia è Choi Bo-na (Lee Si-young), giovane e frustratissima aiuto-regista; le amiche l'invidiano perchè per lavoro interagisce con attori e attrici, ma in realtà la sua vita è miserabile. Bo-na infatti è talmente impegnata da non avere più un momento per sè, inoltre per quanto lavori duramente, i suoi meriti non vengono riconosciuti. insomma, dopo cinque anni che si sbatte, si rende conto che si sta sempre più abbruttendo senza ottenere risultati.

Bo-na in uno dei suoi peggiori momenti

anche l'attore Lee Seung-Jae (Oh Jung-se) ha iniziato la carriera cinque anni prima, ma, al contrario, si trova ad avere molto successo, e se in passato supplicava Bo-na per avere il suo supporto, adesso la snobba spietatamente.

Lee Seung-Jae affronta le fan

Bo-na tocca il fondo il giorno in cui viene dimenticata sulla spiaggia dopo essersi addormentata sfinita al termine delle riprese; mentre vaga pensando a come fare a rientrare a Seoul in piena notte, si imbatte in una bancherella di libri e videocassette gestita da uno strano personaggio, il Dr. Suwalski (Park Young-gyu). Bo-na, incuriosita, scopre che è tutto materiale di self-help e l'uomo la convince ad acquistare un corso di lezioni registrate che l'aiuteranno a barcamenarsi in un ambiente maschile e a farsi finalmente valere. lei non è molto convinta, ma comincia a guardare le lezioni e pure a metterle in pratica. e qui c'è una delle trovate registiche più brillanti, ovvero inserire continuamente dei siparietti in cui il Dr. Suwalski impartisce i suoi consigli, coadiuvato da una coppia di biondissimi polacchi.

 il Dr. Suwalski

Bo-na, grazie alle lezioni, riesce finalmente a darsi una mossa e conquista addirittura lo spocchioso Lee Seung-Jae che perde la testa (e anche le mutande) per lei. peccato però che un giorno gli capiti di buttare l'occhio dentro al videoregistratore di Bo-na e di scoprire di essere una cavia inconsapevole dei suoi esercizi di emancipazione.

i due protagonisti in ascensore

che dire? come già affermato, con questo film c'è da sganasciarsi dalle risate. la coppia dei protagonisti è molto affiatata e il tutto è diretto con una maestria sorprendente, considerando che si tratta di un'opera d'esordio. tra l'altro, a volte succede che certi film partono molto bene, però magari s'incartano nel finale; in questo invece non si smette mai di ridere fino alla parola fine, e dopo, se si è al Far East Film Festival, ci si spella le mani a furia di applaudire.


giovedì 9 maggio 2013

painted skin: the resurrection - hua pi 2


questo film è un sequel, ma per fortuna la trama è tale che, pur non avendo visto il primo, si comprende tutto alla perfezione. si tratta di un fantasy con splendidi effetti speciali, costumi e ambienti curatissimi, e una trama avvincente e ben costruita, benchè non si possa dire che vinca l'oscar dell'originalità. è certamente uno dei film che mi è piaciuto di più tra quelli che ho visto. la storia ha inizio quando un demone-volpe (Zhou Xun) viene liberato dai ghiacci nei quali è imprigionata da un demone-uccello (Yang Mi). il demone-volpe, che ha le parvenze di una donna bellissima e irresistibile, è stata punita per avere aiutato, secoli prima, l'uomo del quale si era innamorata; deve nutrirsi di cuori per sopravvivere e il suo desiderio più grande è di poter tornare umana, ma per farlo le occorre un cuore che le venga donato spontaneamente. lungo la strada incontra una principessa dal volto mascherato (Vicki Zhao, che ricordo in La battaglia dei tre regni- Chi bi) e viene da lei salvata; le due si recano poi presso un avamposto di confine in cui si trova un guerriero (Chen Kun) di cui la principessa è innamorata. 

Vicki Zhao e Zhou Xun

la principessa vuole convincere il guerriero a scappare con lei per evitare di contrarre un matrimonio di convenienza con il re di una tribù selvaggia e sanguinaria. l'uomo però esita e, irretito dal fascino magico del demone-volpe, si trova diviso tra l'attrazione fisica per quest'ultimo, l'amore per la principessa e il senso del dovere che lo paralizza. quanto alla principessa, si chiede se il motivo del suo esitare non sia l'orribile ferita che le deturpa il volto, conseguenza dell'assalto di un orso, mentre il demone-volpe si strugge perchè è ben conscia che il guerriero la desidera solo fisicamente, ma che il suo cuore è per la principessa. 

Chen Kun e Zhou Xun

intanto il demone-uccello fa la conoscenza del guaritore (Feng Shaofeng) il quale non vede l'ora di incontrare un vero demone; la curiosità reciproca li avvicinerà al punto che i due finiranno per collaborare.

Yang Mi e Feng Shaofeng

a dirigere questo grandioso spettacolo è Chen Kuo-fu. credo che questo film regga il confronto con qualunque produzione hollywoodiana e non si capisce perchè non possa essere distribuito con successo anche nelle nostre sale. ma che lo dico a fare?

mercoledì 8 maggio 2013

GF*BF


non si può dire che questo film sia un'opera eccelsa, ma è comunque un lavoro gradevole e degno di visione. comincia ai giorni nostri, ma ben presto si cala nel passato per mostrarci le dinamiche che legano i tre protagonisti: Liam (Joseph Chang, mia vecchia conoscenza), Mabel (Lunmei Kwai) e Aaron (Rhydian Vaughan, attore anglo-taiwanese che sembra la copia di Tom Cruise, solo molto più bello). la loro conoscenza risale ai tempi della scuola; Liam e Aaron sono grandi amici, così come Liam e Mabel sono così uniti che tutti credono stiano insieme. naturalmente l'apparenza inganna, infatti in realtà Liam è gay ed è innamorato di Aaron che, indovinate un po', è innamorato di Mabel. Aaron e Mabel si mettono insieme e le cose sembrano funzionare per un po', però Mabel scopre che lui la tradisce con la figlia di un magnate. 

Rhydian Vaughan, Joseph Chang e Lunmei Kwai

in seguito Aaron finirà per sposare proprio questa ragazza e per avere così un posto di responsabilità nella ditta del suocero, anche se viene trattato come un semplice tirapiedi. il matrimonio però non impedisce ad Aaron e Mabel di frequentarsi e di pianificare di scappare insieme, mentre Liam, che ha perso di vista i due per molti anni, giusto poco prima li rivede riaprendo vecchie ferite. la parte migliore del film è sicuramente quella in cui i protagonisti sono ancora studenti, sia perchè è costruita meglio, sia perchè mostra anche uno spaccato della storia di Taiwan; la parte in cui sono adulti invece risulta un po' più pasticciata. è comunque un film che regala diversi bei momenti e quindi lo promuovo sicuramente.

Aaron in versione manager; insomma, questo
Rhydian Vaughan è decisamente gnocco!

martedì 7 maggio 2013

girls for keeps - garu


questo film è molto migliore di quello che sembra dai primi minuti. trattandosi di quattro donne e per via del carattere frivolo di una di esse, viene infatti da pensare che sia una commedia leggera e inconsistente. orbene: commedia leggera lo è, ma niente affatto inconsistente. quattro donne protagoniste dunque; la più giovane è Yukiko (Karina) che ha appena compiuto ventinove anni e viene rimbrottata dalle altre perchè continua a vestirsi come una ragazzina. Yukiko infatti non sa resistere a un bel vestito ed è molto contenta di essere nata donna perchè così può vestirsi di pizzi e fronzoli quanto le pare. al suo estremo c'è la trentaquattrenne Takako (Itaya Yuka) che, dopo il divorzio, alleva da sola suo figlio e si fa in quattro per fare anche ciò che farebbe un padre, tipo insegnargli a giocare a baseball; lei di tempo per i pizzi proprio non ne ha. ci sono poi le due donne in carriera, ovvero la single Yoko (Kichise Michiko) e la manager Seiko (Asou Kumiko). e gli uomini? ovviamente ci sono anche loro, per esempio Yukiko si è appena fidanzata col suo ex-compagno di scuola Morimoto (Mukai Osamu) che è tutto il suo contrario: altro che pizzi, lui è piuttosto primitivo, anche se onesto. l'unico uomo nella vita di Takako è suo figlio, mentre Seiko è sposata con Hiroki (Kamiji Yusuke, appena visto in The floating castle) che ha un lavoro di minor responsabilità e minor stipendio rispetto a lei; se a casa non ha problemi perchè il marito sopporta pazientemente le sue sfuriate a causa del lavoro e non le fa pesare nè l'apparente scambio di ruoli nè il fatto che lei sia troppo impegnata per pensare di avere figli,  in ufficio si trova davanti un sottoposto, Imai (Kaname Jun), che rifiuta di riconoscerla come capo perchè è più giovane ed è una donna. Yoko  invece si prende una bella scuffia per il collega neolaureato Wada (Hayashi Kento) anche se ha dodici anni più di lui. il bello di questo film però è che non si riduce a una mera questione di trovare l'uomo giusto e vivere felici e contenti; si cerca piuttosto di scavare nelle emozioni di queste donne che cercano di conciliare la carriera con gli affetti, che non vogliono scendere a compromessi riguardo a come sono fatte, che lottano per avere il meglio di entrambi i mondi, ed è proprio per questo motivo che l'ho apprezzato. il regista è Fukagawa Yoshihiro (che aveva diretto Taiikukan Baby e Doukyusei) e nel cast ci sono altri due volti noti: Haru (appena vista in See you tomorrow, everyone) e Kato Rosa.

lunedì 6 maggio 2013

feng shui


questo film, come ha spiegato il regista Wang Jing che era presente alla proiezione, ha ovviamente a che fare con la celebre disciplina che studia le influenze dell'ambiente sulle persone che ci vivono. è tratto da un libro che s'intitola Diecimila frecce trafiggono il cuore e difatti ci mostra la disgregazione di una famiglia a partire dal trasloco in un nuovo appartamento. Li Baoli (Yan Bing Yan)  è una donna pragmatica ed energica sposata a un uomo passivo che lei pare tiranneggiare; la coppia ha anche un figlio. all'inizio della storia sembra che tutto vada per il meglio perchè il nuovo appartamento è migliore del vecchio e Li Baoli è molto compiaciuta, però inizia ad avere problemi con il marito. Ma Xuewu (Jiao Gang) infatti un giorno se ne esce di punto in bianco dicendole che vuole divorziare; comincia a rincasare sempre tardi senza preavviso, fino a che Li Baoli si convince che la stia tradendo. 

la coppia scoppiata

effettivamente l'uomo ha una relazione con una collega di lavoro che pare in grado di dargli l'affetto e la dolcezza che gli mancano a casa. come se ciò non bastasse, Ma Xuewu si porta a casa la madre, che è rimasta da sola, benchè Li Baoli sia totalmente contraria a questa convivenza e non lo nasconda. Li Baoli, decisa a scoprire la verità sul marito, dopo averlo visto con l'amante e averli seguiti fino a un hotel, chiama la polizia denunciando un sospetto caso di prostituzione, così i due vengono esposti. in seguito allo scandalo causato, Ma Xuewu viene prima degradato e poi licenziato; egli inoltre scopre che a fare la denuncia è stata proprio la moglie e, andato alla ricerca dell'amante, viene respinto. a quel punto, al colmo della depressione, si suicida lasciando messaggi per la madre e il figlioletto, ma non scrivendo nemmeno una riga per Li Baoli. il bambino, che è molto legato al padre, appare inconsolabile e matura un forte rancore nei confronti della madre, mentre Li Baoli si trova a dover guadagnare per due e decide di abbandonare il vecchio lavoro per quello più faticoso ma più redditizio di facchina. 

Li Baoli al lavoro

passano gli anni, anni durante i quali la donna si è fatta veramente il culo per guadagnare abbastanza, ma il figlio, che è appena diventato maggiorenne, ancora la considera responsabile per il suicidio del padre, arrivando al punto di volerla cacciare di casa. credo che il perno di questa storia sia l'incomunicabilità; Li Baoli ama suo figlio e si sacrifica anche come donna per lui, però è incapace di dimostrargli affetto nella maniera che lui vorrebbe, esattamente come è incapace di dimostrarlo al marito. c'è quindi una continua cappa opprimente che aleggia, mentre assistiamo allo sbattimento di questa donna che non viene in fondo apprezzata come meriterebbe. un film drammatico che lascia inevitabilmente un sapore amaro in bocca.


domenica 5 maggio 2013

apolitical romance


film d'esordio di Hsieh Chun-yi, che era presente alla proiezione, questa commedia divertente ha al centro un piccolo scontro di culture. da un lato abbiamo il ventottenne taiwanese Chen Yu-cheng (Bryan Chang), un tipo tranquillo e un po' ingenuo, con un talento naturale per lusingare le donne ottenendo da esse favori, e una stupenda collezione di action figure di Gundam che lui stesso costruisce; dall'altro la cinese venticinquenne Qin Lang (Huang Lu), dal carattere decisamente tosto e più maturo. Qin Lang si è recata a Taiwan per cercare il primo amore di sua nonna; il suo incontro con Yu-cheng è provvidenziale, in quanto il ragazzo deve completare un opuscolo in cui è necessaria la conoscenza della cultura cinese, che egli ignora totalmente. in cambio dell'assistenza di Qin Lang, egli si offre di aiutarla a cercare l'uomo. visto che la ragazza non ha un posto dove stare, si installa a casa sua ed inizia così una convivenza fatta di battibecchi, con lei che trova infantile lui (non capisce come può uno di ventotto anni essere così appassionato di quelle che lei definisce bambole, mentre lui trasale ogni volta che lei prende in mano uno dei suoi Gundam) e lui che si vendica insegnandole modi di dire sbagliati. esilarante anche l'ostinazione con cui Qin Lang continua a chiamare Taiwan una provincia, fino ad arrivare a cantare slogan comunisti al mausoleo di Chiang Kai-shek. la ricerca dell'ex-innamorato della nonna li porta a conoscere diversi luoghi e realtà del paese; un chiaro espediente per una pellicola che, al contrario del titolo, vuole infatti essere politica e mostrare le differenze fra i due. non mancano i risvolti drammatici, quando si scopre che Yu-cheng è orfano di madre e non rivolge la parola al padre ex-galeotto da anni, dimostrando così quell'immaturità di cui Qin Lang l'accusa, in quanto anche lei è orfana ed è stata allevata dalla nonna. dal canto suo, anche Qin Lang ha uno scheletro nell'armadio: una relazione con un professore di Taiwan che era stato in Cina per lavoro e che l'aveva abbandonata all'improvviso e senza una parola. Yu-cheng fa più del dovuto e, oltre al vecchietto, rintraccia anche l'ex di Qin Lang, che però così scopre che l'uomo è sposato con figli. la scoperta reciproca va dunque di pari passo con la scoperta delle proprie differenze culturali e porta a un avvicinamento dei due, che pure alla fine del film si separano senza che ci sia dato sapere se si rivedranno: pare che il visto sia difficile da ottenere. quel che è certo è che Qin Lang lascia una profonda impressione a Yu-cheng. un film molto piacevole, che corre via leggero tra risate immediate e riflessioni successive.


sabato 4 maggio 2013

the floating castle - Nobo no Shiro


alla presentazione del film era presente uno dei due registi, Higuchi Shinji (l'altro è Inudou Isshin, quello di Joze to tora to sakana tachi). questo film era pronto per la distribuzione già un paio di anni fa, ma ne è stata ritardata l'uscita a ridosso dello tsunami che ha devastato il Nord del Giappone per via di un paio di scene di allagamenti che si temeva avrebbero turbato le persone. la pellicola ha una durata non indifferente, ma corre via liscia e senza intoppi. vi si narra un episodio storicamente avvenuto nel 1590 che appartiene alla categoria Davide contro Golia. il potente signore della guerra Totoyomi Hideyoshi (Ichimura Masachika) vuole unificare il paese e, forte di un grosso esercito e di sufficienti mezzi economici, è a un passo dallo riuscirci, se non che incontra sul suo cammino di conquista il castello di Oshi, soprannominato il castello galleggiante perchè sorge in una zona di paludi e risaie. questo castello, insieme ad altri, fa parte del feudo di una famiglia che gli si oppone; per evitare inutili tira e molla e impaurirli per farli capitolare subito, Totoyomi gli spedisce contro un esercito di 20.000 uomini capitanati dall'insicuro Natsuka (Hira Takehiro). costui quindi parte insieme agli altri due bracci destri del capo, ovvero il riflessivo Otani (Yamada Takayuki) e il subdolo Ishida (interpretato da Kamiji Yusuke, un attore che ho visto in parti minori in molti film, tra cui Girls for keeps). nel frattempo a Oshi il figlio del castellano, lo svampito Narita Nagachika (Nomura Mansai), si intrattiene cantando e danzando insieme ai contadini che seminano, mentre i guerrieri Sakamaki (Narimiya Hiroki), Izumi (Yamaguchi Tomomitsu) e Tanba (Sato Koichi, visto in Gonin e Sapuri) fremono per battersi. il signore del castello preferirebbe arrendersi e buonanotte, ma non può fare torto alla famiglia con la quale ha un debito d'onore, quindi sceglie di fare il doppio gioco: parte con un piccolo esercito, ma in segreto invia un messaggio a Totoyomi dicendo che Oshi gli aprirà le porte senza sparare un colpo. infatti pare che le cose debbano andare esattamente così... se non che quando Ishida si presenta per dettare le condizioni della resa, ottiene di fare girare le palle a Narita, il quale lo manda a quel paese e dichiara guerra. il problema è che tra soldati e contadini, il suo esercito ammonta solo a 500 uomini... ci crederete? riescono a dare del filo da torcere ai nemici, suscitando perfino la loro ammirazione. un film d'azione dunque, che schiera un cast niente male (presenti anche Eikura Nana e Nakao Akiyoshi). i personaggi sono ben caratterizzati e spiccano ognuno per la propria particolarità: dall'anomalo samurai pasticcione Narita all'irruento Izumi, dal giovane scavezzacollo Sakamaki al riflessivo e fortissimo Tanba. tutti fanno del loro meglio, come da copione, arrivando all'epilogo che forse lascerà qualcuno con un po' di amaro in bocca. decisamente ben fatte e impressionanti le due scene degli allagamenti. durante i titoli di coda, ci vengono mostrati i luoghi come sono ora: il castello è stato demolito e gran parte della palude prosciugata, però restano ancora tracce del grande argine costruito dagli assedianti.

foto di gruppo dei personaggi principali;
sono riconoscibili, in alto da sinistra: Yamada, Hira e Kamiji.
in basso, da sinistra: Narimiya, Eikura, Nomura, Sato e Yamaguchi

venerdì 3 maggio 2013

the bullet vanishes - xiāo shī de zǐ dan


la cosa più banale che viene in mente guardando questo film è che si tratti della risposta cinese a Sherlock Holmes, eppure mantiene una particolarità e un'originalità tale da renderlo un prodotto di qualità molto superiore a una semplice scimmiottatura. ambientato negli anni Trenta in Cina, vede come protagonisti una coppia di detective alle prese con un caso che sembra avere del soprannaturale. in seguito alla morte di un'operaia di una fabbrica di munizioni, operaia accusata di furto e costretta alla roulette russa per dimostrare la propria innocenza, altre vittime vengono ritrovate uccise da un colpo d'arma da fuoco, però il proiettile non si trova. questo porta gli operai a credere che si tratti della vendetta post-mortem della donna. 

Ching Wan Lau

il detective Song Donglu (Ching Wan Lau), appena trasferito sul posto, viene affiancato dal collega Guo Zhui (Nicholas Tse), noto per le sue doti eccezionali di pistolero e dal più giovane Xiaowu (Jing Boran). Song Donglu è un tipo curioso e abbastanza eccentrico; ha l'hobby di intervistare in carcere i criminali per indagare i motivi che li hanno spinti a delinquere; la sua teoria è che si tratti di persone buone andate a male. si trova addirittura a scagionare dei colpevoli dopo aver dimostrato sulla propria pelle le circostanze di certi delitti. 

Nicholas Tse

Guo Zhui invece è un idealista, uno che è disposto a tutto purchè il bene trionfi. insieme si trovano presto a dover affrontare il padrone della fabbrica che è in combutta con il corrotto capo della polizia locale, ma quando infine le cose sembrano risolte e Guo Zhui viene promosso, Song Donglu capisce che il collega ha commesso una grave irregolarità, seppure a fine di bene. gliela farà passare liscia oppure no? il film è divertente e coinvolgente, con belle scene d'azione e due protagonisti interessanti e carismatici. decisamente consigliato agli amanti del genere poliziesco.

giovedì 2 maggio 2013

See you tomorrow, everyone - Minasan, sayonara


Nakamura Yoshihiro è un regista a me sconosciuto; ho letto che ha firmato la sceneggiatura di Dark Water, horror movie che possiedo ma non ho ancora visto, oltre ad aver diretto la versione per il grande schermo di Team Batista (ma io ho visto solo il primo dorama). pare però che egli sia un autore conosciuto e apprezzato dai frequentatori abituali del Far East Film Festival; era presente alla proiezione del film e ha spiazzato tutti con le sue risposte telegrafiche. il film segue il protagonista, Satoru, da quando ha dodici anni nel 1981, fino a quando, adulto, decide finalmente di abbandonare il danchi in cui ha vissuto fino ad allora. sì, perchè in realtà i protagonisti del film sono due, e l'altro è proprio il danchi. i danchi erano quartieri di edilizia popolare che videro il boom negli anni Ottanta: distese di casermoni tutti uguali completati da scuole, campi gioco e negozi, tanto che divenivano unità indipendenti, come piccole città dentro la città. così nel film non assistiamo solo alla vita di Satoru, ma anche a quella del danchi in cui vive, che diventa specchio dei cambiamenti della società. Satoru dunque a dodici anni, finite le scuole elementari, informa la madre che non ha intenzione di proseguire gli studi nè di lasciare mai il danchi. è una sorta di hikikomori allargato, perchè di casa ci esce, ma arriva solo fino all'inizio della rampa di scale che porta al mondo esterno, nè passa le sue giornate oziando, ma si allena e legge. Satoru si considera il protettore dei suoi ex-compagni e ogni giorno si assicura che tornino a casa sani e salvi, spuntando il loro nome da una lista mentre passa di ronda davanti alle loro porte; inoltre egli ammira svisceratamente un karateka che vede in TV (Nakamura-san ci ha tenuto a precisare che il personaggio è realmente esistito)

Hamada Goru (Satoru) e Haru (Yuri);
l'attrice faceva parte del cast di Koizora,
mentre Hamada l'ho visto di recente in Chance!

non gli manca apparentemente nulla; fa le prime esperienze sessuali con Yuri, sua coetanea e vicina di casa, e quando si mette a cercare lavoro, lo trova, malgrado molte insistenze, nella pasticceria di cui è cliente da sempre; infine trova anche l'amore e si fidanza con Saki che pare apprezzare la vita al danchi quanto lui. intanto il tempo passa, scandito da didascalie che mostrano l'anno in cui si è e il numero dei vecchi compagni di Satoru rimasti lì, numero che, manco a dirlo, si riduce inesorabilmente. anche Saki comincia a essere insofferente e vuole andarsene, benchè le costi lasciare Satoru del quale è realmente innamorata. 

Hamada e Bengal, che interpreta il proprietario 
della pasticceria dove lavora Satoru

quando il suo capo si ritira, Satoru rileva la pasticceria con l'aiuto dell'amico Noriaki (Nagayama Kento, il Kuno del live action di Ranma 1/2), ma ormai la bolla economica è scoppiata, il danchi si spopola di giapponesi e si popola di immigrati, mentre gli edifici diventano sempre più fatiscenti e i negozi chiudono. Satoru, rimasto ormai l'unico dei vecchi compagni ad abitare lì, si erge a difensore di una ragazzina brasiliana che viene abusata dal patrigno giapponese: finalmente le lezioni di karate apprese in TV gli servono a qualcosa! a portarlo fuori è un evento tragico, ovvero la morte della madre. è proprio leggendo il suo diario che Satoru alla fine trova il coraggio di uscire superando il trauma che l'ha tenuto rinchiuso per tutto questo tempo. 

Hamada insieme a Kurashina Kana (Saki)

film certamente molto interessante, particolare nella scelta di affidare allo stesso attore il ruolo di un personaggio dai dodici ai trent'anni. Satoru è un carattere ingenuo ma determinato allo stesso tempo; attraversa gli anni con una sorta di candore innocente, animato dal suo desiderio di proteggere, anche se è chiaro che le sue sono più che altro buone intenzioni. in fondo ignaro delle conseguenze che la sua scelta ha sugli altri, gli ci vuole la morte della madre per comprendere e aprire gli occhi, decidendo di uscire dal guscio in cui si è rinchiuso.